X

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicit‡ in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di pi˘ o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Chiudendo questo banner, invece, presti il consenso allíuso di tutti i cookie



DREAMGIRLS

Pubblicato il 26 gennaio 2007 da Gaetano Maiorino


DREAMGIRLS

I sogni vivono per sempre, ma spesso si nascondono per una vita intera. Eppure, a volte, i sogni concedono un’occasione. È Curtis Taylor, l’occasione per le Dreamettes, Effie, Deena e Lorrell, tre cantanti soul che grazie all’incontro con questo venditore di auto usate con il pallino della musica, realizzano il loro, entrare nel mondo dello spettacolo.
È Dreamgirls l’occasione di Bill Condon per elevarsi a regista di grandissimo successo, e per ottenere la fama che finora non ha raccolto.
Confrontarsi con Chicago e Moulin Rouge!, i più recenti esempi di musical, sarà di sicuro arduo, ma le carte sono in regola. Le pellicole di Rob Marshall e Buz Luhrmann hanno riproposto il genere donandogli una nuova immagine ancor più sfarzosa e spettacolare, ma nessuno negli ultimi anni si era cimentato con una trama che oltre alle vicende personali e sentimentali dei protagonisti, racconta l’evoluzione della musica, di un gusto estetico e di una tematica sociale, in un epoca di grande sconvolgimento politico, culturale e artistico, come sono gli anni ’60 e ’70. I tempi che cambiano e che travolgono ideali e mode, il blues che entra nella cultura americana, la musica dell’anima, la musica dei neri che entra nelle radio, nelle auto e nelle case dei bianchi insieme ai dischi con i discorsi di Martin Luther King. Le nuove opportunità, le nuove tendenze, i nuovi suoni. Il trio di amiche che cuciono i vestiti in casa per riuscire a sfondare nel mondo della musica. E poi i set fotografici, la tv, il cinema e i fallimenti.
Le stelle brillano e cadono, la fama arriva e passa, rise and fall. La parabola innescata prende la traiettoria discendente e tutto quello che prima sembrava oro si rivela pesantissimo piombo. Quello che resta però sono le voci. Quella sensuale di Beyoncé, quella travolgente di un redivivo Eddie Murphy, quella aggressiva, impetuosa e struggente di Jennyfer Hudson, quella traditrice di Jamie Foxx, perfettamente a suo agio nel ruolo di cattivo della situazione.
Il "colored musical" di Bill Condon porta sullo schermo una piece di Broadway e ne trasporta l’energia teatrale sullo schermo. La macchina da presa segue le coreografie e il montaggio non ne fa perdere nemmeno un frammento; le performance sono di livello altissimo. La musica diventa via via più moderna per seguire l’avanzamento temporale della narrazione, passando dal blues e dal soul, anni ’60 alla prima disco-music anni ’70 fino al pop dei primi anni ’80. I protagonisti cantano le loro emozioni, con la Hudson in evidenza su tutti.
Si parla di nomination all’Oscar. L’Academy non commetterebbe di certo un errore.


CAST & CREDITS

(Dreamgirls) Regia: Bill Condon; soggetto: Tom Eyen; sceneggiatura: Bill Condon; fotografia: Tobias Schliessler; montaggio: Virginia Katz ; musiche: Henry Krieger; scenografia: John Myhre; costumi: Sharen Davis; interpreti: Jamie Foxx (Curtis Taylor), Jennifer Hudson (EffieWhite); produzione: Paramaunt e Dreamworks; distribuzione: UIP; origine: USA; durata: 130’; sito ufficiale


Enregistrer au format PDF