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Dreamland - La terra dei sogni

Pubblicato il 7 luglio 2011 da Annalaura Imperiali


Dreamland - La terra dei sogni

Dai luminosi litorali del Sud Italia ad una “Little Italy” americana fatta di bande criminali e di redenzioni dall’aspetto non molto veritiero.

In questo palco scenico che ha già visto protagonisti i tanti emigranti del nostro paese nel secolo scorso, si muovono gli attori della prima cinematografica di Sebastiano Sandro Ravagnani, autore di una serie di programmi televisivi e di certo veterano indiscusso nel mondo dello spettacolo.

Frank Graziani è un ex pugile che nei primi anni Cinquanta ha lasciato la sua terra natia, il meridione d’Italia, per emigrare nella città americana di Fullerton, California. Rimasto vedovo, egli riconosce presto, a capo di una banda di malavitosi locali, il figlio adottivo James, con il quale non ha più rapporti da tempo. Pian piano convince il “proprio” ragazzo ad abbandonare la strada, con i suoi pericoli e le sue solo apparenti offerte di una vita migliore, per dedicarsi ad un’attività, onesta e creativa, d’artigianato del legno.

Questa è la trama più immediata, e volendo anche più scontata, che si può riportare per dare un’idea a chi ha intenzione di “buttarsi” su questo titolo andando al cinema.

Onestamente, tutto c’è in questa pellicola fuorché una trama che si possa riassumere e che renda effettivamente l’idea di cosa ci si possa aspettare sul grande schermo.

Ivano De Cristofaro, l’attore protagonista, che si allena da vent’anni cinque ore al giorno e che ha vinto il concorso come “il più bello fra gli italiani” in America, mostra da una parte, senza dubbio, un fisico notevole ma dall’altra, altrettanto sicuramente, un’espressione priva di qualsiasi significato. La sceneggiatura, a tratti molto banale e a tratti difficile da seguire per il salto di alcuni passaggi che sembrerebbero fondamentali, risulta scarna e in alcuni punti enigmatica. L’idea di fondo del regista, il quale sostiene che Dreamland sia “un’idea, un progetto, una passione, [in cui vi è] in primo luogo lo sport, visto come mezzo educativo e prodromico ad un futuro migliore…”, si volatilizza nella mancanza di comunicazione emotiva con cui sinceramente si esce dalla sala.

Sicuramente la volontà di trasmettere valori positivi, dati dalla scelta di un insieme di personaggi principali che si “convertono” dai soprusi alla forza di un lavoro catartico e vagamente evangelico, non può essere che concettualmente condivisa ed educativa. Ma la resa concreta di quest’idea pecca dell’assenza di un vero filo conduttore che approfondisca in maniera pregnante i lati emotivo-sentimentali di chi è coinvolto ad ampio raggio nella telecamera della regia.

Gli stacchi di montaggio lasciano svariati punti interrogativi, che non si eliminano alla fine della visione, ad esempio quando il James bambino, che viene quasi costretto ad abbandonare la ridente Italia e i suoi genitori per andare incontro all’mmerica - ricca di quelle possibilità che da noi, nell’immediato secondo dopoguerra, sicuramente non c’erano – e che si ritrova negli States, prima come aiutante in un’officina e poi come “guappo” criminale nei night club dove regna lo scontro tra bande rivali.

Lo sport, di per sé fondamentale e spesso fonte di direzioni da intraprendere non solo molto positive ma anche alternative al baratro, fisico e morale, che si raggiunge nei luoghi di delinquenza, non è poi così approfondito da troneggiare nel film mostrandosi a buon diritto come un vero impeto da seguire.

L’unica interpretazione che, sorgendo spontanea, apre una diversa possibilità di lettura del tutto è data dall’atmosfera globale sempre un po’ sospesa che, richiamando forse il titolo stesso della pellicola, farebbe concentrare lo spettatore proprio sulla dimensione para-onirica in cui ci si cala e da cui, però, ci si sveglia privi di una qualche utile consapevolezza.


CAST & CREDITS

(Dreamland); Regia: Sebastiano Sandro Ravagnani; soggetto e sceneggiatura: Ivano De Cristofaro e Sandro Ravagnani; fotografia: Antonio Centomani, Massimo Zeri e Stefano Rizzi; montaggio: Emiliano Alberghini; musiche: Pasquale Faggiano, Osvaldo Camacque, David Minelli e Ronnie Jones; scenografia: Giusy Polverino; costumi: Nadejda Avrionova; interpreti: Franco Columbu (Frank Graziani), Ivano De Cristofaro(James De Cristofaro), Tony Sperandeo (Don Nicola), Jessica Resteghini (Juda),…; produzione: World Business; distribuzione: WBE - UCI - THE SPACE - S.I.M.; origine: Italia, U.S.A.; durata: 94’; web info: www.laterradeisogni.it


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