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DVD - Global warming

Pubblicato il 2 marzo 2010 da Alessandro Izzi


DVD - Global warming

Global warming: fenomeno naturale o causato dall’uomo?
Mai domanda fu più mal posta! Perché un conto è parlare di Riscaldamento globale, altro è parlare di Surriscaldamento globale. Se il primo è un fenomeno dovuto alle cause naturali più disparate (emissione di gas serra prodotte dai vulcani, passaggi di comete incandescenti che esplodono come bombe ad idrogeno a contatto con la nostra atmosfera), il secondo è, invece, un accidente prodotto dalle nostre industrie, dai nostri rifiuti, dalla nostra economia.
Porre la domanda in questi termini equivale a gettare un sasso nello stagno della confusione perché allo spettatore medio, che si guarda il documentario con l’idea di essere, appunto documentato, e che ancora non ha capito che le due formule non sono sinonimi di uno stesso concetto nasce spontanea la domanda: perché preoccuparmi tanto dei fumi che escono dalle vicine fabbriche quando poi il Tamigi gelò lo stesso nel ’600 e quando i dinosauri furono votati all’estinzione senza che nessuno avesse ancora inventato quella meraviglia che chiamiamo “aria condizionata”?
Domanda dettata dal buon senso che, spesso, è ignorante. Il global warming è, infatti, un fenomeno naturale, deriva dalla continua instabilità del globo terraqueo e si insinua nel vissuto del pianeta come una continua oscillazione tra caldo e freddo che aspira all’equilibrio perfetto e stabile dei vasi comunicanti. È influenzato dai terremoti, dalle eruzioni vulcaniche, dal movimento delle placche e dalla distanza dal sole. I suoi effetti li si colgono tra i resti fossili e le carote di ghiacci sottratte ai poli fintanto che non si sono ancora sciolti. Dai dati si evince un andamento lineare che passa di glaciazione in glaciazione secondo le direttive imposte dall’andamento dell’orbita terrestre che, nel tempo, non è semplicemente ellittico, ma soggetto alle variazioni imposte dai pesi gravitazionali degli altri pianeti del sistema solare. Qua e là qualche catastrofe scombina le carte in tavola e trasforma il pianeta in una gigantesca palla di neve o in un deserto immane. Gli animali incapaci ad adattarsi ai repentini cambi di clima soccombono come fecero i mammuth lasciandosi dietro nient’altro che ossa.
Tutto questo è nella natura delle cose. Tutto questo è global warming. Il surriscaldamento globale è altro. È la conseguenza del bisogno delle economie ancora in via di sviluppo (tra queste la gigantesca Cina) di non fermare le emissioni di gas serra, residuo necessario delle imprese economiche ancora fondate sul carbone o sul petrolio. È la conseguenza di un mondo (identificabile con quell’occidente di cui anche noi facciamo ancora parte) che non riesce a rassegnarsi all’idea che il suo modus vivendi porta febbre al pianeta. È l’irresponsabilità dei governanti che pagano scienziati conniventi affinché dicano al mondo che l’effetto serra è un’invenzione dei catastrofisti.
In questo contesto un documentario che spieghi le cose è benvenuto, ma meglio sarebbe se fosse piano e di facile comprensione. Una pellicola alla Al Gore che spieghi al mondo come il paradosso della rana nell’acqua bollente che non salta sia splendida metafora del nostro vivere quotidiano piegato sull’abitudine. Un film che argomenti e spieghi senza aver l’incubo di tenere avvinto lo spettatore con il sospetto della memoria calante durante le pause pubblicitarie previste nella trasmissione televisiva.
Purtroppo Global warning è esattamente questo: una ridda di dati sparati a raffica sullo spettatore prima che possa fare zapping con il telecomando, un succedersi di immagini che hanno il solo scopo di supportare il testo gridato dallo speaker e un prodotto la cui vocazione didattica sta tutta nel ripetere più volte i dati più importanti perché restino impressi tra una valanga di spot e l’altra.
Modello americano vincente in TV, Global warming soffre nella trasposizione sul supporto dvd che non si porta dietro, per ovvi motivi, le interruzioni pubblicitarie. E lascia lo spettatore in un affanno di informazioni che non lo rassicurano, ma neanche lo inquietano. Il rischio è che, stordito, spenga la televisione per accendere il condizionatore.

La qualità audio-video

Prodotto per la televisione, Global warming trova la sua magnificazione nella trasposizione in DVD. Colori adeguati, bianchi abbaglianti e neri, quando ci sono, giustamente profondi. Tutto nella freddezza di un digitale saturo di animazioni tridimensionali e ricostruzioni di catastrofi come in un vecchio film di Melies.
Il suono è affidato ad una codifica stereo 2.0 che assolve al suo dovere contrattuale con la precisione di un impiegato ligio al suo dovere.

Extra

All’interno della simpatica confezione di cartone trova spazio parecchio materiale cartaceo che ha a che fare più con Impatto zero che con il film ospitato. Il piccolo dossier sul riscaldamento globale si legge, comunque, con piacere. Su disco, invece, resta solo un contributo filmato sulla collana.


(Global warming); Regia: Alex Hearle; genere: documentario; distribuzione DVD: LifeGate - Impatto Zero
formato video: 4/3; audio: originale 2.0; sottotitoli: assenti

Extra: 1) Cos’è impatto zero? 2) Materiale cartaceo


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