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DVD - Kronos, il conquistatore dell’Universo

Pubblicato il 13 settembre 2008 da Alessandro Izzi


DVD - Kronos, il conquistatore dell'Universo

Kronos: il più terribile e grande dei titani.
Figlio di Gea, divinità sortita dal caos primigenio, e Urano, il dio della Volta celeste, il gigante della mitologia evirò il padre che si opponeva al libero fluire del tempo giacendo sul grembo della compagna impedendo così, alla sua stessa prole, di venire alla luce. Opposto al Passato (esemplificato nella figura del padre), consolato nel suo presente di più grande tra gli dei, Kronos visse per lungo tempo nella paura (futura) di subire la stessa sorte toccata al genitore e per evitare brutte sorprese decise che era meglio divorare i figli prima che questi potessero raggiungere la maggiore età ed armarsi di falcetto.
In questo egli fu l’emblema di una visione cosmogonica votata al mostruoso e al grandioso. Goya lo raffigurò con colori di sangue, pensando alle fucilazioni che ovunque avevano luogo nella sua amata Spagna. E anche lì quel che conta sono le proporzioni, la tensione al gigantismo e all’esasperazione di toni da giorno del giudizio. Colpiva, del fiero pasto, l’impressione provocata dal pensiero di una divinità così vorace da divorare se stessa (nella forma dei suoi figli). Ma soprattutto si intravedeva, nel mito, il segno tangibile di un monito profondo: la fame di potere (quella di un dio che vuole mantenere il suo trono) finisce per divorarci dal di dentro.
Fuor di mitologia greca, lontani dalla visione ciclica che gli ellenici avevano dello scorrere del tempo (i titani divorati venivano, alla fine, vomitati dal dio e restituiti alla vita), Kronos diventa, per la moderna fantascienza, il mito che permette di raccontare il falso senso di sicurezza con cui l’Uomo crede di dominare la Natura.
Il gigante mostruoso protagonista della pellicola di Kurt Neumann è figlio di un mondo morente. Piove dal cielo (novello figlio dell’uranea volta celeste come nella mitologia classica) perché nel pianeta dal quale proviene sono finite tutte le fonti energetiche. E si aggira sul nostro pianeta, come un gigantesco accumulatore che raccoglie energia trasformandola in materia (cresce ad ogni passo, quindi), col solo scopo di prendere quanto più possibile per riportarlo ai suoi artefici ormai prossimi all’estinzione. Nella sua grandiosità si condensa il senso della fine di un universo: se le forme di vita intelligente non si accorgono di quanto preziose siano le risorse energetiche che consumano scelleratamente, sono automaticamente condannate alla rovina. Così la sua storia si richiude a specchio sull’umanità che se la racconta in un film da pop corn. Perché anche noi consumiamo senza tregue il petrolio, consapevoli che si tratta di una fonte non rinnovabile. E anche noi, come i veri padri del gigante di ferro Kronos, siamo avviati sulla strada che ci condurrà ad una fine inevitabile perché Gea, la terra, (la divinità sulla quale Urano giaceva per impedire ai figli di venire alla luce) presto esaurirà tutte le sue risorse lasciandoci indietro come giganti (perché tali ci crediamo) senza benzina.
Ovvio che una visione così progressista, che sottintende, già negli anni ’50, il bisogno oggi incredibilmente attuale, di lavorare su fonti di energia alternativa, dovesse incontrare le opposizioni dell’America del Maccartismo. Non c’è da sorprendersi, dunque, nel vedere come una delle menti che sicuramente crearono Kronos (Alan Adler) non potette cofirmare con Irving Block il soggetto del film in quanto sospetto di simpatie comuniste.
A vederlo oggi, Kronos colpisce non tanto per la sua dimensione apocalittica (assai modesta trattandosi di un film a basso budget che poteva contare su pochi e non certo innovativi effetti speciali), quanto per la sua ansia di discorso e per la sua voglia di dire. Il film di Kurt Neumann è, infatti, il perfetto prototipo di una fantascienza umanista che utilizza la mera trovata narrativa non come spunto per mirabolanti avventure, ma come trampolino di lancio per un discorso che riesce ad essere al tempo stesso sia politico (e, quindi, votato al contenuto) che visuale (e, quindi, centrato su problemi di forma).
Ed è per questa sua doppia anima che ci vien facile perdonargli alcune incertezze (tutta la linea narrativa incentrata sull’idea della dominazione mentale che gli alieni riescono ad imporre su alcuni individui appare francamente superflua) come pure l’idea di fondo. Perché (anche se sappiamo bene che una pila non è un accumulatore) ci è difficile, oggi, mandar giù l’idea che un film voglia farci paura mettendo al suo centro un mostro che altro non è che una Duracell gigante.

La qualità audio-video

Il problema principale che pone al dvd un film come Kronos sta principalmente nel suo formato. Il film di Kurt Neumann è stato, infatti, girato in Regalscope, uno scope di estrema ampiezza che si allarga a dismisura sulla superficie dello schermo cinematografico. Una visione Pan & Scan (la soluzione corrente per tutti i passaggi televisivi di questa pellicola) era del tutto fuori discussione dal momento che il regista non si era mai fatto problemi ad impiegare tutta la superficie dell’inquadratura con grandi effetti visionari. Per questa edizione della Sinister Film è stato scelto, invece, un 2.35:1anamorfizzato che riesce a restituire il fotogramma nella sua interezza con pochissima deformazione dell’immagine.
Sul fronte della compressione è da dire che il lavoro è stato piuttosto buono: il dvd ci propone, infatti, un bianco e nero sufficientemente profondo e contrastato.
Buono anche l’audio diviso in due tracce: originale ed italiano entrambi in dual digital.

Extra

Interessante l’introduzione di Luigi Cozzi che aiuta a contestualizzare il film nel periodo storico che lo ha visto nascere.
Doverosi la galleria fotografica e il trailer originale.


(Kronos); Regia: Kurt Neumann; interpreti: Jeff Morrow, Barbara Lawrence, John Emery, George O’Hanlon, Morris Ankrum; distribuzione DVD: Sinister Film
formato video: 2.35:1 (anamorfico); audio: Italiano, Inglese Dual Mono; sottotitoli: Italiano

Extra: 1) Introduzione di Luigi Cozzi 2) Trailer 3) Galleria fotografica


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