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DVD - Come tu mi vuoi

Pubblicato il 12 agosto 2008 da Alessandro Izzi


DVD - Come tu mi vuoi

Dopo aver affrontato, da par suo, il mondo del pallone e dei calciatori nel bel documentario Matti per il calcio, al regista Volfgango De Biasi non restava altro che cimentarsi, in rispetto della par condicio, con la realtà delle veline.
Con Come tu mi vuoi, il regista italiano chiude, in un certo senso, il cerchio dei totem culturali della nostra bella Italia: dalla venerazione passionale per lo sport più bello del mondo che tanta parte occupa all’interno dei palinsesti televisivi alla celebrazione del culto delle apparenze che si mangia l’altra metà delle programmazioni delle reti generaliste.
Calcio e bellezza: il desiderio di ogni italiano di nuova generazione. Perché è risaputo, ormai, che ogni bambino italiano vuol diventare calciatore e ogni bambina vuol essere la velina che lo sposerà.
Entrambi potranno andare poi a far la pubblicità delle acque minerali (con tutto il rispetto per la Chiabotto che è donna di specchiata autoironia e per Del Piero di fronte al quale, da bravi juventini, ci prostriamo sempre e comunque).
Fuor d’ironia (la si perdoni: è anche il caldo dell’estate che avanza) bisogna però rimarcare una certa continuità tra il bel documentario di qualche anno fa e il brutto film dello scorso anno: l’attenzione per l’alterità, il bisogno di ancorare la visione su un mondo percepito sempre e comunque come brutto, allo sguardo di chi da quel mondo è, per sua scelta o per necessità, escluso.
De Biasi racconta le sue storie sempre dal punto di vista delle cenerentole (in Matti per il calcio i protagonisti erano gli ospiti di un istituto psichiatrico, in Come tu mi vuoi la figura principale è un brutto anatroccolo che vive la sua condizione di esclusa come un punto d’orgoglio da buttare in faccia al mondo) evitando i pietismi e la compassione d’accatto.
Questa visione dall’alt(r)o del mondo gli permette di focalizzare meglio gli strali di una critica sociale che vorrebbe, nelle intenzioni, essere arguta.
De Biasi pensa in grande e si riempie la bocca di riferimenti colti. Tira fuori dal cappello un titolo pirandelliano (ne parlavamo già in altra sede qualche mese fa), ma poi ripesca, come sottolinea giustamente Marco Spagnoli nelle interviste che fanno da extra a questo pregevole DVD, suggestioni da La bisbetica domatica di Shakespeare (coniugando, però, il racconto al maschile per dare spazio al neodivo Nicolas Vaporidis) e si imbarca in riflessioni alla Moliere con tanto di personaggio femminile che cita a piene mani perle di saggezza degne del misantropo.
Come tu mi vuoi si carica, così, come un Boeing di riferimenti e suggestioni. I suoi bagagli sono le mille intenzioni di un discorso che vuol essere una critica al nostro tempo figlio della TV spazzatura e di Uomini e donne (ogni riferimento alla e Filippi non è affatto casuale) fatti oggetto in barba alle conquiste del femminismo e degli anni ’70.
Come un boeing troppo carico, il film, decolla a stento dalla pista delle sophisticated comedy cui vorrebbe somigliare, e si inerpica nel cielo della distribuzione italiana forte della sua carica divistica che dovrebbe fare da corrente ascensionale. Ma vola basso, Come tu mi vuoi, con gran sferragliare di motori che fanno chiasso in un cielo troppo saturo di altri rumori perché la cosa possa fare la differenza.
Il risultato? Quelle ragazzine che guardano il film sospirano pensando ai begli occhioni di Vaporidis, si immedesimano nella goffaggine della Capotondi e poi pensano che per amore alla fine lei diventa bella e lui buono.
Ma questo amore cantato nel film è come i filtri che vedevano gli attori della Commedia dell’Arte dopo lo spettacolo: un unguento che non serve ad altro che a far campare gli attori che lo vendono.
Si esce, così, dal cinema sognando il principe azzurro e, intanto, allo scopo, ci si ridà ancora una rinfrescata al trucco.

La qualità audio-video

Il master del film, grazie alla sua giovanissima età, doveva essere in condizioni praticamente perfette. La qual cosa avrebbe dovuto garantire un riversamento su disco di altissimo livello. Il risultato complessivo della compressione, invece, è nella media e la qualità dell’immagine è, alla fine, senza infamia, ma anche senza lode.
Meglio le cose vanno per il suono: pulito e giustamente avvolgente.

Extra

Curioso il breve backstage che farà la gioia di tutte le fans dei due attori.
Più corpose le tre interviste (dieci minuti ciascuna) curate da Marco Spagnoli che, da par suo, riesce ad arrampicarsi mirabilmente sugli specchi trovando spunti di interesse all’interno di un film che ne ha meno di quanto si vorrebbe pensare.
Peccato non ci sia stata neanche una domanda scomoda.


(Come tu mi vuoi); Regia: Volfgango De Biasi; interpreti: Nicolas Vaporidis, Cristiana Capotondi; distribuzione DVD: Medusa
formato video: 1.85:1; audio: Italiano Dolby Digital 5.1; sottotitoli: Italiano

Extra: 1) Backstage 2) Intervista a Nicolas Vaporidis 3) Intervista a Cristiana Capotondi 4) Intervista a Volfgango De Biasi


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