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DVD - Tamara

Pubblicato il 20 febbraio 2007 da Alessandro Izzi


DVD - Tamara

Fecendo riferimento, non senza qualche forzatura, a They made me a criminal, si può affermare che i veri protagonisti di Tamara di Jeremy Haft sono, in fin dei conti, i Dead End Kids del nuovo millennio.
I giovani di questo piccolo horror (datato 2005) sono, infatti, una sorta di somma e prototipo di una realtà generazionale piuttosto problematica, di difficile definizione. Sono ragazzi incapaci di gestire la propria emotività, resi inabili, dalla famiglia, ma anche da un sistema scolastico a suo modo ‘vecchio’, a capire fino in fondo la portata delle proprie stesse aspirazioni e dei propri inconfessati desideri.
Figure a metà tra stereotipo e persona, i giovani di Tamara sono schiacciati dal bisogno di definire la propria individualità e l’esigenza di legarsi ad immagini codificate e rassicuranti che li rendano parte di un gruppo preciso e dai lineamenti immutabili. In questo frangente sono finiscono per confondersi, nella loro mente, tutti i confini tra il lecito e l’illecito, tra il naturale e l’abnorme, tra l’inutile e il necessario con tutti i problemi che questa cosa non può non comportare.
Il film parte come una sorta di omaggio complice al bellissimo Carrie – Lo sguardo di Satana di Brian De Palma. La struttura narrativa, almeno nelle prime battute, è praticamente la stessa: Tamara, come Carrie è il perfetto campione di adolescente non integrata tra i suoi coetanei. Come il personaggio depalmiano anche la protagonista di questa pellicola nasconde, dietro le fattezze un po’ goffe del brutto anatroccolo un incredibile potere che diventa ben presto un indicibile strumento di vendetta. In entrambi i casi la molla che fa scattare il meccanismo narrativo è uno scherzo crudele ideato da loschi compagni di classe coadiuvati, in tutte e due le pellicole, da una ragazza fondamentalmente ingenua e buona, e del tutto ignara dei meccanismi che gli altri hanno messo in moto intorno a lei.
La logica dell’omaggio a Carrie tocca il suo vertice e il suo momento più consapevole poco prima dell’inizio della catena delittuosa quando la giovane ragazza sogna di essere aggredita da Tamara e si sveglia tra le grida toccandosi il braccio su cui si vedono ancora i segni di una mano come nella scena shock che conclude il capolavoro di De Palma in cui Amy Irving è svegliata da un incubo non meno terribile.
Da questo punto in poi, comunque, il film di Haft, nel descrivere il succedersi di vendette incrociate che è il cuore pulsante della pellicola, prende strade nuove, in parte anche piuttosto originali che finiscono per discostarlo completamente dal suo modello. E se certo non si può negare che la successione di morti e colpi di scena segua un tracciato sin troppo meccanico, non da meno la logica da contrappasso che imposta i vari delitti/punizioni è in alcuni momenti anche piuttosto efficace e ben scritta (per avere parti anche ben girate bisogna, comunque, aspettare quasi la fine).
Film di genere e sul genere Tamara, che tutto è fuorché un capolavoro, non sembra avere l’ambizione di volersi come affresco di un’intera generazione (miracolo che, invece, riusciva a De Palma) e rivolge tutta la sua attenzione sulla descrizione di una provincia americana come se ne sono viste tante nell’horror di serie B.
La Flamingo prosegue con questa edizione, la sua carrellata di film costruiti su altri film, tra omaggi cinefili e il palese bisogno di ancorarsi ad una forte tradizione di genere. E nel far questo, in fondo, porta avanti un’operazione gradita e meritevole.
Per i fans del genere.

La qualità audio-video

Sulla base di un formato 1.85:1 anamorfico è stata portata avanti un’operazione di compressione della pellicola originale piuttosto riuscita. L’immagine è sempre nitida e pulita anche nelle molte scene buie o ad illuminazione precaria.
Per quel che riguarda il suono ci sono due tracce. Quella italiana di avvale di un 5.1 mai realmente avvolgente, ma adeguato ad una resa effettistica delle svariate situazioni da ‘salto sulla poltrona’ che restano il pane quotidiano per film di questo tipo. Quella originale inglese conta, invece, di un più modesto 2.0 comunque pulito e piuttosto ben bilanciato. Sottotitoli in italiano per non udenti.

Extra

Tre schede scritte. La prima, di una pagina appena, dedicata alla non lunghissima carriera del regista Jeremy Haft. La seconda, un po’ più corposa, riassume il curriculum vitae della giovane protagonista Jenna Dewan. Mentre la terza, inaspettatamente, si concentra sull’attore Chad Faust che, tra tutti, dovrebbe essere il più famoso. Si è visto addirittura in Smallville.
Fuor d’ironia: del tutto superflui.


(Tamara); Regia: Jeremy Haft; interpreti: Jenna Dewan, Matthew Marsden, Chad Faust, Gil Hacohen, Katie Stuart; distribuzione DVD: Flamingo Video
formato video: 1.85:1 Anamorfico; audio: Italiano dolby digital 5.1, Inglese dolby digital 2.0; sottotitoli: italiano per non udenti

Extra: Schede sul regista e i due attori principali


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