X

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicit‡ in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di pi˘ o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Chiudendo questo banner, invece, presti il consenso allíuso di tutti i cookie



DVD - Astroboy

Pubblicato il 24 marzo 2010 da Angela Cinicolo


DVD - Astroboy

È stato il primo anime giapponese a essere esportato all’estero e a riscontrare il favore del pubblico: Tetsuwan Atom (L’Atomo dal pugno di ferro), conosciuto in Italia come Astro Boy, rappresenta il manga fantascientifico giapponese più riuscito della storia dell’animazione nipponica, e non solo, al punto che il suo autore, Osamu Tezuka, viene spesso paragonato al Walt Disney giapponese e chiamato in patria “il dio dei manga”.
Il fumetto di Tezuka nasce nell’aprile del 1952 sulle pagine della rivista "Shonen Manga" che ne distribuisce gli episodi nei suoi numeri con una certa periodicità. Le sue avventure durano fino al marzo del 1968: siamo di fronte a uno dei personaggi più duraturi del mondo del manga moderno. In realtà Atom era già comparso in un lavoro precedente di Tezuka, una lunga storia dal titolo Atom Taishi (Atom l’ambasciatore), ma Tezuka l’ha rimaneggiata e vi ha inserito le caratteristiche che ne hanno fatto la fortuna: i simboli della pace, dell’amore e della fratellanza universale.
Per il piccolo schermo invece c’è stata un’attesa di qualche anno: solo nel 1959 infatti vengono realizzati i primi telefilm della serie e a dodici anni dalla nascita del manga arriva la trasposizione animata, in bianco e nero con 193 episodi dal titolo Tetsuwan Atom uchu no yusha (Atom dal braccio di ferro: il coraggioso dello spazio). Negli anni successivi vengono trasmesse storie a colori, ma non compare mai il nome del piccolo robottino: ad affiancarlo e a rubargli la scena arrivano nuovi personaggi creati dalla mente di Tezuka come Black Jack, la Principessa Zaffiro, il leone bianco Leo (per noi italiani Kimba). Viene perfino realizzato un remake della prima serie, ma a colori. Si dovrà aspettare il 2003, e sono passati quarant’anni suonati, per vedere la prima serie animata con protagonista assoluto Astro boy.
Il mondo fantascientifico di Astroboy ha la genesi in un evento doloroso: Tobìo, il figlio del dottor Tenma, direttore generale del Ministero della Scienza del Giappone, rimane vittima di un grave incidente stradale. Il padre per consolarsi della terribile perdita decide di costruire un robot che abbia le sembianze del figlio e che possa serbare le sue preziose conoscenze tecnologiche per l’avvenire del Paese. In questo modo Tenma ritrova un po’ di pace ma, con il passare del tempo, si accorge che il robot non può crescere come avrebbe fatto il figlio e se ne libera vendendolo. Il robot diventa la maggior attrazione di un circo in cui il dott. Ochanomizu, successore di Tenma al Ministero, lo libera e lo prende con sé. Per Atom inizia una nuova vita, come per l’italiano Pinocchio: frequenta la scuola come tutti i bambini. Il dott. Ochanomizu gli costruisce un padre e una madre robot e gli insegna che la terra è spesso minacciata da malvagi nemici e quindi ha bisogno di essere salvata. I sentimenti umani e questo senso di giustizia lo distinguono da ogni altro robot. Atom è il primo cartone giapponese ad avere le fattezze di un occidentale: il modello di riferimento grafico di Tezuka è stato Topolino e il suo personaggio gli somiglia nella parte superiore della testa, nell’andatura e perfino nella prossemica benché abbia caratteristiche antropomorfiche piuttosto che zoomorfiche.

Le ambientazioni richiamano invece quelle già create da Tezuka nel suo precedente Metropolis, che richiama il titolo e il plot dell’omonimo film cult di Fritz Lang, e che aveva tracciato elementi che poi diventeranno stereotipi del genere: la città di Tokio è descritta come una megalopoli del futuro, che apre tra i suoi edifici scintillanti scenari vertiginosi ed è plasmata da incombenti architetture avveniristiche.

I personaggi positivi che accompagnano Atom nella sua vita sono il Dott.Ochanomizu, direttore generale del Ministero della Scienza del Giappone, suo mentore e tutore, i compagni di scuola Kenichi e Tamao e il professore Higeoyaji, la cui faccia è nascosta da due enormi baffoni. Atom ha anche dei parenti: Ochanomizu ha creato per lui un fratello, Cobalt (quasi identico ad Atom) e una sorella Uran. I nemici sono invece in inferiorità numerica ma non meno dotati di capacità potenti: sono alcuni scienziati che sembrano aver perso il senno della ragione presi da deliri di onnipotenza, mostri che provengono dallo spazio, mastodontici robot come Satan e la regina Antamaria con le sue guardie al seguito. Come in ogni anime, anche in Astroboy c’è il nemico acerrimo, che sembra indistruttibile e impossibile da sconfiggere, quello che riesce sempre a passarla liscia e che da più rogne all’eroe di turno: il maggiore nemico di Atom è Atlas, robot tra l’altro anche molto simile ad Atom per i poteri ma non per intenti.

Le nobili tematiche di Astroboy oggi non ricorrono nei cartoni animati più visti da bambini e adulti e tale assenza ci spinge a riconoscere a questo anime un’indiscutibile posizione di nicchia insieme a cartoon simili a esso come Conan di Miyazaki. Il mondo in cui affiorano è una società futuristica basata sul progresso e sull’apporto della scienza, ma in cui convivono ancora rimasugli di un’epoca “normale” che non allontanano dallo spettatore i suoi beniamini. Le stesse riprese dall’alto sui corpi e sui volti dei personaggi piuttosto che dal basso verso le cime dei grattacieli che tagliano cieli irraggiungibili riducono le distanze. Siamo di fronte a una civiltà che possiamo solo invidiare, in cui esistono ancora angoli di natura incontaminata, rispettata e in cui i personaggi, con le loro fattezze e coi loro costumi umanizzati, dimostrano una tolleranza per il diverso e per l’altro che quasi ci disorienta. I robot, secondo un’ideologia di Tezuka che ci ricorda i replicanti di Philip K. Dick, devono contribuire alla felicità degli esseri umani, ma gli uomini non hanno saputo farne buon uso e li hanno, al contrario, asserviti ai loro spregevoli scopi criminali, alla loro sete di potere e al loro bisogno di sopraffazione.

La qualità audio-video

Astroboy, diviso in tre box, ciascuno comprendente 3 dvd, ognuno con 5 episodi, mostra una buona qualità dell’immagine in seguito al riversamento su disco. I colori sono brillanti, ma gli sfondi risultano spesso alterati da spiacevoli sfumature che risentono di una quadrettatura dannosa. Resta tuttavia inalterato il piacere della visione, dovuto al plot e ai dialoghi degli episodi.
L’audio, presentato sia in Italiano sia in Giapponese sottotitolato, è monofonico e rappresenta una nota dolente dell’edizione con i suoi toni troppo bassi.

Extra

Manca un making of che sicuramente sarebbe stato molto gradito ai fan della serie, ma una parte del rammarico è compensata dalla Gallery che ci mostra i disegni e le tavole dei personaggi.


(Tetsuwan Atom) ; Regia: Osamu Tezuka ; distribuzione DVD: Yamato Video e Dolmen Home Video
formato video: 4/3 ; audio: Italiano 1.0, Giapponese con sottotitoli in Italiano 1.0 ; sottotitoli: Italiano, inglese

Extra : 1) Sigle originali 2) Gallery


Enregistrer au format PDF