DVD - Boris Karloff: the collection

Una figura alta, ma non propriamente slanciata, anzi a suo modo massiccia, incombente, a tratti misteriosa. Questa la prima impressione che doveva produrre Boris Karloff a tutte le persone che lo vedevano di lontano, incontrandolo. Un’impressione austera, eppure inquietante, di quelle che non ti riesce di definire con assoluta chiarezza dal momento che è come un tappeto orientale tutto intessuto di sensazioni contrastanti e spesso apertamente contraddittorie. Perché c’era incoerenza tra quei lineamenti del volto che fecero esclamare a Whale in cerca del suo mostro di Frankenstein: “Interessante!”, e la strana dolcezza dello sguardo che ammanta ogni movimento delle lunghe mani di una strana cortesia che ha il sapore di altri tempi.
Boris Karloff è stato una sfinge del nostro cinema recente: un mostro per tutti gli anni ’30, poi un incantatore di bambini nei programmi televisivi destinati alle favole; un affabile gentleman in cerca di ruoli per tutti gli anni ’50 e, infine, un anziano attore reliquia vivente d’altro cinema alla fine della sua carriera. Stacanovista del lavoro non si tirò indietro di fronte a nulla: si sobbarcò il peso di oltre trenta chili di costume per tutti i film su Frankenstein realizzati in America durante il suo regno e andò sul set in sedia a rotelle quando Bogdanovich gli scrisse un ruolo (superbo) tutto per lui in Targets.
Nel mezzo, tra questi due momenti fatidici della sua carriera ebbe svariate mogli, una figlia ed una casa con giardino che amava curare di persona, dando l’acqua alle rose con indosso un paio di calzoncini dallo strano taglio british.
Non fu vittima della sua fama, ma la trasformò in un’arma con la quale combattere la volgarità del mondo contemporaneo. I suoi ruoli divennero, per lui il podio ideale dal quale lanciare proclami, ed indire manifestazioni. Fu uno degli attori più impegnati sul versante sindacale. Proprio lui che, in gioventù, quando ancora il suo volto e la sua voce dovevano essere scoperti, intesseva le lodi di una minestra di verdura in scatola perché da questa si poteva trarre un pranzo a base di brodino ed una cena a base di verdure: ben due pasti.
Non sopportava di vedere le ingiustizie, non tollerava i soprusi e si adoperava in mille modi affinché, anonimo, potesse far qualcosa per migliorare la situazione. Sarà per questo che appare così straordinariamente credibile nel ruolo del dottore che sperimenta sulla propria pelle gli effetti dei gas anestetici in Prima dell’anestesia di Robert Day, film non disprezzabile per il sapiente manierismo della messa in scena (certamente debitrice della descrizione dei tuguri nelle pagine di Dickens) e passato alla storia per aver messo in una stessa inquadratura l’immenso Karloff e la nascente promessa di Christopher Lee.
Dare un senso della statura d’attore di Karloff attraverso una silloge di titoli non è impresa facile. Ci provano i signori della Sinister film con un cofanetto che non sfigurerebbe sotto un albero di Natale, specie se nei pressi è passato il burtoniano Skellington.
Oltre al già citato Prima dell’anestesia, c’è spazio anche per altri tre film di grande interesse.
Il primo è un gioiellino minore di James Whale, Il castello maledetto, opera nella quale il regista inglese immette non poco del suo distorto umorismo. Film del 1932 imperniato su squisiti conflitti di classe, The old dark house segue di appena qualche mese il successo planetario di Frankenstein e ne aggiorna, in ambito più spiccatemente contemporaneo temi ed atmosfere. In una selvaggia notte di tempesta un gruppo di viaggiatori è costretto a chiedere asilo all’interno di una sinistra magione vittoriana abitata da due anziani rappresentanti della vecchia aristocrazia e dal loro domestico muto, ma terribile (Karloff). La pioggia batte le strade, allaga le campagne, produce frane che chiudono le strade, crea, insomma, l’idea di un mondo esterno impraticabile e potenzialmente letale. Da parte sua, però, il vecchio palazzo non è più sicuro visto che strani personaggi vivono nascosti in soffitta e lo stesso maggiordomo comincia a bere e a lasciarsi andare a comportamenti tutt’altro che civili. Le cose si complicano quando in casa arrivano pure un lord inglese con prostituta a carico. Il film vive nella sua strana contraddizione tra l’ambiente ancora gotico del palazzo e la palese contemporaneità dei personaggi che vengono da fuori. La casa è come una valle incantata popolata da dinosauri, un luogo fuori dal tempo cui si accede dopo che la tecnologia si è arresa di fronte all’estrema furia della natura (l’automobile non resiste allo scatenarsi degli elementi). L’orrore non è ultraterreno, ma fa parte dell’albero genealogico della vecchia aristocrazia, è legato ad un passato che si vorrebbe poter rimuovere, ma che resta sempre lì, ineludibile. Karloff è perfetto nel ruolo del maggiordomo muto. La sua performance parrebbe molto vicina a quella appena sperimentata per Frankenstein (un altro mostro muto), ma in realtà è diametralmente opposta. Non più la goffaggine di un mostro bambino non del tutto capace di controllare i suoi movimenti e la sua forza, ma l’incedere laido di un personaggio quasi stevensionano, incarnazione di un male che discende dal vizio.
E stevensoniano è anche il secondo titolo di questo pregevole cofanetto: Lo strangolatore folle di Robert Day, dove Karloff è uno scrittore anziano in cerca di risposte ad un enigma del passato e il suo doppio malefico. Jeckyl e Hide si dividono la scena con rari virtuosismi interpretativi. A Karloff basta alzare un sopracciglio e simulare una paresi del lato sinistro del corpo per passare dalla condizione di anziano gentiluomo a quella di mostro assetato di sangue. La pellicola è fresca ed intrigante nelle sue ambientazioni, ma paga il peso dei suoi cinquanta anni di età.
Più intrigante la presenza di un Douglas Sirk d’annata con Lo sparviero di Londra un thriller simpatico cui manca l’originalità del tocco del più grande autore melodrammatico americano. Qui Karloff è appena una figura di contorno. La sua scena è memorabile, ma è solo parentesi all’interno di un film che fonda tutto il suo fascino sulla riuscita resa di una serie di ambienti cittadini: prove d’autore, schizzi preparatori per i capolavori ancora a venire.
Completa il pacchetto un curioso episodio televisivo della serie “Thriller” in cui Karloff rivela una bravura suprema anche nei piccoli formati televisivi.
La qualità audio-video
Un discorso a parte andrebbe compiuto per ogni film di questo prezioso cofanetto. Purtroppo ragioni di spazio ci obbligano ad una sintesi brutale. In linea generale tutti i film si sono avvalsi di un lavoro di riversamento per molti aspetti esemplare. Le pellicole, in ottime condizioni, ritrovano tutto lo splendore del loro bianco e nero. Eccellente la resa dei contrasti ne Il castello maledetto (il più vecchio dei titoli presentati) film per il quale si temeva di più. Meno curato, ma sempre su ottimi livelli il lavoro sul bianco e nero di Lo sparviero di Londra che appare un po’ piatto specialmente nelle molte scene notturne. Splendidi, infine, gli interni fumosi di Prima dell’anestesia.
Trattandosi di un cofanetto dedicato alla maestria di un interprete consigliamo di non prendere neanche in considerazione le pur pulite tracce italiane e di ascoltare i film direttamente in lingua originale. Il suono sarà in alcuni casi più gracchiante (accade in alcuni passaggi del film di Whale), ma anche più “vero”.
Extra
C’è un po’ di tutto nei cinque dischi di questo lussuoso cofanetto. Alcuni interventi toccano la realtà di Karloff sono di striscio: l’intervista a Ian McKellen per la sua interpretazione (di Whale) nel film Demoni e Dei oppure l’intervista a Douglas Sirk. Altri sono più centrati come la lunga intervista a Christopher Lee che lungamente parla di Karloff personaggio rivelando alcuni retroscena toccanti ed interessanti. Curiosa la raccolta di trailer d’epoca e molto curato il bel booklet ospitato all’interno della confezione.
Ma la parte del leone la svolge lo splendido documentario “Boris Karloff l’ineffabile” che ricostruisce la vita del grande attore sulla base di interviste, materiale d’archivio e scene rubate. Un atto di devozione dovuto ed importante.
(Cofanetto Karloff);
DVD 1: Il castello maledetto (The dark old house); Regia: James Whale; interpreti: Boris Karloff, Melvyn Douglas, Gloria Stuart;
formato video: 1.33:1; audio: Italiano, inglese dual mono; sottotitoli: italiano
Extra: 1) Intervista a Ian McKellen sulla sua interpretazione di James Whale, regista de “Il Castello Maledetto”, nel film “Demoni e Dei” 2) Galleria fotografica
DVD 2: Lo sparviero di Londra (Lured); Regia: Douglas Sirk; interpreti: Lucille Ball, George Sanders, Boris Karloff;
formato video: 1.33:1; audio: Italiano, inglese dual mono; sottotitoli: italiano
Extra: 1) Intervista a Douglas Sirk 2) Galleria fotografica
DVD 3: Prima dell’anestesia (Corridors of blood); Regia: Robert Day; interpreti: Boris Karloff, Betta St John, Christopher Lee;
formato video: 1.33:1; audio: Italiano, inglese dual mono; sottotitoli: italiano
Extra: 1) Intervista a Christopher Lee - il suo ricordo di Boris Karloff 2) Scene inedite 3) Trailer 4) Galleria fotografica
DVD 4: Lo strangolatore folle (Grip of the strangler); Regia: Robert Day; interpreti: Boris Karloff, Jean Kent, Barbara Rankin Anthony Dawson;
formato video: 1.33:1; audio: Italiano, inglese dual mono; sottotitoli: italiano
Extra: 1) Spot radiofonici 2) Trailer 3) Galleria fotografica
DVD 5: Extra: 1) Documentario Boris Karloff, l’ineffabile 2) Episodio televisivo della serie Thriller 3) Trailer party
Booklet
