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DVD - Super 8 Stories

Pubblicato il 18 febbraio 2010 da Carlo Dutto


DVD - Super 8 Stories

Questa è la storia di un regista, Emir Kusturica e il gruppo in cui suona o strimpella la chitarra, la No Smoking Orchestra (Zabranjeno Pusenje il nome originale) nata come punk-rock band più di vent’anni fa in una Belgrado ancora non stuprata dai bombardamenti della Nato. Prodotto nel 2001 dalla Fandango, che ne ha permesso l’uscita nei cinema italiani, il documentario Super 8 Stories, prende spunto dalla turnèe europea del gruppo. La narrazione si dipana lungo un lasso di tempo indefinito, etereo: la band attraversa l’Europa riempiendo teatri di pubblico entusiasta dei nuovi ritmi slavo-gitani ‘ridigeriti’ e lanciati dal musicista Goran Bregovic, lasciando indietro le macerie di una guerra che ha cambiato la geografia dei popoli e delle nazioni. Un viaggio in cui la musica trascinante Unza -Unza ‘racconta un mondo’, come recita il sottotitolo del film, accompagna lo spettatore in un universo, quello privato dei musicisti stessi, che ha il nome di Balcani. Il regista bosniaco di origine serba ha sempre dimostrato, più che dichiarato, d’essere ‘cittadino d’Europa’: basti ricordare che nel 1995, nel pieno delle polemiche di mitologia espansionista filo-serba, pur con produzione franco-tedesca, Kusturica riuscì a presentare a Cannes il suo Underground con i colori della Comunità Europea.

Come in tutti i lavori del regista di Sarajevo, l’apparente confusione si eleva a paradigma di una ben oliata struttura finemente studiata: nel corso degli 88 minuti del film, si coniugano con levità il bianco e nero sgranato degli home movies in super 8 al colore accentuato del divertente video musicale, passando per il bianco e nero a camera fissa di un presente (allora) precipitato nella guerra. Tra interviste, gustose slapstick improvvisate, momenti di intimità familiare, questo leggero rockumentary si fa apprezzare più per ciò che fa intuire che per ciò che si vede sullo schermo. La guerra rimane fuori dal finestrino del furgone che trasporta la band in lungo e in largo per l’Europa, la morte fratricida viene evocata anche grazie al contrasto, efficace e tragico, tra una musica vitale e catartica e le (poche) immagini e notizie che giungevano nel resto d’Europa, di cui comunque non si fa accenno alcuno. Lo sforzo è quello di pensare alla No Smoking Orchestra come una sorta di antidoto alla violenza, una risposta anti-retorica alla distruzione. E così, come non pensare alle stragi e alle fosse comuni, vedendo le immagini di un cimitero per animali, ripreso durante la tappa in Germania?

Un documentario che parte come un collage di immagini, situazioni, epoche e che utilizza tutta una mole di materiale girato senza una vera e propria linea registica a monte. La regia si instilla piuttosto nel lavoro di montaggio dello shootage, i dietro le quinte che vedono i momenti precedenti e successivi ai concerti della band. La presenza del regista risulta quindi più una esigenza di visibilità, un marchio di fabbrica che difficilmente si sarebbe avvertito con il semplice lavoro di montaggio. Una osmosi a volte non perfettamente riuscita, che privilegia proprio l’aspetto più privato della famiglia Kusturica, con il continuo rimando visivo al figlio Stribor, gigantesco batterista della band e giovane goliardico dai modi virili e pugnaci. Scorrono quindi i super 8 della sua infanzia, le riprese private amatoriali firmate dal futuro regista, che rimandano a una innocenza che la guerra dei Balcani ha spezzato perentoriamente. Le immagini catturano gli opposti: l’aspetto clownesco-goliardico dei componenti della band si mescola ai racconti più privati del musicista, costretto a suonare ai funerali (di guerra?) per poter sopravvivere: ‘le prime volte piangevo sempre, poi ci ho fatto l’abitudine, dovevo pur mangiare’, sibila sul furgone della band in viaggio. Sullo sfondo, le macerie di una terra ribaltata, persa e allo sbando dopo la morte di Tito. Ma la voglia di riemergere dopo il buio, come i personaggi underground inconsapevoli , non può che esplodere con mestizia nel lirico finale. Lo sfondo: uno dei tanti ponti fatti crollare durante la guerra balcanica prima e della Nato poi. In primo piano un uomo suona la fisarmonica sulla chiatta che attraversa il fiume. L’acqua scorre sotto, i titoli a lato.

La qualità audio-video

Il formato in 16/9 non adattato al piccolo schermo, non risulta fastidioso, facendo ben amalgamare i diversi livelli di racconto del film, dalle scene dei concerti alle interviste agli inserti di home movies. La scelta di lasciare l’audio originale risulta fondamentale per l’immediatezza del documentario. Immediatezza che viene elusa dall’incomprensibilità dei sottotitoli con scritte bianche, spesso ostici da leggere nelle scene del bianco e nero. Da segnalare a questo proposito l’ottima resa del bianco e nero nelle interviste sul furgone del gruppo.

Extra

Non è stato previsto alcun extra; anche l’accesso diretto alle scene, come segnalato nella copertina del dvd non è presente nel menu. Solo alcune note di produzione, molto difficili da leggere.

[Carlo Dutto]


(Super 8 Stories) Regia: Emir Kusturica; interpreti: Emir Kusturica e la No Smoking Orchestra; distribuzione dvd: Fandango, Cecchi Gori Home Video;
formato video: 16/9; audio: originale 2.0; sottotitoli: italiano;

Extra : 1) Note di produzione


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