DVD - Hiroshima mon amour

Il film
Il cinema è, come la musica, arte del tempo e della memoria. Più della musica si lega con discreti, ma in districabili connessioni alla sfera del sogno, del mistero chiuso nelle nostre coscienze. Ma mentre la musica è arte del suono e dell’astrazione, luogo utopico in cui forma e contenuto sono sovrapposti per sempre in uno spazio semantico indefinibile, il cinema è, invece, come la pittura, luogo della concretezza, di un senso che si fa immagine o di un’immagine che anela alla comprensione di un Senso. Ad ogni modo, il cinema, come arte delle immagini, si poggia su una sostanza ambigua e perennemente fluttuante. Se la musica è il luogo di uno spazio semantico astratto, il cinema è il luogo di uno spazio dai connotati incerti dove ogni singolo significante può piegarsi virtualmente a qualsiasi senso. Solo la narrazione, con l’azione catartica e risolutiva della parola, può permettere un restringimento della quantità pressoché infinita di significati che l’immagine può avere. Resnais, maestro indiscutibile del cinema contemporaneo, è profondamente consapevole di questo statuto mutevole del cinema e, come regista, ha sempre volutamente operato con grande padronanza dei propri mezzi sul sottile confine tra il cinema e le altre forme d’arte da cui esso prende ispirazione. Non un cineasta in senso stretto, quindi, ma un autore che ha sempre amato contaminare i propri film con strumenti e modi d’espressione più consoni ad altre forme d’arte e d’espressione: dalla pittura alla musica (i due snodi necessari per comprendere la poesia di Hiroshima mon amour), ma anche il romanzo (specie nelle sue accezioni più strutturaliste e sperimentali), la novella, la scultura e, addirittura, la saggistica scientifica. Hiroshima mon amour, primo lungometraggio a soggetto dell’autore francese, è in questo senso uno degli esiti più alti della comprensione di un regista dei limiti e delle potenzialità onotologiche che mette in atto nel momento in cui comincia a narrare attraverso gli strumenti linguistici del mezzo cinematografico. Attraverso una storia minimale (l’incontro tra una sofisticata donna francese e un uomo giapponese) Resnais mette in scena prima di tutto le difficoltà che derivano dall’incontro tra due tradizioni e due culture totalmente diverse. Sullo sfondo dei dolenti amplessi tra i due amanti, eterna ed incorruttibile, vigila la Storia vera, quella della guerra, quella del terribile fungo atomico i cui esiti sono ancora visibili nella coscienza giapponese ma che paiono quasi invisibili all’occhio dell’osservatore occidentale (“Tu non hai visto niente” continua a ripetere l’uomo all’amante e, al tempo stesso, all’occhio in perenne movimento della macchina da presa che certo può documentare la realtà, ma non per questo riesce a “vedere” davvero). Come Adorno il regista francese si interroga angosciosamente sul senso dell’arte a contatto con l’orrore della storia, ma, in lui, domanda e risposta convivono nell’atto stesso del farsi del film. Se storia individuale e storia collettiva finiscono per riflettersi l’una nell’altra, non da meno cominciano a venire meno i confini tra realtà oggettiva ed interiorità, tra presente e passato. Tutto convive in un unico momento, come in un quadro rinascimentale e tutto si immerge in quella durata assoluta che è il tempo della Storia. Le parole della Duras (autrice della sceneggiatura) si oppongono strenuamente al flusso incontrollabile delle immagini e, nella loro stolidità (che ce le fa sembrare le cose più datate di una pellicola per il resto senza tempo) guidano e confondono la comprensione dello spettatore. Note anch’esse, in fondo, di quella superba sinfonia per suoni e immagini che è, alla fine, Hiroshima mon amour.
La qualità audio-video
Superba la qualità del riversamento di questa pregevolissima edizione del capolavoro di Resnais. L’immagine si mantiene sempre nitida con una bilanciatissima distribuzione dei grigi che si rivela sempre rispettosa dei toni della fotografia originale. Gli sfondi sono sempre puliti e non si evidenziano quasi mai segni della compressione. La scelta di non rimasterizzare digitalmente il suono lasciando solo una pulitissima traccia monofonica originale si rivela vincente per una pellicola la cui suggestione sonora difficilmente può essere restituita attraverso una moltiplicazione delle sorgenti sonore. Il suono di Hiroshima mon amour deve arrivare solo dai canali frontali perché è stata studiata e pensata in questo modo da un regista che si è fatto prestare l’orecchio dal migliore dei compositori con la precisa intenzione di evocare, suggerire e dare l’impressione di avvolgere in spire misteriche l’ascoltatore. Il 1.0 del film, in questo senso, sfonda i suoi stessi limiti, è potenzialmente stereofonico perché così viene recepito dall’ascoltatore e forzarne l’emissione in 5 o peggio 6 canali avrebbe solo rovinato la sua magia. Per questi motivi tra la pur non disprezzabile traccia italiana e quella originale è nettamente da prediligere l’originale.
Extra
La Ripley Home video si è confermata, ormai, come la più cinefila di tutte le case di distribuzione dei dvd. E questo non solo per il rispetto filologico con cui tratta i titoli che immette nel mercato a prezzi sempre molto contenuti, ma anche per la capacità di trovare materiale extra sempre stimolante e criticamente interessante. In questo caso vengono messi in campo, nel secondo disco di questa edizione, tre cortometraggi che non possono non far gridare al miracolo. Si tratta delle prime tre prove registiche di Resnais, tre brevi documentari dedicati alla pittura: Van Gogh, Gaugin e Guernica. Se non bastasse il semplice valore storico della proposta resta l’indiscutibile qualità estetica di questi brevi saggi di cinema che parlando con cognizione dell’arte di alcuni dei nomi fondamentali del ventesimo secolo affinano anche la padrona del regista dei registri stilistici cinematografici. Inutile stilare graduatorie. Diciamo solo che, per preferenze puramente personali già il solo Guernica, altissima riflessione del dovere morale dell’artista e del significato etico del fare Arte, restituiti attraverso un uso padrone del montaggio e della musica, vale tutto il prezzo di questa edizione. Molto bello, infine, il documentario di Luc Lugier, Hiroshima le temp d’un retour.
(Hiroshima mon amour); Regia: Alain Resnais; interpreti: Emmanuele Riva, Eiji Okada; distribuzione dvd: Ripley Home Video
formato video: 1.33:1; audio: mono
Extra: 1) Trailer originale 2) Documentario: Hiroshima Le temp d’un retour 3) Documentario: Van Gogh 4) Documentario: Paul Gaugin 5) Documentario: Guernica
[aprile 2005]
