DVD - Decoys

Sesso e fantascienza sono due realtà quasi inconciliabili che raramente riescono a trovare uno specifico punto d’incontro.
Decoys, film di insospettabile produzione canadese, tenta la strada del connubio tra erotismo e film d’invasione aliena spostando l’asse della propria rappresentazione verso le dinamiche del più tradizionale horror adolescenziale. Sulla base di questa ibridazione di generi non certo originalissima, diventa così possibile, per il regista, comporre una libera fantasia extraterrestre che, riprendendo un principio già in parte sperimentato dal Rodriguez di The faculty, possa mettere in comunicazione due mondi di per sè inconciliabili come il college universitario alla American pie e le astronavi (qui invisibili) dei mostri venuti da lontano.
Decoys racconta la storia di un’invasione dall’altrove di un gruppo di pin-up supermaggiorate che, fuggite dal loro morente pianeta d’origine, sono costrette a cercare l’accoppiamento con aitanti rappresentanti del maschio umano destinati a diventare ricettacoli gelidi di uova e contagio.
A tutta prima il gioco filmico, che non nasconde mai la sua dinamica puramente ludica, si impagina su coordinate di rappresentazione abbastanza risapute, ma pur sempre efficaci che puntano tutte alla magnificazione di una sessualità adolescenziale mai torbida e, anzi, più che altro gioiosamente sfrontata.
Fin dall’inizio il film sembra essere una messa in scena di corpi, di dinamiche di sguardi e di incroci di desideri (esemplare la prima scena dell’incontro tra il giovane protagonista e le due sexy aliene nella lavanderia). Seguendo le logiche di un immaginario che, come buona fantascienza vuole, è prevalentemente maschile e sostanzialmente misogino (ma di una misoginia che, qui, è prima di tutto, divertito esercizio di un luogo comune di genere), il film trova la sua prima e sostanziale ragion d’essere nella scena in cui l’eroe maschile finisce chiuso nell’armadio della camera di due aliene e può, da questa posizione privilegiata e non vista, godersi le affettuosità tra due aitanti femmine extraterrestri (compresa quella, non certo piacevolissima, dell’azoto liquido spruzzato direttamente sui tentacoli che spuntano voraci nel basso ventre quando l’alieno è nel pieno dell’eccitamento sessuale).
Più avanti il discorso si complica di precise connotazioni censorie che sono tipiche di un horror che nasconde dietro le apparenze da favola nera precisi discorsi adolescenziali. Ma non siamo qui dalle parti del più tradizionale ’Chi fa sesso, prima della santificazione matrimoniale, è destinato ad un fato orrendo’ perché Decoys, frutto di un immaginario post AIDS, muove da premesse più problematiche.
In preciso e volontario tradimento dei luoghi comuni del genere il film, infatti, non risparmia a giusta morte neanche il ragazzo più bruttino ed imbranato che, per buona parte della brevissima pellicola, non fa che aspettare l’occasione più giusta e il momento più romantico per concedersi le gioie del sesso. Il male oscuro che viene dallo spazio è inarrestabile e curiosamente sfuggente. Non si arresta neanche di fronte alle sacre lusinghe del romanticismo, quando umano e aliena finiscono per innamorarsi reciprocamente e si danno al sesso come atto di scelta adulta ancorchè pericolosa.
Decoys, insomma, potrebbe essere preso come esempio di una pellicola che rappresenta il momento storico in cui la paura dell’AIDS è stata in parte metabolizzata dalle nuove generazioni. E’ l’esempio di un film non certo esemplare e spesso ad un passo dal ridicolo involontario, ma che comunque si fa documento, suo malgrado, di un punto di passaggio nella storia della cultura e del costume. Forse, la storia di un modo di vivere il sesso improvvisamente aproblematico ed acritico in un mondo che non sembra davvero esistere dopo la scuola e l’università.
La qualità audio-video
Il film è recentissimo e, quindi, si avvale di un master in condizioni pressoché perfette.
Non si ravvisano, nell’arco dell’intera riproduzione (ricordiamo che il film è davvero corto non arriva ad un’ora e mezza complessiva) segni di compressione o artifici digitali di varia natura. Il che è un bene per un film prevalentemente notturno ed ambientato nel gelido Canada tra boschi nebbiosi e camere piene di candele profumate e fumiganti.
Buono anche il riversamento del suono che si avvale di un avvolgente codifica 5.1 DTS per l’italiano e di un più piatto 2.0 per l’originale inglese. Poiché, però, secondo una prassi tristemente famosa, il doppiaggio italiano sembra essere tutto proteso verso una magnificazione della volgarità gratuita (i dialoghi sono mal tradotti e le voci scelte sono da film porno di serie B) è decisamente consigliata la seconda traccia.
Extra
Curioso il lungo Dietro le quinte (ben ventitrè minuti).
Il pacchetto è completato da spot e trailers. Un po’ poco.
(Decoys); Regia: Matt Hasting; interpreti: Corey Sevier, Stefanie Von Pfetten, Meghan Ory Porier, Elias Toufexis; distribuzione DVD: Mondo Home Enterteinment
formato video: 1.78:1 (16/9); audio: Dolby digital 5.1, DTS (Italiano), 2.0 (Inglese); sottotitoli: Italiano per non udenti.
Extra: 1) Dietro le quinte 2) Trailer cinema 3) Trailer originale 4) Spot tv 5) Galleria fotografica
