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DVD - L’isola

Pubblicato il 28 marzo 2005 da Alessandro Izzi


DVD - L'isola

Grazie all’intraprendenza degli amici di Filmaker’s magazine, rivedere oggi , a posteriori, dopo la visione di Primavera, estate, autunno, inverno e poi di nuovo primavera, L’isola è un’esperienza interessante e senz’altro stimolante. Non soltanto perché tra i due film esiste un’incredibile comunanza di tematiche e di idee poetiche, ma anche perché si respira palpabilmente, malgrado la vicinanza anche cronologica, una distanza autoriale incredibile. Tanto la prima pellicola appare, infatti, aggressiva e intensa, a tratti volutamente squilibrata, sempre acuminata e dolorosa, tanto la seconda si fa, nel confronto, pacata e armoniosa, perennemente indirizzata verso una superiore comprensione del creato. È come se fosse intercorsa quella distanza temporale enorme che separa la giovinezza (e la sua spavalda sfida alle convenzioni morali) dalla maturità, ma questo passaggio, di fatto, si è incredibilmente consumato nel giro di pochi anni appena. Eppure le somiglianze sono tali, anche a livello narrativo, da obbligarci a pensare che i due film altro non siano che due momenti separati di una stessa riflessione. Ritroviamo, quindi, pressoché invariata l’idea schopenauriana dell’infinita solitudine dell’individuo espressa con forza dalla metafora scenografica delle case/isole separate tra loro e dal mondo dall’azione quieta dell’acqua, come vi ritroviamo l’idea dolorosa che ogni rapporto interpersonale, in specie tra i due sessi, finisce per essere dominato da una tragica fatalità di costante attrazione e repulsione, quasi a seguire i liquidi movimenti della marea. Ma le differenze sono sostanziali anche a livello metaforico laddove l’acqua stessa è, in Primavera, uno specchio di cielo segue il movimento delle stagioni e della crescita dell’uomo secondo un percorso prestabilito ed immutabile che va dalla capricciosità calda dell’infanzia al gelo doloroso del mondo adulto e della morte, mentre era, ne L’Isola, stagnante e fetida, segno di una separazione quasi totale tra l’Io e il mondo, spazio da attraversare costantemente e con fatica. Anche se molte idee narrative sono ritornanti (si pensi all’artificio letterario dei personaggi maschili che si rifugiano nelle loro isole dopo aver compiuto delitti atroci in terraferma) è in realtà il senso ultimo a farsi diverso anche se lo scoramento verso l’incredibile carica di incomunicabilità tra gli individui resta, al fondo, identico. Mentre il primo film, infatti, cristallizza l’assurdità della condizione umana e dei legami nella metafora della pesca, con le lenze che diventano il simbolo palese dell’unione tra le persone (che letteralmente si pescano) mentre gli ami segnano il dolore anche fisico di ogni tentativo di reale comunicazione lacerando le carni, il secondo si orienta maggiormente verso una dimensione contemplativa che stempera nell’immensità del creato la sofferenza dell’uomo preso nella consapevolezza della sua condizione. Un salto di condizione enorme, questo, per Kim Ki-duk che, ad onor di cronaca, sarà prossimamente omaggiato dal Korea Filmfest giunto alla terza edizione con una personale che si svolgerà all’Auditorium Stensen di Firenze dall’ 8 al 14 aprile. La retrospettiva poi sarà ospitata anche da altre città italiane: Milano (15-22 aprile), Torino (15-22 aprile) e Roma (26-30 aprile) come segno tangibile di come la considerazione per questo autore necessario del cinema coreano sia visibilmente e giustamente crescendo nel tempo.

La qualità audio-video

Giudicare la qualità del riversamento di una pellicola così particolare è estremamente difficile perché non possono non intervenire, nella valutazione, necessarie considerazioni sulle potenzialità anche commerciali del film in questione. L’isola si presenta, infatti, fin dall’inizio come un classico prodotto destinato prevalentemente al circuito festivaliero (è stato presentato a Venezia, dove dette non pochi scandali per lo spregiudicato uso degli ami, ma anche al Sundance, a Rotterdam, a Bruxelles e, con qualche contraddizione, in alcuni festival dedicati al cinema fantastico) e ha, fin dalle intenzioni, un target di pubblico estremamente elitario e fin troppo ristretto. Nessun distributore può, quindi, essere più di tanto interessato ad investire sulla qualità del riversamento. Il risultato di questa edizione curata per i tipi di Filmaker’s magazine è, quindi, sicuramente il massimo che era possibile concepire per un prodotto del genere. Ma questo massimo è, se messo a confronto con altri titoli anche marginali, decisamente poco. Già colpisce la scelta del formato: un’ambigua via di mezzo tra un 1.85:1 e un 1.66:1 cui avrebbe, forse, giovato un uso attento di un obiettivo anamorfico per limitare il più possibile i danni al fotogramma originale per un regista, come Kim Ki-Duk, da sempre abituato a sfruttare molto proprio gli estremi dell’inquadratura. La qualità dell’immagine è, comunque, per contro, al di sopra delle aspettative per un pellicola, come questa, dominata da scene di molto difficile compressione (molte riprese notturne, condizioni lumistiche spesso critiche, nebbia abbondante ecc.). I colori, soprattutto, rispettano i toni volutamente spogli scelti del regista. L’audio è al minimo sindacale con una sola opzione linguistica (originale con sottotitoli italiani non eliminabili) e una resa stereofonica molto limitata, ma adeguata ad un film piano e privo di effetti sonori di rilievo.

Extra

Pochi, come ci sarebbe da aspettarsi. Solo un trailer e una breve galleria fotografica che non aggiunge nulla alla visione del film. Ma resta ferma la considerazione che per un film così raro e difficile, era davvero impensabile fare qualcosa di più e che, alla fin fine, è proprio il film ad essere il più ghiotto extra di se stesso specie in un mercato, come quello attuale, sempre più affollato di proposte e sempre più bisognoso di una regolamentazione forte e di una vera politica culturale. Un dvd, insomma, da possedere indipendentemente dai suoi (piccoli) difetti.


(The isle - Seom); Regia: Kim Ki-duk; interpreti: Jung Suh, Kim Yoo-suk, Park Sung-hee; distribuzione dvd: allegato a Filmaker’s magazine

formato video: 1.66:1; audio: Originale coreano con sottotitoli italiani non eliminabili

Extra: 1) Trailer 2) Photogallery


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