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DVD - Kill Bill vol. 2

Pubblicato il 8 ottobre 2004 da Alessandro Izzi


DVD - Kill Bill vol. 2

Il film

Che lo si voglia considerare semplicemente un secondo episodio del tutto staccato dal primo o che si preferisca pensare a Kill Bill come ad un unico film diviso, per ragioni puramente distributive e commerciali, in due sezioni distinte, una cosa resta, comunque, certa: il Volume due marca, rispetto al precedente, un deciso stravolgimento sia stilistico che contenutistico. Resta da chiarire a questo punto quale delle due sezioni possa rivelarsi più significativa per una definizione dell’evoluzione del pensiero “pulp” dell’autore.
A nostro parere l’intera operazione Kill Bill segna, comunque, un deciso regresso rispetto al lavoro molto più sottile che l’autore aveva compiuto nel sottostimato Jackie Brown, film, quest’ultimo, nel quale Tarantino aveva provato a sfondare la bidimensionalità fumettistica che aveva fino a quel punto genialmente caratterizzato la sua produzione recuperando l’idea di un concreto approfondimento psicologico dei personaggi messi in scena.
Da questo punto di vista Jackie Brown rappresentava davvero un tentativo di superamento della costituzione metacinematografica ed ultra citazionistica del regista in favore di uno stile più maturo e misurato che sapesse piegarsi prevalentemente sulla componente umana del racconto. Insomma, per dirla in poche parole, il film voleva essere davvero, ci sembra, il tentativo di cominciare a concepire il film come storia e discorso assolutamente personali e non solo come veicolo per potenziali omaggi ad autori amati ed apprezzati, un salto verso una ridefinizione personale di regista inteso come autore in senso completo e non solo di regista come puro maestro di stile. A voler cercare una definizione schematica si potrebbe dire che Jackie Brown era, in definitiva, il tentativo di Tarantino di uscire dal tarantinismo. Tarantinismo nel quale il regista ricade, alla grande, proprio con Kill Bill che enfatizza ed esaspera l’idea post moderna di un cinema costruito sui lacerti del cinema precedente, un cinema bibbia, un cinema citazionista e multimediale dove la profondità è data solo dalla messe abnorme di riferimenti, ma che si basa nuovamente e, forse, con maggior forza che non nelle opere precedenti, sulla bidimensionalità di una storia che vive prevalentemente sulla superficie dorata dello schermo cinematografico. _ Insomma un film che esiste solo nei limiti dell’inquadratura laddove Jackie Brown tentava la rottura della quarta parete filmica per imporsi utopicamente nel vissuto degli stessi spettatori. Il Volume I era, da questo punto di vista, una magnificazione di questa idea di cinema tutta orientata verso l’espressività del manga e del fumetto (lo stesso film accettava la fusione con il cartone animato su più livelli), mentre il secondo volume dovrebbe essere un tentativo molto parziale di reimpostare il discorso sul contenuto e sul personaggio oltre che sulla forma smagliante e visionaria. Insomma Kill Bill è davvero la summa del Tarantino stilista, ma è come un immenso banchetto pieno di portate prelibate e gustose (specie per il cinefilo vero che ama il cinema a trecentosessanta gradi anche nelle sue derive più commerciali o più nascoste) che, però, alla fine, lasciano il commensale con la strana sensazione di pienezza mista ad appetito non ancora davvero soddisfatto. L’impressione è che Tarantino fatichi ancora a rendersi conto che il “suo” tempo dei film post moderni è finito e che sembra essere arrivato il momento di quei film in cui la citazione sa integrarsi naturalmente nella storia e non, come è stato fino adesso Jackie Brown escluso, di quelli altri in cui la citazione “è” la storia.

La qualità audio-video

Le immagini, sono, come nel precedente Volume I, presentate in un ovvio quanto necessario 2.35:1. La qualità del riversamento si attesta su livelli decisamente medio alti con colori abbastanza saturi e sufficientemente brillanti. I neri sono profondi e ben bilanciati. La compressione pressoché inavvertibile se non in qualche momento dove si fa strada qualche artificio digitale che non inficia comunque il piacere della visione. Per quel che riguarda l’audio delle varie tracce è sempre da prediligere quella originale (cosa che non ci stancheremo mai di ripetere), anche se il DTS italiano ha livelli di emissione del suono eccellenti e di grande coinvolgimento sonoro.

Extra

È ovvio che, presto o tardi, la Buena Vista ci presenterà un’edizione speciale di Kill Bill in cofanetto con succulenti contenuti speciali e cofanetti ultra lussuosi. Ci piace allora considerare questa edizione del solo Volume II (che, sotto certi aspetti è davvero un clone del Volume I) come una specie di (costoso) trailer di quello che ci aspetterà di qui a qualche mese. Tornando a questo disco, comunque, il pacchetto offerto è alquanto deludente. Una sola scena eliminata, un breve e poco pregnante Making of e un sia pur simpatico special (Chingon: esibizione alla prima di Kill Bill - Volume II) non sono, infatti, abbastanza per placare le curiosità di quel pubblico ultra cinefilo che, in fondo, è il target naturale di tutte le pellicole di Tarantino.

Kill Bill - volume II; Regia: Quentin Tarantino; interpreti: Uma Thurman, David Carradine, Michael Madsen, Gordon Liu; distribuzione dvd: Buena Vista

formato video: 2.35:1; audio: DTS 5.1 (Italiano), DD 5.1 (Italiano e Inglese)

Extra: 1) Making of 2) Chingon: Esibizione alla prima di Kill Bill - volume II 3) scena eliminata

[ottobre 2004]


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