DVD - Indiana Jones box set

La trilogia
Nel contesto dell’industria dell’home video, la trilogia di Indiana Jones (che si avvia, tra l’altro, a diventare una quadrilogia dal momento che un quarto episodio, sempre per la regia di Spielberg, è già in pre produzione) era diventata una sorta di mito lontano di cui quasi più nessun sembrava voler parlare. Voci di corridoio avevano lungamente paventato la possibilità che i tre film uscissero, prima o poi, in qualche dorata edizione dvd, ma sembravano voci prive di fondamento che paventavano, sì, una serie di possibili soluzioni, ma si arenavano, poi, placidamente nel nulla ogni volta che si arrivava al punto di dover indicare una data d’uscita o specificare chiaramente quali sarebbero state le caratteristiche del pacchetto offerto al pubblico. La lunga attesa ha, comunque, premiato i non pochi fans di questa serie che finalmente hanno la possibilità di comprare un cofanetto di quattro dischi (i titoli non sono vendibili separatamente) che dovrebbe soddisfare le esigenze di quasi ogni tipo di palato. Parlare oggi della trilogia spielberghiana potrebbe sembrare cosa strana perché fiumi d’inchiostro sono già stati spesi nel tentativo di spiegare il successo planetario di un progetto nato all’insegna della pura e semplice operazione cinefila e sviluppato quasi per caso da un gruppo di amici appassionati dei vecchi film d’avventura degli anni ’40. In questa sede ci preme, in effetti, solo sottolineare brevemente la grandissima carica metariflessiva che l’intera serie si porta dentro e che conosce, nel corso del tempo e di titolo in titolo, modi di espressione spesso molto diversi. La saga immaginata da George Lucas e visualizzata da Steven Spielberg, infatti, è essenzialmente nient’altro che la realizzazione di una specie di sogno infantile accarezzato lungamente: quello di riuscire a perdersi nel puro piacere dell’affabulazione, di addentrarsi quanto più possibile in un mondo solamente cinematografico che con il mondo reale ha pochi episodici (ma significativi) punti di contatto. Il gioco visivo esplicitato sin dalla prima sequenza con la celeberrima montagna, logo della Paramount, che magicamente si dissolve nella ripresa di una vera montagna (sigla stilistico-introduttiva di tutti e tre gli episodi) è esemplare al riguardo di un’idea di cinema che divora sé stesso esplicitando, ad ogni piè sospinto, tutti gli archetipi del genere avventuroso su cui si sostanzia. Un meccanismo ludico, quello applicato nella trilogia, perso nella sua natura di coltissimo divertissment (quasi un tentativo di nobilitare un genere negletto, come il cinema avventuroso, attraverso gli artifici di una forma quanto più possibile impeccabile) che conosce i toni oscuri ed apocalittici dell’episodio centrale (Indiana Jones e il tempio maledetto) e quelli malinconici del terzo (Indiana Jones e l’ultima crociata). Ma, ad onor del vero, è da dire che, a voler scavare, c’è tutta la possibilità di rintracciare le problematiche preferite dello Spielberg più maturo: dai riferimenti biblici, all’ossessione per la storia del Terzo Reich, dal tema della differenza tra i mille linguaggi del mondo, a quello del viaggio catartico. Tutto questo senza mai perdere di vista il senso del ritmo e la giocosità dell’invenzione.
La qualità audio-video
Le pellicole, restaurate e rimasterizzate in digitale appositamente in vista del trasferimento in dvd, sembrano non voler dimostrare in nessun modo la loro età reale. I colori sono quanto mai saturi e brillanti, il rapporto tra figure e sfondo è ottimale, rari i segni della compressione. Il formato video (uno smagliante 2.35:1) consente una visione piacevolmente rispettosa del formato panoramico delle pellicole. Anche l’audio ha momenti di eccellenza. La traccia italiana è praticamente la stessa (ritoccata per l’home theatre) del vecchio film alla sua uscita in sala. Nessun nuovo doppiaggio dovrebbe rovinare, per questo, l’attaccamento morboso degli appassionati italiani verso i propri ricordi. Da cinefili, ovviamente, consigliamo di ascoltare il film in lingua originale.
Extra
Sono tutti concentrati sul quarto disco, ma non sono, alla fine, così pregnanti come avremmo sperato. Interessante l’articolatissimo making of di tutti e tre i film denso d’informazioni e spesso brillante. L’attenzione non viene mai meno e la dimensione aneddottica è ben bilanciata da tutta una serie di spunti di possibile riflessione che vale la pena di conoscere. Meno interessanti i quattro documentari annessi. Il primo è un breve, ma pregnante video saggio sugli effetti speciali che vale la pena di vedere anche per rendersi conto delle difficoltà di lavoro che si incontravano in tempi non ancora dominati da immagini generate al computer. Omaggio dovuto, ma non necessario, viene fatto, nel secondo documentario, agli acrobati e agli stunt impiegati nella realizzazione della serie. Simpatico, ma niente più. Deboluccio (cosa strana) il breve documentario sulle musiche da cui ci aspettavamo qualcosa di più. Più interessante, infine, il breve film sul suono. Nel complesso un’operazione meritoria, ma non un vero e proprio titolo di riferimento.
(Raiders of the lost Ark); Regia: Steven Spielberg; Interpreti: Harrison Ford, Karen Allen
(Indiana Jones and the temple of doom); Regia: Steven Spielberg; Interpreti: Harrison Ford, Kate Capshaw
(Indiana Jones and the last crusade); Regia: Steven Spielberg; Interpreti: Harrison Ford, Sean Connery, River Phoenix
Distribuzione cofanetto DVD: Paramount
Formato video: 2.35:1; Audio: Dolby sorround (italiano) dolby digital 5.1 (inglese); Sottotitoli: Italiano, inglese, danese, finlandese, islandese, norvegese, svedese, rumeno.
Extra: 1) Documentario: Indiana Jones - Il dietro le quinte della trilogia 2) Le acrobazie di Indiana Jones 3) Il suono di Indiana Jones 4) La musica di Indiana Jones 5) Gli effetti speciali di Indiana Jones 6) Tutti i trailers
[dicembre 2003]
