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DVD - Sweet sixteen

Pubblicato il 28 ottobre 2003 da Alessandro Izzi


DVD - Sweet sixteen

Il film

Il cinema di Ken Loach non sempre riesce, di fronte alle situazioni borderline e dolorose che descrive, a mantenere una propria lucidità di sguardo ed una propria oggettività. Talvolta, purtroppo, l’intento programmatico che muove l’autore e lo spinge alla realizzazione di una pellicola finisce per sopravanzare troppo le ragioni della poesia, col risultato di produrre più che dei veri e propri film delle opere polemiche, dei pamplhet cinematografici in cui tutto appare troppo detto e troppo dichiarato. Non è questo il caso di Sweet sixteen che, ultimo di una serie di pellicole non propriamente riuscitissime (ma Loach merita sempre e comunque la visione anche in quelle che possono essere le opere minori), ritrova quella scanzonata inventiva e quella capacità di affondare fin negli infimi recessi della psicologia umana che era stata il fiore all’occhiello di titoli del calibro di Riff Raff o di Piovono pietre. Tutto il film ruota intorno ai non certo dolci sedici anni di Liam, un ragazzo inglese che, nell’atavica fame di affetto dei giovani sbandati di oggi, sogna la famiglia e la stabilità che non ha mai potuto avere. La consapevolezza che il ragazzo ha dovuto conquistare troppo presto nel corso della sua breve esistenza è che questa stabilità può essere conseguita solo con l’aiuto dei soldi e che l’unico modo per ottenere quei soldi, in una società avara di occasioni di lavoro e di vera riscossa sociale, è quello di passare per le strade dell’illecito. Loach dirige con misurata passione uno spaccato di vita sociale fatto di brutture e di orrenda normalità, e consegna allo spettatore un’opera destinata a lasciare un segno più che duraturo negli annali del cinema. Attraverso una sceneggiatura che solo nella parte finale cede alle lusinghe della metafora (la scena di Liam che si aggira nel deserto dei suoi sedici anni ha il sapore tragico e l’impatto emotivo di un capolavoro neorealista che potrebbe portare la firma tanto di un Rossellini che di un Visconti), il regista dà libero spazio ad un nutrito, azzecatissimo stuolo di personaggi su cui spicca con sorprendente assolutezza il volto vitale e incisivo di uno straordinario Martin Compston. Per chi non l’ha ancora visto, un film da recuperare al più presto.

La qualità audio-video

Presentato dalla BIM in un 1.85:1 16/9 anamorfico, Sweet sixteen non perde proprio nulla nel passaggio dalla sala cinematografica al supporto digitale. Il riversamento è molto buono con un perfetto rispetto dei colori freddi e della fotografia spoglia della pellicola. Per quel che riguarda l’audio sconsigliamo vivamente il pur godibile 5.1 italiano e indirizziamo lo spettatore verso il monofonico originale. Film di questo genere non trovano quasi mai giovamento nella multicanalità, per cui è sempre meglio orientarsi verso il suono originale, anche per gli ovvi vantaggi della presa diretta.

Extra

Troppo pochi, ad essere sinceri, gli extra proposti in questa edizione del film. Oltre al consueto trailer sono presenti nel disco una troppo breve intervista al regista e un microfilm che altro non è che un piccolo (e superfluo) speciale di Coming soon television sul film. Decisamente poco per un film di tale qualità ma, almeno l’intervista, merita senz’altro la visione.

(Sweet sixteen); Regia: Ken Loach; Interpreti: Martin Compston, Michelle Coulter, Annmarie Fulton, William Ruane; Distribuzione DVD: BIM

Formato video: 1.85:1 16/9 anamorfico; Audio: Dolby digital 5.1 italiano e dolby digital 2.0 inglese; Sottotitoli: Italiano.

Extra: 1) Trailer 2) Intervista a Ken Loach 3) Microfilm

[ottobre 2003]


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