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Dracula 3D

Pubblicato il 22 novembre 2012 da Antonio Valerio Spera
VOTO:


Dracula 3D

Dopo una lunga attesa, ecco finalmente l’ultima fatica di Dario Argento, quel Dracula 3D annunciato da più di un anno e di cui abbiamo visto nei mesi scorsi immagini in anteprima in diverse manifestaizoni internazionali. Miglior vetrina per il film non poteva che essere il Festival di Cannes, dove la rivisitazione argentiana del romanzo di Bram Stoker è passata fuori concorso in una proiezione di mezzanotte.
Le aspettative non erano alte, considerate le ultime prove deludenti del nostro maestro dell’horror, il quale dopo Non ho sonno (da noi criticato ma osannato in Francia come un capolavoro) ha iniziato un cammino in discesa terminato con il terzo capitolo della trilogia delle madri, quel La terza madre che per storia, messa in scena, direzione degli attori e costruzione della suspense si aggiudicava il titolo di peggior opera della filmografia del suo regista.
Eppure, nonostante questo, e nonostante il film a Cannes sia stato accolto anche da alcune ingenerose risate durante la proiezione, Dracula 3D ci riporta ad un Argento in salute, vivo, capace di rivisitare il personaggio del conte vampiro e di dare nuova linfa ad un genere in Italia ormai poco battuto. Di problemi di sceneggiatura ce ne sono, e anche evidenti, con notevoli buchi narrativi, improvvise e immotivate svolte nel racconto e dialoghi a volte futili e banali che cadono nel didascalismo. Ma abbiamo ormai imparato ad aspettarci proprio questo da un film di Argento. Il regista infatti non ha mai fatto forza su sceneggiature solide, su personaggi ben delineati, su un’evoluzione narrativa in cui tutti i tasselli vengono accostati con precisione e con le giuste cause. Il cinema di Argento non è mai stato un cinema di storie, ma un cinema di atmosfere, di effetti, di terrore crescente ed avvolgente. E in Dracula 3D questo stile ritorna prepotente sullo schermo. Tutte le cifre della poetica argentiana qui sono presenti: violenza mostrata senza omissioni, sangue che scorre a fiumi, le donne come prime vittime, una certa tensione passionale nei confronti della morte, una macchina da presa che fluttua sulla scena avvolgendo l’azione. Il tutto in questo caso messo insieme come in un perfetto b-movie di genere anni ’70: narrazione episodica che procede a singhiozzo, obiettivo puntato sulle nudità femminili, effetti speciali a volte volutamente artigianiali. Così il film, con tutti i suoi difetti, si presenta come uno spettacolo assolutamente divertente, che attraverso un crescendo di morti cruente ci regala un Dracula diverso da come è impresso nel nostro immaginario, che non ha più la “bruttezza” e la cupezza di Christopher Lee (tanto per citare l’attore piu rappresentativo del vampiro), ma possiede invece la luminosità e l’eleganza di Thomas Kretschmann. Un Dracula nuovo, personale, che uccide grazie anche alle sue numerose trasformazioni: il vampiro di Stoker infatti grazie alla rielaborazione di Argento qui diventa un essere cangiante, che cambia aspetto continuamente e si tramuta in mosca, lupo, insetto gigante, a seconda delle occasioni.
L’Argento degli ultimi film, quello un po’ sbrigativo e sciatto, si avverte in qualche momento (soprattutto nelle sequenze di raccordo narrativo), ma nelle scene di terrore e di violenza ammiriamo un autore creativo, spudorato, coraggioso che, tra l’altro, con lo spirito di un bambino che prende per la prima volta tra le mani il gioco regalatogli dai genitori, sperimenta in tutte le sue potenzialità la tecnica stereoscopica. Ed il risultato è un 3D che immerge lo spettatore nello schermo e che valorizza fortemente la violenza e l’atmosfera di terrore. Vedendo Dracula 3D, viene spontaneo chiedersi come sarebbero stati alcuni film di Argento degli anni ’70, vedi Suspiria ad esempio, girati con questa tecnica. E la curiosità viene, così come, ingenuamente, un po’ di rammarico.


CAST & CREDITS

(Dario Argento Dracula 3D) Regia: Dario Argento; sceneggiatura: Dario Argento, Enrique Cerezo, Stefano Piani, Antonio Tentori; montaggio: Daniele Campelli, Marshall Harvey; fotografia: Luciano Tovoli; musica: Claudio Simonetti; interpreti: Thomas Kretschmann, Marta Gastini, Asia Argento, Rutger Hauer; produzione: Multimedia Film Production, Enrique Cerezo PC, Les Films de l’Astre; origine: Italia, Spagna, Francia; durata: 106’.


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