DVD - Giù il sipario

Giù il sipario, brillante commedia al principiare del 1940 è puro ritmo tenuto da maschere.
Inutile affannarsi a trovarci dentro fame di realtà, bisogno di dire o voglia di esprimere un preciso punto di vista sulla vita e sul mondo. Tutto resta, piuttosto, nell’algido spazio dell’astrazione, della funzionalità narrativa e del puro gioco che non è mai sberleffo, ma solo momento d’evasione.
Certo il punto di riferimento di una pellicola sì fatta parrebbe essere, a tutta prima, la carrozza sgangherata di un Renè Clair o la leggerezza privata di un Jean Renoir, ma a ben vedere all’italico regista manca quel non so che di nostalgico che invece aleggia, con perenne dolcezza, sulle inquadrature dei registi d’oltralpe. Soprattutto gli manca quella dimensione di va oltre il reale e che trasforma in giochi surreali le pellicole del primo e in trompe l’oeil di sapore impressionista i capolavori del secondo.
Matarazzo, regista di questo film comunque meritevole di un recupero, invece filma il gioco delle maschere per quello che si vede in superficie, privandolo, ogni qual volta è possibile, delle asperità e delle spine.
Film sul teatro dove si respira poco la fatica del teatro e dove si parla, invece, molto della professione del teatro, Giù il sipario mantiene sempre uno sguardo aproblematico sui personaggi che popolano il teatro. Il capocomico è il consueto attaccabrighe in cerca di paga. Il primo attore è viziato e gaglioffo. La prima attrice è una bambina che si destreggia con fatica in un corpo già adulto. L’attrice anziana ha problemi di udito e il palcoscenico, vecchio antro di oscura magia, è un tavolato su cui si consumano equivoci e lazzi non solo amorosi.
Dall’altro lato c’è l’autore dei dialoghi che fugge di casa in cerca di un successo mentre lo zio lo insegue nel tentativo di riportarlo a più miti e saggi consigli. Perché la professione del teatro, per quanto missione, non si addice ai giovanotti di buona famiglia che possono, certo, incapricciarsi per le attrici, ma dovrebbero sempre tornare dalla moglie che li aspetta a casa coi pargoli vocianti.
Giù il sipario è una ridda di situazioni da luogo comune cui il ritmo dona una leggerezza che è piacevole e che ti suona quasi originale. Matarazzo sa infondere a questa materia che altrove sarebbe ben altrimenti problematica, un estro divertito e frizzante che non arriva a sfondare la parete del capolavoro, ma ci lascia con un prodotto non certo indegno.
Ed ha un finale, il film, che per certi versi è quasi sorprendente. Di fronte all’insuccesso della tragedia presentata a teatro da questa compagnia di attori scalcinata come da copione, il capocomico, salito sul palcoscenico, annuncia al pubblico che ha capito male, che sta vedendo una commedia, che lo scopo dell’artista non è cavar la lacrima, ma suscitare il riso. E l’insuccesso si trasforma in successo travolgente, mentre l’inetto autore tragico si trova trasformato in sublime autore comico.
Matarazzo par dirci, tra le righe del suo film, che il pubblico è una strana bestia cui si può far credere di tutto. Basta l’intervento di un attore ed ecco che il gioco cambia e le bugie (che tali son sempre le parole profferite dagli attori) assumono un segno ed un colore diversi.
Si stia attenti, quindi, a quel che si vede, perché lo spettacolo, qualunque esso sia, al cinema come al teatro, è pur sempre uno strano gioco di prestigio che spaccia menzogne per altre menzogne.
Un messaggio del genere nell’Italia fascista si ammanta, non lo si può negare, di strani echi, rivela forse qualcosa di più delle intenzioni. E lo fa, con sommo amor di paradosso, nel linguaggio colorito e astratto che tanto piaceva ai gerarchi e ai potenti.
La qualità audio-video
Ottima la qualità dell’immagine di questo film. Il bianco e nero è estremamente pulito e, durante la riproduzione, stante anche l’eccezionale brevità della pellicola, non si ravvisano particolari segni di compressione o artefatti degitali tali da pregiudicare il piacere della visione.
Filologico e pulito anche l’audio mono che si rivela quasi sempre nitido. Rarissimi i fruscii.
Extra
Il booklet è tra i più piccoli che ci sia mai capitato di vedere in un DVD della Rpley Home video. Contiene una recensione del film di Massimo Mida del 1940 ed una simpatica testimonianza di Lilia Silvi che racconta la sua esperienza sul set.
Su disco un trailer originale è il solo valore aggiunto ad un film estremamente piacevole.
(Giù il sipario); Regia: Raffaello Matarazzo; interpreti: Sergio Tofano, Lilia Silvi, Andrea Checchi, Armando Migliari; distribuzione dvd: RHV.
formato video: 4:3 - 1.37:1; audio: Italiano mono; sottotitoli: assenti
Extra: 1) Trailer originale 2) Booklet
