DVD - Crazy in love

La commedia sentimentale romantica (per intenderci quella alla Meg Ryan) ha delle regole fondanti imprescindibili ed assolutamente inviolabili. Chiunque sia chiamato a cimentarsi con questo genere deve, quindi, saper padroneggiare al millesimo i tempi stretti di uno sviluppo narrativo che non ammette alcun tipo di deroga, alcuna deviazione, sia pure provvisoria, dal tracciato eterno ed immutabile della formula “lui e lei si amano, si lasciano, si ritrovano”.
Questa logica tripartita ed apparentemente circolare dell’intreccio non è, però, così armonica ed equilibrata come si potrebbe a tutta prima pensare. Le esigenze di copione (e di sviluppo drammaturgico) prevedono, infatti, che delle tre parti la più lunga sia la prima che deve essere anche largamente descrittiva (definizione degli ambienti, ma anche ruolo e funzione dei comprimari), mentre la seconda e centrale occupa, nella migliore delle ipotesi, quella decina di minuti che precedono la risoluzione finale. Quest’ultima, infine, può sciogliersi anche nello spazio di una sola breve sequenza; qualche volta può essere addirittura condensata in una sola, pregnante inquadratura di pochi, ma gratificanti secondi.
Nella prima parte si possono isolare ancora alcuni momenti topici di rappresentazione e narrazione. Ad esempio i primi dieci-dodici minuti assolvono generalmente una specifica funzione propedeutica: introducono i due personaggi principali e mostrano le loro vite prima del loro incontro fatidico. La struttura è data in un montaggio parallelo limpido di momenti isolati e spezzati che combaciano e si riflettono come pezzi di un puzzle: i due personaggi sono fatti l’uno per l’altro, ma ancora non lo sanno. In Crazy in love, inspiegabile titolo dell’edizione italiana di Mozart and the whale, questa separazione tocca un vertice di teorica consapevolezza dal momento che tutti i personaggi del film (tra cui i due destinati ad innamorarsi) si dividono due gruppi: i maschi da una parte e le femmine da un’altra a fare le stesse cose in modi diversi. Avvenuto l’incontro fondamentale, generalmente anche grazie all’aiuto dei comprimari la cui funzione attanziale è meramente quella di aiuto e appoggio agli eroi, i due personaggi si trovano in quella che è la più lunga e articolata sezione narrativa: il corteggiamento. Il mondo esterno se proprio non scompare diventa, se non altro sfocato e prende il via un gioco delle parti in cui i soli protagonisti sono gli amanti. I dialoghi si assottigliano, la musica prende il sopravvento sulla parola, il montaggio assume funzione durativa e il miele comincia a scorrere a profusione appena corretto, qua e là, da qualche intintura non sempre efficacissima nell’autoironia e nelle strizzatine d’occhio al pubblico in sala.
Meccanismo simile, ma inverso lo troviamo nel ‘punto di morte rituale’ in cui i due amanti finiscono per lasciarsi, sia pur brevemente e solo per verificare la tenuta effettiva del sentimento che li lega. Quali che siano le circostanze esterne che finiscono per determinare la crisi, essa è, però sempre essenzialmente legata alla dimensione tutta interiore della ‘paura’. I due innamorati, in altre parole, temono che il loro legame non sia ‘reale’, subodorano la possibilità di essersi reciprocamente illusi (in Crazy in love, la ragazza credeva di aver trovato un uomo capace di amarla per quello che era, ma si avvede, ad un certo punto, che il fidanzato vorrebbe ricondurla verso una normalità di cui non può sentirsi parte).
Il film di Peter Naess rientra perfettamente nella tipologia di questo specifico genere cinematografico. A guardalo con un cronometro in mano si potrebbe verificare, nello spazio della proiezione, il rispetto puntiglioso dei tempi e delle proporzioni della formula magica che abbiamo appena descritto. La piccola differenza rispetto allo standard del filone è tutta nella definizione dei personaggi principali: due ragazzi affetti dalla sindrome di Asperger, una forma di autismo che inibisce la loro capacità di instaurare un dialogo normale con il prossimo. La loro ‘diversità’ è, però, nella logica un po’ perversa del genere, più apparente che reale. Muovendosi nello spazio franco del filone della commedia sentimentale, le loro difficoltà relazionali non sembrano mai davvero diverse da quelle che avevano scosso i ben più ‘normali’ Tom Hanks e Meg Ryan in tanti film analoghi. L’autismo sembra allora, spesso, essere più la scusa per fornire motivazioni credibili ai simpatici tic dei personaggi che non il punto di partenza per la descrizione di una condizione esistenziale. Ed è, forse, proprio qui il peccato mortale di un film per il resto godibile anche grazie all’ottima prova di tutti gli attori coinvolti: nell’aver voluto costruire un ennesimo film su un amore che, nelle sue contraddizioni, avrebbe potuto portarsi dietro l’odore della vita vera.
La qualità audio-video
In linea generale il lavoro di riversamento ci pare piuttosto riuscito. La pellicola viene restituita allo spettatore nel formato più corretto e nel rispetto della fotografia originale. I colori sono sempre caldi e morbidi e anche le poche scene notturne riescono a mantenere un livello di nitidezza più che apprezzabile.
Anche il suono (ben tre le codifiche in italiano: un 5.1, un DTS e un normale bionico) è sempre pulito e discretamente avvolgente (il DTS). Ma se proprio si vuole rendere giustizia al lavoro degli attori (in particolare a quello di Hartnett) è meglio vedere il film in lingua originale anche se ci si deve accontentare di un basico 2.0.
Extra
Pochi trailers. Un peccato. Sia argomento che film avrebbero permesso, in verità, di organizzare dei contenuti speciali capaci di spaziare in più direzioni.
Resta poi un mistero insondabile: perché anche il trailer originale reca il titolo Crazy in love (che è stato il working title della pellicola) se in America il film è stato distribuito come Mozart and the whale?
(Mozart and the whale); Regia: Peter Naess; interpreti: Josh Hartnett, Radha Mitchell, Gary Cole, Sheila Kelly; distribuzione dvd: Mondo Home Entertainment;
formato video: 1.85:1; audio: italiano (Dolby digital 5.1, DTS e Stereo 2.0) e inglese (Stereo 2.0); sottotitoli: italiano per non udenti.
Extra: 1) Trailers vari
