DVD - Snow buddies

Effetto cucciolo: è questo il punto di partenza intramontabile sul quale Snow buddies fonda tutta la sua carica comunicativa.
Non occorre una grande capacità affabulatoria, non serve una storia forte o un novero di personaggi psicologicamente ben delineati per costruire il senso di una pellicola. Basta un musetto dolce e tenero, bastano due orecchie abbassate, o il tremolio delle zampette ancora malferme, è sufficiente l’occhio dolce dall’espressione quasi umana o il mugolio affettuoso per catturare immediatamente il fanciullino (ma non quello pascoliano grondante di incertezze) che è in ciascuno di noi e condurlo verso la sospirata sospensione di coscienza.
Non l’infanzia vista con l’occhio di chi ricorda ancora cosa fosse essere bambini, ma quella contemplata dai nonni (non nell’accezione di Truffaut), con la condiscendenza di chi le contraddizioni del crescere se l’è sciolte nel ricordo e le ha fatte nostalgia. È la logica del pupazzetto che ha fattezze umane, ma umano non è mai stato e ci si gioca dandogli parola e movimento consapevoli della finzione.
Robert Vince, il regista di Snow buddies, fa esattamente questo, prende i suoi pupazzetti animati non dalla fantasia, ma da un nugolo invadente di ben fatti effetti speciali, e te li mette in bella fila sullo sfondo di una storia semplice e lineare dove ogni accidente è sempre dove ti aspetti che sia. È un nonno, travestito da bambino, che gioca coi cagnolini di peluche chiedendo ai più piccoli di partecipare all’avventura. È un po’ goffo, perché si vede che è più grande, e i piccoli un po’ se lo studiano con giusta diffidenza, un po’ partecipano perché un gioco è sempre un gioco.
Così la storia si costruisce con gli accessori che si ha a portata di mano. I peluche son tutti uguali? Basta un piccolo dettaglio a far la differenza!
Un cappellino rosa, di lana trapuntato (di quelli che le nonne italiane te li facevano con due ferri nelle notti d’inverno) ti basta a far la femminuccia del gruppo che mangia gelato fragola e vaniglia, non ha paura di chiedere istruzioni quando si perde per strada ed ha la saggezza delle leader femministe di nuova generazione. Rosebud, il suo nome, se lo cuce addosso inconsapevole che, a portar una slitta, cita Orson Welles ogni volta che compare sulla scena.
Allo stesso modo un’esotica bandana è più che sufficiente a farti Buddha, un cucciolo da meditazione che invece di contare, a nascondino, recita mantra ed è pacato e un po’ sputasentenze. Segno che in America c’è ancora qualche difficoltà a comprendere l’essenza del non io zen.
E così via, di accessorio in accessorio cinque cuccioli prendono vita per il sollazzo dei più piccoli con la loro parlantina inarrestabile e le loro piccole perle di saggezza. Così consapevoli che l’unione fa la forza che non lo ripetono neanche più. Si mettono davanti ad una slitta e, in men che non si dica, la sanno già portare come non avessero fatto altro nella vita. Del resto li ha addestrati Talon, il vecchio Hasky della foresta, il saggio indiano che ha sempre sagge lezioni da impartire.
L’avventura da portarsi a casa è semplice: aiutare un bambino che tutte le sere chiede a Babbo Natale cani da slitta a partecipare ad una gara, col padre che non vuole e la mamma che guarda a distanza preoccupata.
Il sogno non è la ribellione ad un padre padrone, ma la rassicurazione ad un genitore preoccupato che non sale più sulla slitta perché ha paura di veder morire i suoi cani come l’ultima volta. Sicché il piccolo partecipa alla gara prima di tutto per dimostrare al padre che non si può vivere rintanati in casa e poi perché la corsa con la slitta è il suo vero sogno e gli altri sport son solo surrogati nei quali gli sarà per sempre impossibile eccellere: l’american dream (con)fuso col romanzo di formazione. Della serie "scopri il tuo vero io e non potrai altro che vincere".
Alla fine i genitori avranno imparato qualcosa dai bambini e dai cuccioli, ma non viceversa.
Snow buddies ribalta le regole del bildungsroman: ti mette in scena bambini che si confrontano con problemi da adulti e che li superano brillantemente, ma senza crescere, restando bambini.
I cinque cuccioli non hanno imparato niente dal viaggio che Buddha diceva essere importante. Tali erano all’inizio, tali restano alla fine. Erano perfetti già così, ci dice il regista, e la perfezione non può diventare grande. Allo stesso modo anche il cucciolo umano, alla fine del film, non diventa adulto. Certo ha vinto la gara, ha trionfato sulle avversità, ha dimostrato il suo coraggio anche nell’aiuto del cattivo che (francese) non si ravvede neanche nel finale, ma in conclusione cade tra le braccia dei genitori più piccolo di prima. Ti diventa, al più, un adulto in miniatura. E lo fa, come in tiro di dadi al gioco dell’Oca della vita, senza esser mai passato per il via dell’adolescenza.
La qualità audio-video
La qualità del riversamento di questo film su dvd è assolutamente fuori discussione. La Disney conferma ancora una volta l’eccellenza tecnica delle sue proposte editoriali. Il quadro sempre nitido e pulito, la tavolozza cromatica sempre variegata, il senso di profondità che raramente viene meno sono i segni di una cura estrema nei confronti di un prodotto che, dominato com’è dal bianco accecante della neve e dal buio delle scene notturne, prestava naturali resistenze al passaggio su dvd.
Ugualmente entusiastiche le considerazioni per quel che riguarda l’audio che si avvale di ben quattro diverse codifiche (tutte in 5.1) per Italiano, Inglese, Tedesco e Spagnolo. I bambini nostrani certo opteranno per la traccia italiana, ma per i più grandi consigliamo la traccia inglese che si avvale di un doppiaggio delle parti canine più accurato.
Extra
Notevole anche la galleria dei contenuti speciali presentati in questa pregevolissima edizione di un film non sempre ispirato.
Si parte dalla galleria degli errori: un numero di finti ciak sbagliati costruiti appositamente per questa edizione dvd. Tra i vari contributi questo è senz’altro il meno interessante, ma anche il più divertente.
La magia degli effetti speciali è un brevissimo documento sulle parti aggiunte in computer grafica. La voce fuori campo del regista spiega i motivi di ogni singola scelta artistica e ne commenta i risultati.
Documentario canino è un altro buffo special-backstage sui cuccioli che certo appassionerà i più piccoli.
Opzionando la funzione Bocconi da cuccioli diventa possibile visionare il film con il commento audio dei piccoli protagonisti canini del film. Una traccia audio di cui avremmo fatto volentieri a meno.
Conclude il pacchetto un coinvolgente video musicale.
(Snow buddies); Regia: Robert Vince; interpreti: Dominic Scott Kay, Lise Simms, Mike Dupod; distribuzione DVD: Walt Disney
formato video: 1.78:1 - 16/9; audio: Dolby Digital 5.1 Italiano, Inglese, Tedesco, Spagnolo; sottotitoli: Italiano, Inglese, Inglese per non udenti, Tedesco, Spagnolo
Extra: 1) Video musicale 2) Errori 3) La magia degli effetti speciali 4) Documentario canino 5) Bocconi da cuccioli
