X

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicit‡ in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di pi˘ o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Chiudendo questo banner, invece, presti il consenso allíuso di tutti i cookie



DVD - Maradona by Kusturica

Pubblicato il 18 maggio 2010 da Lorenzo Vincenti


DVD - Maradona by Kusturica

Quando il cinema incontra il calcio sul proprio terreno non sempre il risultato che ne esce può dirsi degno di un connubio potenzialmente così affascinante. E’ la storia ad insegnarcelo con i suoi numerosi tentativi, quasi tutti miseramente falliti nella mediocrità di opere incompiute o, tutt’al più, poco ispirate. Il motivo della difficoltà di tale unione è da ricercarsi probabilmente nella natura irrazionale su cui si fonda il calcio e tutto ciò che lo circonda, o forse in quella indiscutibile predisposizione al protagonismo che contribuisce a rendere sia il calcio che il cinema due “forme d’espressione popolari” difficili da sovrapporre e far coesistere. Se esiste quindi una formula segreta dietro l’efficacia di sporadici successi quali Febbre a 90°, Fuga per la vittoria, Ultimo minuto essa è da considerarsi più come il frutto di una magica casualità che il risultato della ripetizione in serie di un particolare metodo. A dimostrarlo, oltre alla sporadicità appena accennata, è la ricerca ininterrotta di forme, metodi e linguaggi con cui il cinema e la sua industria tentano ancora oggi di penetrare nel cuore del mondo calcistico con l’intento di rappresentarlo nella maniera più innovativa e intrigante possibile. O quanto meno per continuare a garantire la saltuaria apparizione di opere poetiche che siano rilevanti sotto l’aspetto artistico e fedeli alla sacralità sportiva. L’ultimo in ordine di tempo a tentare e riuscire in questa impresa è, a nostro avviso, il Maradona by Kusturica che qui presentiamo nella sua versione home-video. Un documentario che oltrepassa i confini e le categorie del film sportivo e che è insieme omaggio e sguardo critico nei confronti del più grande artista a cui il pallone abbia mai avuto l’onore di offrirsi: Diego Armando Maradona. La forza di questo affresco sta nella padronanza del suo autore, nella forza con cui lo stesso Kusturica entra in campo per affrontare il suo alter ego, mettersi al suo livello e discutere con lui di cinema, politica, calcio senza mai cadere nella retorica e nella banalità degli eventi ufficiali. Il maestro serbo aggira i rischi tipici dell’argomento abusato mettendo in scena l’indagine introspettiva dell’uomo Maradona, quello che si commuove di fronte al quartiere d’origine e alla sua modesta casa d’infanzia, quello che affronta con l’ardore e la passione di un rivoluzionario i soprusi imperialisti dello storico nemico angloamericano e quello che prova ancora oggi vergogna e rabbia nel ricordare gli attimi più bassi della propria esistenza. Ma Kusturica gioca anche con la figura che ha di fronte, inserendo, con la giusta puntualità e nel rispetto di un senso ritmico ai limiti della perfezione, l’immagine clownesca di un eroe sempre in prima linea e quella ormai sgualcita da cui tutti si alimentano. Ecco così che il Maradona sbruffone, il personaggio sempre al limite, il provocatore nato lo ritroviamo nelle immagini esagerate della chiesa maradoniana argentina, vera e propria setta fedele alle gesta sportive del Diego nazionale, nei fumetti ironici e irriverenti in cui un Maradona di cartone si diverte, sulle note dei Sex Pistols, a decapitare a pallonate le sagome di Bush, della Thatcher e di Reagan. Ma non solo. Lo ritroviamo persino in quelle immagini sportive che dovrebbero costituire l’ossatura di un documentario calcistico ma che nell’occasione si trasformano nella forma comunicativa di un personaggio, nella potenzialità espressiva di un uomo capace per molto tempo di essere tale solo dentro i rettangoli verdi di gioco. Il segreto che rende questo film appassionante più di tante opere di finzione è il confronto tra miti, il gioco dell’incontro/scontro tra due personalità a-cui-la-vita-va-stretta, come recita l’abstract del dvd. Due uomini segnati dalla sofferenza che vivono del piacere di aprirsi all’altro, di trascinarsi a turno nel proprio mondo e di trovare punti di contatto in grado di unirli più della consanguineità e della parentela. Intriso di passione e partecipazione il Maradona di Kusturica è un film che costruisce emozioni, che le regala e che le registra. E’ la messa in scena farsesca di un duello gradevole giocato non solo sulle parole citate (Baudelaire, Borges) e pronunciate (quelle di Diego ed Emir) ma anche sulla fisicità, sul gesto e sugli sguardi. Sulla ritualità e sulla drammaturgia. Pane quotidiano per un fenomeno come Kusturica abituato a costruire ben più complesse architetture audiovisive dalle quali ancora una volta trae ispirazione per dare sostegno e alimentazione alla narrazione anomala del suo documentario. Un lavoro per larghi tratti difficile, quasi ostile nella sua progressione ma certamente impeccabile nella restituzione finale di un personaggio multiforme e sfuggente (nel vero senso del termine). Colui che, come la voce di Emir sottolinea nell’accompagnamento fuori campo alle immagini, rappresenta l’icona dell’epoca moderna, un soggetto warholiano mancato, il sex pistol del calcio internazionale o un ipotetico personaggio del cinema di Leone, Peckinpah e lo stesso Kusturica. Su queste citazioni e su molte altre finezze artistiche si gioca l’essenza di un documentario rarefatto, prezioso e profondamente magico. La cui bellezza si misura non su un movimento di macchina particolare, ma sull’incontro inspiegabile di immagini, persone e sentimenti. Un’alchimia difficile da spiegare ma utile da fruire, per chi ancora non lo avesse fatto, nell’intimità della visione privata offerta da questo prezioso supporto.

La qualità audio-video

Ottima la qualità del video in 16/9 così come è ottima la restituzione di una colonna sonora molto articolata e complessa. Fatta di voci che si toccano, cori, urla, rumori gradevoli e talvolta spiacevoli, attimi di tranquillità assordante e di chiasso piatto. Un impianto sonoro vivace e piacevole quello ideato dal “musicista” Kusturica. Quasi autonomo rispetto alla forza intima delle immagini.

Extra

Il trailer cinematografico è l’unico contenuto audiovisivo dell’edizione targata Feltrinelli. La quale, però, come ogni uscita della sua collana Real Cinema, allega come consuetudine un testo inedito scritto per l’occasione da esperti e cultori della materia. “I piedi in testa”, questo il titolo del prezioso inserto cartaceo, rappresenta un efficace e appassionante strumento con cui il fruitore potrà accompagnare, grazie alle parole di testimoni diretti (Ciro Ferrara ma anche lo stesso Kusturica) e di raffinati pensatori (Maurizio Crosetti, Darwin Pastorin, Dario Voltolini e Luca Mosso), la visione dell’opera e donare ad essa ancora più poeticità di quanta non ne sprigioni la messa in scena di Kusturica.


(Maradona by Kusturica) Regia: Emir Kusturica; fotografia: Rodrigo Pulpeiro Vega; montaggio: Svetolik Zajc; musiche: Stribor Kusturica; distribuzione dvd: Bim, Feltrinelli;
formato video: 1.85:1 16/9; audio: Dolby Digital 2.0 originale con sottotitoli in italiano

Extra: 1) Trailer cinematografico 2) Libro: I piedi in testa. Con interviste a Ciro Ferrara ed Emir Kusturica e contributi di Maurizio Crosetti, Luca Mosso, Darwin Pastorin e Dario Voltolini.


Enregistrer au format PDF