DVD - Il pirata nero

Scorrerie. Abbordaggi. Tesori nascosti in antri misteriosi che possono essere raggiunti solo nuotando a lungo sott’acqua in laghi perigliosi. Navi e cannoni, spade e pistole. Vele spiegate al vento e timoni più alti e più grandi dell’uomo che li manovra. Sfide all’ultimo sangue e l’ambiguità tra chi vuol combattere ancora rispettando le regole dell’onore e chi se ne infischia e pensa solo al bottino che gli resterà come premio. Una donzella in pericolo e una nave da conquistare. Una promessa fatta al proprio padre sul letto di morte e un voto matrimoniale da stringere. E poi battaglie, strategia militare, eserciti marinareschi contrapposti, e duelli all’ultimo sangue mentre tutti gli altri guardano, scommettendo sull’esito finale. Magari l’ultimo sorso di whiskey o l’ultimo boccone di tabacco. Tanto sole e tanto mare. Ma anche sconfinamenti quasi horror come nella scena in cui un prigioniero cerca di salvare il suo anello ingoiandolo, ma, visto da un pirata cattivo viene sventrato (fuori scena, ma un po’ di sangue si vede) al fine di recuperare il gioiello. Oppure debordamenti nel melodramma come quando la dama, già innamorata, crede l’amato morto e si dispera come una madonna da film muto levando le braccia sulla fronte e spingendo lo sguardo vitreo in un punto lontano, dietro la macchina da presa che registra la performance dell’attrice consumata.
E, soprattutto, pirati. Figure portanti di un’ambiguità che proprio chi naviga in rete (come il lettore di questo pezzo) conosce bene. Perché i pirati sono emblema di un male assoluto e simbolo di una ribellione contro uno status quo che ci condanna a morte solo per esser nati. Eroi sporchi e spietati al soldo dei soli propri interessi personali, eppure sostanzialmente buoni, pronti a commuoversi di fronte ad un amore sincero e a rinfoderare le spade quando non resta da perdere altro che l’onore. Che i pirati siano buoni o cattivi è domanda al fondo oziosa. Dipende dal punto di vista dal quale li si guarda. Cattivi per chi è dalla parte dei governi, per chi pensa agli onesti marinai (ma ce ne’erano davvero?) depredati ed uccisi. Buoni per chi guarda la storia pensando agli umili e sa che a non farsi pirata si poteva solo morire di fame, tra stenti e batter di denti che sono le sole prerogative di chi non ha un soldo e anche cavoli e patate, da lessare per pranzo e cena, sono un lusso inarrivabile. Figure, comunque, fascinose perché tutti i bambini hanno sognato (e giocato) di essere pirati. Figure connesse all’avventura libera da ogni vincolo, di chi si mette in mare senza più pensare ad una terra cui fare ritorno.
Eppure, malgrado tutto, figure anche troppo ambigue perché possano essere interpretate dalla star di turno.
Douglas Fairbanks, ne Il pirata nero, non rischia più di tanto. Si mette con pirati simpatici e scavezzacollo, quasi tutti cattivi (tranne il vecchietto che ha raggiunto la saggezza dell’età), ma solo per il breve volgere di un’avventura che dura quanto la proiezione di un film. E lo fa per vendicare la morte dell’amato genitore, ha fini nobili come nobili sono, in fondo, le sue origini. Dei pirati non accetta il codice. Cerca di evitare lo spargimento di sangue con fini stratagemmi. E lo scontro fisico lo evita come può e, se proprio deve, cerca di risolverlo senza che la spada colpisca l’avversario. Il nemico preferisce sfinirlo e poi stordirlo. A meno che non sia proprio un nemico cattivo che va punito esemplarmente come chi tenta di violentargli la donna di cui si è innamorato appena al primo sguardo. Poi finito il film smette i panni del pirata e riprende quelli del nobile di turno. Ha goduto l’avventura (e noi con lui), il resto sarà starsene in panciolle a far figli e a spendersi i soldi della pensione/tesoro.
Simbolo perfetto dell’americano medio che si sporca le mani solo se è strettamente necessario, ma poi ritorna alla sua vita felice ed anche un poco grasso. L’esatto contrario di quel pirata che, per un po’, gli è piaciuto interpretare.
Fairbanks in questo ha incarnato il perfetto prototipo dell’americano sportivo, di quello che cerca l’avventura per l’avventura, ma che sa che poi a casa ci ritorna. E Il pirata nero racconta tra le righe proprio questo. Lo fa con la ricerca forsennata del movimento a tutti costi (perché, del resto, cos’altro è il cinema se non immagini in movimento?). Con il succedersi di acrobazie tra le sartie della nave e con scene subacquee. Lo sguardo che getta sui pirati è uno sguardo da palestra: un paio di salti mortali, qualche piroetta e tanta ginnastica. Con un techicolor sorprendente per un film del 1926 ed una colonna musicale attenta a sottolineare ogni snodo in modo picaresco e divertito.
La maledizione della prima luna e tutti I pirati dei Carabi hanno imparato non poco da Il pirata nero. Semmai hanno dimenticato il segreto (che è anche il motivo del suo fascino) della brevità e della stringatezza.
Perché ne Il pirata nero c’è praticamente tutto quello che abbisogna ad un buon film di pirati condensato in un’ora e mezza di olimpico divertimento. O meglio… quasi tutto. Gli manca solo, forse perché il film è muto, un pappagallo!
La qualità audio-video
Stupefacente, considerando l’età del film, la qualità del master di partenza. Il film, che fu girato in un innovativo technicolor bicromatico, è stato restituito in maniera perfetta, coi colori simili ad acqueforti un po’ slavati, ma tra loro ben bilanciati. La riproduzione del disco fila via che è un piacere senza che si ravvisino particolari segni di compressione. Un lavoro nel complesso molto accurato e pulito.
Buono anche l’audio che riporta fedelmente una colonna sonora d’epoca priva di fruscii o di disturbi.
Extra
Le schede scritte di questa edizione sono generalmente un poco avare di informazioni. Tutte tranne l’ultima sulla pirateria nel cinema che è, al contrario, lunga ed estremamente dettagliata. Forse troppo. Il che può essere un fastidio per chi deve leggere le informazioni direttamente dallo schermo televisivo.
(The black pirate); Regia: Albert Parker; interpreti: Douglas Fairbanks, Jack Cunningham, Lotta Woods; distribuzione DVD: Ermitage
formato video: 1.33:1; audio: Italiano Dual Mono; didascalie: Inglese; sottotitoli: Italiano
Extra: 1) Biografia e curiosità su Albert Parker 2) Sinossi, note e curiosità inedite sul film 3) Biografia e Filmografia di Douglas Fairbanks 4) Pirati al cinema
