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DVD - Hanging shadows

Pubblicato il 9 marzo 2008 da Alessandro Izzi


DVD - Hanging shadows

L’horror italiano non esiste più. Non ci sono più quegli artigiani capaci, con il minimo del budget, di evocare atmosfere, creare suspence, tenere il proprio pubblico incollato alla poltrona.
Dario Argento, certo, continua a far film con esiti travagliati. Quando se ne va in America ed è sostenuto dal mondo dinamico ed altamente professionale della televisione via cavo è ancora capace di produrre opere genuinamente perturbanti (è il caso dei sue episodi dai Masters of horror). Viceversa quando ha a che fare con le sue ossessione più personali, quando torna in Italia e si lascia abbindolare dalle suggestioni architettoniche delle grandi città come Roma, il suo cinema sembra nostalgico e tristemente datato. I suoi film non sono più l’opera di un apripiste che fa scuola e si tira dietro imitatori (come lo stesso Bava, maestro di tutti), ma solo gli esiti più tardi di una stagione ormai conclusa.
Negli ultimi venti anni l’horror è diventato altro da quello che era stato(l’invasione dei film giapponesi, i remake-cloni americani, il caso Shyamalan) e anche il cinema italiano si è trasformato (è scomparso il prodotto di genere, si sono ridotte gli investimenti nazionali, si è fatto invadente il monopolio televisivo con reti che proprio non ce la fanno a trasmettere film malati come Do you like Hitchocock?).
Sono queste le prime considerazioni che vengono alla mente quando si finisce di vedere Hanging shadows, bel documentario di Paolo Fazzini sull’horror italiano. Quello che resta, infatti, impresso nell’iride dello spettatore, non è tanto l’elegia commossa di un modo avventuroso e pionieristico di fare cinema, quanto piuttosto l’impressione funerea della fine irreversibile di un’epoca che, certo, è stata eroica, ma ora è solo materia di canto per tristi messe da Requiem.
Il tono è, infatti, per tutto il breve documentario, quello della rievocazione commossa e partecipe. I vari personaggi intervistati (da Ruggero Deodato che rifiuta a ragione di ascrivere Cannibal Holocaust al genere a Dario Argento che racconta l’origine di alcune sue idee, da Lamberto Bava che parla di sé e del padre a Michele Soavi che aggiunge la sua cultura iconografica ai discorsi sull’immagine) concordano nel tono da leopardiane rimembranze che addolciscono ogni cosa nell’alone flou del tempo ormai passato.
Ogni ricordo si porta, così, dietro un sorriso ed un sospiro. Il sorriso per l’arguzia, l’intelligenza e l’ironia di certe situazioni che valeva la pena raccogliere in un film. Il sospiro per l’irripetibilità del momento, per la consapevolezza che tutto si è già chiuso, che i giochi son stati ormai fatti.
Sarà anche per questo che la fotografia di questo film documento è così efficacemente sporca. È tale perché inneggia a film che, realizzati spesso in condizioni precarie, non potevano non essere a loro modo sporchi e materici. Ma, soprattutto, è sporca perché racconta il depositarsi della polvere sui resti di un genere, il lento marcire a vista di un’epoca. Come uno zombie preso di peso da una pellicola del vecchio e mai troppo compianto Fulci.

La qualità audio-video

Difficile riuscire a dare conto della qualità del lavoro di compressione di un film come Hanging shadows che è nato digitale e ha fatto dell’immagine sporca e granulosa un vero e proprio proclama di poetica. Si può dire solo che non si ravvisano, durante la riproduzione del video, segni di digitalizzazione particolarmente fastidiosi.
Anche il suono, per lo più in presa diretta, resta chiaro e sufficientemente avvolgente.

Extra

Il film è abbinato al cd: OST - Cinecocktail. The italian horror show
Ad arricchire la proposta, poi, resta un breve video musicale che è prima di tutto un omaggio al genere.


(Hanging shadows); Regia: Paolo Fazzini; interpreti: Dario Argento, Lamberto Bava, Michele Soavi, Ruggero Deodato, Dardano Sacchetti; distribuzione DVD: Beatrecords
formato video: 4/3; audio: italiano Dolby digital 2.0; sottotitoli: italiano

Extra: 1) CD OST - Cinecocktail. The italian horror show 2) Videoclip musicale


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