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DVD - La madre

Pubblicato il 19 aprile 2009 da Gaetano Maiorino


DVD - La madre

Durante i moti insurrezionali del 1905 a San Pietroburgo, una madre, travolta dal dolore per l’uccisione del marito in fabbrica, temendo per la vita di suo figlio, militante del movimento rivoluzionario, rivela alla polizia dove egli ha nascosto le armi. Arrestato, il ragazzo tenterà la fuga con altri militanti il giorno del 1° maggio, ma finirà ucciso. Dopo la sua morte, la madre consapevole di esserne stata causa con il proprio egoismo, guiderà la rivolta finendo anch’essa uccisa. È il dolore del proletariato più che una nascente sua rivoluzione quella che Vsevolod Pudovkin racconta nel suo lungometraggio d’esordio, La Madre.
Girato nel 1926, un anno prima dell’avvento del sonoro nel cinema, questo potente dramma familiare-sociale della Russia delle fabbriche e del movimento operaio, è un capolavoro di composizione e di montaggio, un vero saggio delle possibilità narrative dell’arte cinematografica. I film dell’inizio del secolo scorso sono fortemente ancorati a una sintassi originaria, una capacità delle immagini di costruire senso con il loro scorrere. Questo perché la mancanza del dialogo permetteva/costringeva i registi dell’epoca a elaborare una semiotica nuova, un rapporto tra i volti e i corpi dei personaggi (veri significanti all’epoca del muto) e il loro alternarsi sullo schermo per mezzo del montaggio, ottenendo un’espressività (il significato) irripetibile negli anni del sonoro. È infatti una capacità narrativa del tutto peculiare al primo novecento quella che Pudovkin nel binario di tutto il cinema russo di quel periodo, mette in scena con La madre. Ma Pudovkin non si limita a giocare con il montaggio. La sua abilità nel gestire le scene di massa è evidente e si nota in particolare nelle sequenze della rivolta, riprese dall’alto in un quadro di grande equilibrio compositivo, in cui i movimenti dei personaggi quasi racchiudono un elemento coreografico e onirico in netto contrasto con la drammaticità della scena.
Questo primo film di Pudovkin, tratto dal romanzo omonimo di Maksim Gorkij, segna anche l’inizio di una trilogia dedicata alla storia del proprio paese che prosegue con La fine di San Pietroburgo e Tempeste sull’Asia.
Il lavoro di recupero che la Ermitage Cinema sta compiendo sul cinema muto russo con la collana Kino in CCCP, si arricchisce quindi di un film intenso emotivamente e tecnicamente interessante, una pellicola da non dimenticare e da rivedere, forse più per cinefili che per il grande pubblico, ma sicuramente affascinante.

La qualità audio-video

Il recupero dei classici muti non è sempre facile. Un po’ troppo luminosa e sgranata in alcuni tratti l’immagine, ma nel complesso trattandosi di un film di quasi un secolo fa, la qualità è soddisfacente. L’audio è pulito e le intense musiche non hanno risentito della compressione.

Extra

Una serie di menu di lettura completano il disco: una abbastanza esaustiva biografia del regista; la trama in breve della sua opera e la sua filmografia; alcune sue dichiarazioni riferite alla tecnica del montaggio usata nel film; una breve cronistoria del cinema muto sovietico e del cinema russo del periodo della rivoluzione; infine una dichiarazione di Majakovskij riguardo al cinema, alla sua visione della settima arte come concezione del mondo.
Interessanti ma forse troppo statici questi menu, a cui è necessario dedicare tempo e passione.


(Mat); Regia: Vsevolod Pudovkin; interpreti: Vera Baranovskaja, A.P. Cistjakov; distribuzione DVD: Ermitage Cinema
formato video: 16/9 1,85:1; sottotitoli: Russo – Italiano - Inglese

Extra: 1) Biografia del regista 2) La Madre – Il racconto 3) Filmografia 4) Kino in CCCP 5) Breve storia del cinema Russo 6) Il cinema secondo Majakovskij


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