X

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicit‡ in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di pi˘ o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Chiudendo questo banner, invece, presti il consenso allíuso di tutti i cookie



DVD - Giardini in autunno

Pubblicato il 16 aprile 2007 da Alessandro Izzi


DVD - Giardini in autunno

Prima di essere una pregnante riflessione sul tema del potere, Giardini in autunno è un film di movimenti e di chiusure.
A muoversi, prima di tutto, è la macchina da presa che disegna nello spazio delle architetture degli edifici, geometrie concentrazionarie nelle quali sono isolati e quasi costretti i vari personaggi. Ma ad essere letteralmente obbligati al movimento sono anche i corpi, le figure che popolano il bizzarro universo di questa pellicola.
Il potere di cui parla Iosselliani in questo piccolo capolavoro non è soltanto quello della politica, quello sociale, quello, per dirla alla Andreotti, che logora chi lo detiene rendendolo diverso e separandolo da tutti gli altri, ma è anche il potere della Regia che, demiurgicamente, può creare un mondo in sé coerente che diventa come una gabbia, una griglia entro cui sono costretti ad aggirarsi personaggi di varia umanità. E le figure che attraversano il campo dello sguardo con i ritmi spietatamente calcolati di un inappellabile metronomo, sono costrette, dal rigore della messa in scena che tutto sembra voler trasformare in un rituale perverso eppure a suo modo buffo, a cedere parte della loro grottesca umanità alla loro funzione metaforica.
Sono simboli di una precisa realtà sociale (giammai politica) i personaggi messi in campo in questo film vigile e disincantato, figure di una retorica piana che demistifica i luoghi comuni sui quali fondiamo il nostro modo di guardare gli altri.
La linea narrativa scelta dal regista, in questo senso, ha la semplicità disarmante di una parabola che dal punto più alto delle gerarchie statali (un non meglio precisato ministero del governo in carica) scende inesorabilmente verso l’asse imperturbabile della vita anonima degli uomini comuni. A compiere questo viaggio nella scala sociale è Vincent, un ministro costretto, per una non meglio precisata crisi di governo, a rassegnare le dimissioni e, conseguentemente, a lasciare i palazzi del Potere. Abbandonato anche da Odile, la sua amante, l’uomo si vede costretto, a cinquanta anni suonati, a rifarsi una vita ritrovando tutti i luoghi della sua infanzia e tutti gli amici di un tempo più anonimo, ma sicuramente migliore. La fiaba morale di Ioselliani mette in relazione il destino dell’uomo che perde la sua carica con quella di Théodière, il nuovo ministro che vediamo insediarsi nel sontuoso ufficio di Vincent, distruggendo, letteralmente, tutto ciò che possa ricordare il suo predecessore. I due destini si illuminano reciprocamente: ascesa e discesa si intrecciano in un discorso che riguarda prima di tutto la precarietà di qualsiasi ruolo pubblico e noi siamo obbligati a renderci conto di come la società tutta non può far altro che obbligarci a funzioni che ci destituiscono di qualsivoglia tipo di umanità. Più in alto ‘ascendiamo’ nella sfera sociale, più pesante si fa la maschera che dobbiamo indossare e minore la libertà con la quale ci è possibile muoverci. Il comando è, sin dall’inizio, un’illusione e il potere che si può esercitare non sembra andare più in là dello spazio franco della riorganizzazione dell’arredamento di qualche stanza che siamo, poi, obbligati ad occupare. Alla fine di tutto la Storia sembra avanzare per conto suo, indifferente al destino delle persone che pure avrebbero dovuto farla avanzare, come dimostra l’amaro finale con Vincent e Théodière che si incrociano su un autobus pubblico.
Le figure divengono, quindi, al di là di tutto, delle vere e proprie bestie in gabbia e si riflettono, nella loro cattività inconsapevole, negli altri animali che popolano la pellicola e che sono ugualmente costretti alla curiosità dello sguardo altrui come il tucano nello studio presidenziale o il giaguaro nei giardini del palazzo del governo. Ma gli animali assolvono, nell’economia complessiva della pellicola, anche un’importante funzione simbolica che parrebbe in parte desunta dal moralismo di Esopo: sono espressione diretta dei vizi dei personaggi che credono di possederli.

La qualità audio-video

Il dvd della Dolmen si avvale di un riversamento piuttosto curato della pellicola originale. Il disco doppio strato (necessario per dare spazio anche ai sostanziosi extra) mantiene, insomma, tutte le aspettative garantendo, nella riproduzione, un’immagine sempre nitida e pulita riproposta nel corretto formato cinematografico.
Ancora buono è l’audio in 2.0 e 5.1 per il doppiaggio italiano e solo in 5.0 per l’audio francese. Delle tre codifiche è sempre preferibile l’originale.

Extra

La parte del leone della sezione extra del dvd è tutta nel pregnante documentario di Julie Bertuccelli Otar Iosseliani, le merle siffleur. Nello spazio di un’ora e mezza la regista segue tutte le fasi della complessa realizzazione del film, dall’idea di sceneggiatura, al lavoro di organizzazione degli storyboard (il più gravoso e noioso per un regista che non vuole lasciare niente al caso) sino ai più divertenti (per lo spettatori) impicci con la produzione. Il documentario, che spesso si trasforma in un franco dialogo tra Iosseliani e la Bertuccelli ha un fascino particolare nel suo obbligarci ad entrare nei meccanismi della realizzazione di un film come Giardini in autunno ed è documento vivente di un modo di concepire il cinema che sembra destinato a soccombere, nella sua artigianalità d’altri tempi, all’avanzare inarrestabile di un cinema digitale più leggero ed improvvisativo. Del resto le stesse riprese della Bertuccelli, nella loro essenziale logica documentaristica sono girate in digitale. E questa contraddizione tra modo di riprendere e realtà ripresa è fonte sempre di un’ambigua, nostalgica poesia.
Completano il pacchetto degli Extra trailers, spot e schede filmografiche.


(Jardins en automne); Regia: Otar Iosseliani; interpreti: Michel Piccoli, Séverin Blanchet, Muriel Motte, Pascal Vincent; distribuzione dvd: Dolmen Home video
formato video: 16/9 1.66:1; audio: Italiano Dolby Digital 5.1, Originale con sottotitoli in italiano Dolby Digital 5.0; sottotitoli: Italiano, Italiano per non udenti
Extra: 1) OTAR IOSSELIANI, LE MERLE SIFFLEUR, un documentario di Julie Bertuccelli. Una produzione AMIP - Collezione ’Cinéma, de notre temps’ / 90 minuti / Originale Dolby Digital 2.0 con sottotitoli italiani. 2) Trailer 3) Spot 4) Schede filmografiche


Enregistrer au format PDF