DVD - La notte dei trailer viventi 4

La magia del cinema comincia prima del film stesso: è nell’attesa spasmodica dell’uscita del film desiderato, è nel cercare un parcheggio nei pressi della sala scelta per il rito, è subito dopo aver pagato il prezzo del biglietto (il pagamento è troppo prosaico e qualche volta troppo doloroso per far parte della lista) quando ci si avvia verso la maschera col pensiero già alla poltrona che per un paio d’ore sarà compagna delle nostre emozioni insieme a quesi pochi amici ammessi a sederci accanto. Soprattutto è nel buio della sala, quando si sono appena spente le luci e, nel breve secondo che prepara l’inizio della proiezione, si sente il gracchiare delle cariche elettrostatiche che danno fuoco alla lampada xenon (quanto più poetici e inaffidabili i carboncini di una volta!) e avviano quel fascio di luce pronto a colorarsi del colore dei sogni.
Qui, a prolungare goduriosamente un’attesa destinata comunque a concludersi entro pochi minuti, irrompono sulla superficie illuminata dello schermo delle schegge di immaginario indefinibili, degli oggetti animati scarsamente identificabili che sembrano film, ma sono qualcosa di diverso: i trailers. Uno, due, tre, quattro, non si può anticiparne il numero. Sono come i piccoli UFO che precedono, in Incontri ravvicinati del Terzo tipo, l’arrivo agognato dell’astronave madre su cui tutti noi, novelli Richard Dreyfuss, speriamo di riuscire a salire.
Frammenti di luce e di racconto, i trailers sono sempre la gioia del cinefilo, sono la succulenta anticipazione del di là a venire. E ci piacciano tanto perchè sanno nascondere la loro aura biecamente commerciale dietro le spire della passione e della curiosità che alimentano, ad arte, come il soffio esperto di un boy scout che crea il fuoco da qualche scintilla e un ramo secco.
Quando smettiamo di guardarli con quel pregiudizio che ci è stato insegnato dalla televisione (che tutto riduce a commercio) e dalla pratica bassa dei multisala (che pretende di inscataolare l’emozione dei film vendendola poi in confezioni famiglia), ci si accorge che i trailers non sono semplicemente delle mere operazioni commerciali. Dietro la loro apparenza incantatoria si nasconde sempre l’arte del provetto illusionista che sa, certo, di dover vendere il suo prodotto (di qui l’esigenza di mostrare del film solo quel tanto che basta per solleticare l’appetito del potenziale spettatore), ma che non dimentica, per questo, di esibire tutto il più complesso armamentario di trucchi da baraccone.
Sono piccoli racconti i trailers. Hanno un’anima d’arte dietro la loro logica commerciale. E non di rado, specie oggi in questi tempi bui di crisi del cinema, di idee e di incassi, riescono ad essere più belli, allusivi ed intriganti dei film che dovrebbero vendere.
Alcuni sono piccoli capolavori. Prendete ad esempio il trailer di Blade runner di Ridley Scott che apre, con sapienza, questa commossa silloge di un’arte negletta che la Ermitage ci schiude davanti. Nel giro di tre minuti o poco più l’ignoto autore di questa operina riesce nel miracolo davvero impressionante di recuperare le atmosfere e le emozioni trattenute del film restituendole ad uno spettatore ancora ignaro. Nel giro di poche battute ogni personaggio viene abilmente tratteggiato e ogni elemento della storia viene proposto senza che si abbia l’impressione di sapere troppo. Un piccolo miracolo espressivo.
Certo, nella breve carrellata di entusiasmanti trailers proposti in questo quarto volume della serie dei Trailers viventi dedicato (fatta salva l’eccesione di Werewolf in London) al cinema degli anni ’80, non tutti gli spot riescono ad essere alla stessa altezza di quello del film di Ridley Scott, purtuttuvia, la selezione merita la visione.
Il trailer de Il mistero del cadavero scomparso con Steve Martin, ad esempio, riesce ad essere decisamente più intrigante del film ci dui dovrebbe essere una mera anticipazione coi suoi giochi, le sue citazioni incrociate, il suo raccontare un film che sembra essere fatto dall’assemblaggio di infiniti altri film e personaggi già raccontati altrove.
E se il trailer della Seconda edizione di Incontri ravvicinati del terzo tipo gioca con le corde di una discorsività tutta centrata sulla parola della voce fuori campo (come dovevano essere i trailers di un tempo), il trailer di Il tagliaerbe è davvero un piccolo racconto quasi autonomo rispetto al film da cui deriva. Anche il trailer di Prosciutto prosciutto di Bigas Luna riesce nel sadico tentativo di sollecitare le aspettative di un pubblico ansioso di trovarsi di fronte ad un dichiarato film erotico senza dimenticarsi di sottolineare la precisa volontà autoriale del regista.
Insomma dovunque si guardi, l’antologia proposta dalla Ermitage, dimostra di essere qualcosa di più di una semplice operazione nostalgia o, peggio ancora, commerciale. E’, piuttosto, un omaggio all’amore del cinema per il cinema.
La qualità audio-video
In un’operazione di questo tipo il restauro dei vari trailers sarebbe una specie di tradimento di ogni vocazione nostalgica. L’enorme quantità di graffi, le sfocature costanti, la condizione precaria dei colori, sono necessari alla riscoperta quasi materica del fare e fruire cinema. Ci si aspetta ad ogni passo, durante la riproduzione del dvd, di cominciare a sentire il rumore del proiettore sotto i suoni ammiccanti ed invitanti dei vari spot. Anche il continuo cangiare di formato dei vari trailers (dal più stretto degli scope all’1.85:1 o 1.66:1 fino al 4/3) rispecchia un desiderio di varietà nella continuità davvero commovente.
Anche il suono, apparentemente ben compresso per il dvd, ripropone quei fruscii, quegli scrosci, quei grachii, quegli schiocchi che sono tipici di una proiezione in sala di scarsa qualità (perchè reiterata infinite volte con una pellicola che sa di consunto) poco prima che cominci il film vero e proprio.
Extra
Gneralmente i trailers sono gli extra obbligati di edizioni dvd di scarsa qualità. Qui, invece, c’è spazio per un breve intervento di Oreste del Buono che dovrebbe essere standard per tutti i volumi di questa curiosa iniziativa editoriale.
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(La notte dei trailer viventi volume 4); Regia: Autori vari; distribuzione DVD: Ermitage
formato video: 1.33:1 (4/3); audio: Mono 2.0; sottotitoli: assenti.
Extra: 1) I trailer visti da Oreste Del Buono
