X

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicit‡ in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di pi˘ o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Chiudendo questo banner, invece, presti il consenso allíuso di tutti i cookie



DVD - 3

Pubblicato il 22 maggio 2007 da Alessandro Izzi


DVD - 3

Per chi conoscesse Christian De Sica solo come l’attore del cinepanettone natalizio o come il figurante per gli spot di un troppo noto gestore di telefonia mobile, un film come 3 potrebbe risultare, nella migliore delle ipotesi, spiazzante.
Non c’è quasi traccia, infatti, in questa pellicola, di quei vezzi che, nel corso degli ultimi anni, si sono a tal punto sedimentati sui modi e sulla gestualità di De Sica attore sino a ridurlo a maschera. E poco è anche lo spazio per quell’umorismo di chiara impostazione escatologica che tanto ha appesantito gli ultimi film da lui interpretati.
Al contrario, visto con il senno di poi, giudicato col pensiero rivolto a quella che è stata la commedia pecoreccia di maggior successo al botteghino degli ultimi anni, 3 non può non apparirci come l’espressione incompiuta di quella strada che la nostra commedia avrebbe potuto intraprendere se non gliene fosse mancato, all’ultimo momento, il coraggio.
Ed è la strada di una commedia di caratteri e di contenuti, la strada di un cinema che pensa ai discorsi che cerca il confronto con la Storia, che vuole porsi all’interno del solco di una tradizione ben precisa con la volontà di aprirsi ad un dibattito culturale che non si esaurisca alla risata bassa e grassa di fronte all’astrazione di un umorismo che ripete le sue formule nella totale incapacità di aprirsi al troppo elaborato concetto di variazione.
3, in questo sguardo che si mantiene squisitamente ‘a posteriori’, è simbolo inespresso, non detto, di quel bivio in cui ad un certo punto si è trovato non solo il De Sica attore, ma tutto il nostro cinema. La scelta non certo edipica tra l’autonomia dal grande pubblico che avrebbe condannato l’industria alla piccola produzione di qualità e il totale cedimento alla tirannia della massa con il conseguente appiattimento culturale sulle categorie della commedia bassa, da supermercato. Il film di De Sica (qui alla sua quarta prova come regista), in effetti, si ferma ben prima di scegliere una di queste due possibili direzioni. Non rappresenta, nel contesto della produzione del tempo, una presa di posizione. È, semmai, l’esitazione di fronte all’aprirsi delle due possibilità. Ma è anche, al tempo stesso, la definitiva prefigurazione del baratro verso cui il cinema tutto si stava baldanzosamente e abbastanza inconsapevolmente dirigendo.
Tutto questo discorso è abilmente e consapevolmente esemplificato nell’episodio che vede protagonisti gli attori ingaggiati dal barone Del Serchio (il protagonista della pellicola) per allietare una delle tipica serata di corte. Come in Shakespeare la rappresentazione nella rappresentazione serve, prima di tutto, a creare il veicolo ideale per la rivelazione numinosa di una sia pur piccola verità. Nella cena immediatamente successiva alla rappresentazione, infatti, il capocomico dichiara orgogliosamente alla nobiltà convenuta che ha sempre preferito accontentarsi di bassi salari pur di poter continuare a recitare, in assoluta autonomia, i propri testi senza doversi piegare alla tirannia di altri autori. Ma, di fronte all’offerta di ben mille fiorini per ‘mostrare il culo’, non riesce a tirarsi indietro e si fa schiavo, sia pure solo nello spazio di un gesto tanto dissacratorio quanto al fondo (auto)polemico, di un meccanismo di consumo spettacolare più grande di lui.
Così è, in fondo, il destino di tutto il nostro cinema. Ed è per questo che guardando 3 la nostra attenzione non va tanto sulla logica decisamente pruriginosa dell’intreccio (che parla di un menage a trois decisamente sui generis), né si sofferma sui palesi difetti di una messa in scena troppo frammentaria costruita su episodi spesso troppo autonomi tra loro, ma si ferma tutta nello spazio di un rimpianto verso un cinema che avrebbe potuto essere e non è stato.
All’uscita si disse che il film (dedicato apertamente al grande Vittorio De Sica) era tanto ambizioso nei contenuti quanto sostanzialmente carente nella forma. Si scrisse che il regista peccava di presunzione laddove gli attori sembravano troppo moderni per essere credibili figure di un film in costume. Si disse, infine, che il Settecento di De Sica era troppo imbevuto di oggi e che l’ambientazione finiva per diventare troppo presto un mero pretesto. In ciascuno di questi difetti non possiamo non cogliere un fondo di verità. Eppure le immagini giammai troppo sontuose di cui è composto 3 sono a tal punto pregne di un senso di morte e di lento disfacimento che ogni altra considerazione finisce per cadere in secondo piano. Perché questo clima funereo si adatta bene al canto di una nobiltà che inesorabilmente cede all’avanzata del nuovo (che ha anche la volgarità del personaggio di Conticini che dapprima si abbevera agli ideali rivoluzionari e poi fin troppo ansioso di poter migliorare la propria condizione). Ma si adatta ancora di più all’inizio dell’inarrestabile agonia della nostra industria che sempre più si abitua ad incassare solo una volta l’anno.

La qualità audio-video

Appena discreto il riversamento della pellicola su disco. Se è vero che i colori paiono spesso giustamente saturi e abbastanza vivaci, non da meno si deve notare una certa caduta di livello sulle scene più buie e una costante piattezza di un quadro nitido, ma non per questo libero da qualche sporadico fenomeno di quadrettatura. Data la scarsa durata del film (appena 85’) era lecito aspettarsi di più.
Anche il suono, che si avvale di una sola traccia bifonica, per quanto pulito non è esattamente di livello.

Extra

Oltre a poco significative schede bio filmografiche c’è spazio sul disco solo per un’interessante intervista esclusiva al cosceneggiatore Giovanni Veronesi.


(3); Regia: Christian De Sica; interpreti: Christian De Sica, Anna Galiena, Paolo Conticini; distribuzione DVD: Cecchi Gori
formato video: 1.66:1; audio: Italiano Dolby digital 2.0; sottotitoli: italiano per non udenti

Extra: 1) Biografia e filmografia del regista e degli attori 2) Intervista esclusiva a Giovanni Veronesi


Enregistrer au format PDF