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DVD - I colori della natura

Pubblicato il 26 ottobre 2009 da Alessandro Izzi


DVD - I colori della natura

Premessa: Impatto Zero di LifeGate è il primo progetto in Italia che concretizza gli intenti del Protocollo di Kyoto. Tale progetto prevede non solo la riduzione delle emissioni di anidride carbonica, ma anche la compensazione degli eventuali danni ambientali provocati dalla produzione del supporto dvd con la creazione di nuove foreste. Acquistare un film della collana Impatto zero, quindi, è come piantare un albero: ci fa sentire tutti un poco migliori e ci lascia con l’idea di aver fatto qualcosa per migliorare le condizione di vita sul nostro pianeta.

I Colori della Natura di Gogol Lobmayr è, da questo punto di vista, forse il titolo della prevista collana di dieci documentari proposti da LifeGate che meglio si presta ad esemplificare il senso ed il valore dell’intera iniziativa. In appena un’ora di proiezione, il regista tedesco condensa, infatti, un vero e proprio poema audiovisivo sulle bellezze ormai in via di estinzione del nostro pianeta.
Lobmayr non è un naturalista. Semmai ha un inedito passato da architetto che presta la sua concezione dello spazio al documentarista in cerca di poesia. Quando si accosta ai pinguini imperatore o ai maestosi scenari delle foreste equatoriali non lo fa con lo spirito dello studioso che cerca e cataloga. Lobmayr non è un azzimato docente universitario che fa della ricerca la sua ragion di vita. Anzi, a guardare le sue immagini suggestive e potenti, ci fa più l’impressione di un bimbo col retino per le farfalle che si avventura nel bosco a caccia non di insetti, ma di immagini. E come un bambino, di fronte ad un portento che non può non essere più grande di lui, lo vediamo colto da sgomento di fronte all’aprirsi di scenari inusitati.
Il suo sguardo è come quello di un uomo delle caverne che ha ancora paura del tuono anche se ne riconosce, in fondo, la dimensione di fenomeno sin troppo naturale. Non a caso, le sue immagini sono imbevute di suggestioni antiche: si soffermano sui sandpaintings delle tribù indiane d’America o s’immergono nella calma placida dell’occhio di uno sciamano che cerca lo sguardo dall’alto di un’aquila e poi invoca la pioggia con una danza propiziatoria.
La voglia è quella di cogliere la maestà della Natura: il quadro glielo dipinge il Mondo coi suoi pennelli, il ritmo, invece, va cercato nel respiro del Creato, nel palpito del Reale che è lento in campo lungo e accelera nei dettagli e nei particolari.
Del mondo, Lobmayr non ci dice come è fatto o di cosa è composto, ma solo che c’è, che è lì pronto ad aprirsi al nostro sguardo se, per un momento, ci prendiamo la briga di smettere di lavorare e di cominciare a guardare.
Qua e là, tra le suggestioni dell’immagine che non ha la carica tragica di un Reggio, né la mistica in versi di un Piavoli, si affaccia il sospetto di un eccesso di New age, ma è un sospetto che passa oltre le musiche troppo descrittive e si scioglie di fronte ad una bellezza che sopravanza le intenzioni dello stesso autore.
I colori della natura si incanala, quindi, con assoluta convinzione, nella tradizione non vastissima del documentario poetico. Il disegno c’è tutto, a mancare, semmai, sono i contorni di un discorso che vada oltre la suggestione per l’immagine mai vista. Lobmayr ci pare, per questo, un Herzog senza tragedia: anche lui è capace di avventurarsi fin sulle più alte vette del globo in cerca dell’immagine vergine, ma a differenza del più illustre connazionale ci pare meno pronto a sperimentare l’horror vacui dell’epicedio dell’Io di fronte alla contraddizione aperta dal NonIo. Senza la zavorra della filosofia, la poesia per immagini di Lobmayr vola alto, ma non ci fa mai avvertire quel peso della terra che rende la possibile caduta più pericolosa, ma anche più eccitante.

La qualità audio-video

Ci manca la visione in sala di I colori della Natura. Non ci è quindi possibile fare confronti tra l’esperienza cinematografica e quella più contenuta dello schermo televisivo. Ci sorprende, però, per un autore abituato a filmare il 35 mm, la scelta del formato dvd 4/3 poco adatto, in fondo, a rendere la maestosità indicibile del creato. Ad ogni modo ci pare che, nel corso della proiezione, stante anche la durata del film che sfiora un’ora, non si ravvisino particolari segni di compressione digitale. I colori, in particolare hanno una brillantezza davvero notevole.
Più dolenti le considerazioni sul suono che si avvale di una codifica stereo 2.0 del tutto inadeguata al respiro sinfonico dello score che, si presume, dovesse avvolgere lo spettatore in un’esperienza sinestetica di cui resta solo una vaga promessa. Peccato!

Extra

All’interno della simpatica confezione di cartone trova spazio parecchio materiale cartaceo che ha a che fare più con Impatto zero che con il film ospitato. Il piccolo libretto su scrittori e poeti che hanno composto, nel corso della loro vita, poemi sulla Natura ha un piano spirito divulgativo che gli fa onore. Su disco, invece, resta solo un contributo filmato sulla collana.


(Faszination Natur - Colours of Earth ); Regia: Gogol Lobmayr; genere: documentario; distribuzione DVD: LifeGate - Impatto Zero
formato video: 4/3; audio: originale 2.0; sottotitoli: assenti

Extra: 1) Cos’è impatto zero? 2) Materiale cartaceo


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