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DVD - The haunted airman

Pubblicato il 23 aprile 2010 da Alessandro Izzi


DVD - The haunted airman

In Italia il nome di Dennis Wheatley suscita le stesse perplessità di quello di Carneade di Cirene. Lo si incontra e si chiude il breviario continuando a camminare per la stanza rimuginando nell’incertezza come faceva Don Abbondio dopo aver letto su un libro il nome del filosofo greco. In Inghilterra il suo nome è più facilmente legato ad una serie di romanzi di matrice orrorifica densi di riferimenti all’occultismo, alle messe nere e ai riti satanici. Il cinefilo, specie quello davvero amante del genere, assocerà invece questo nome a due non eccellenti pellicole Hammer: The devil rides out e To the devil a daughter, quest’ultimo con vaghi accenti alla Rosemery’s baby.
Di fatto Dennis Wheatley fu un romanziere di successo che, in patria, riuscì a tener testa per vendite nientemeno che ad Agatha Christie. I suoi racconti grondano impeto celtico e si sostanziano di una sotterranea paura dell’incubo comunista. The haunting of Tony Jugg (da cui è tratto il film televisivo The haunted hairman), in particolare, racconta di un povero soldato inglese costretto a ricoverarsi in un ospedale di campagna a seguito di un incidente occorsogli in guerra. La tenuta in questione è, però, governata da un gruppo di biechi bolscevichi al soldo dell’ideale sovietico la cui unica occupazione è tenere i soldati fuori dal conflitto e il cui unico hobby è dedicarsi alle messe sataniche.
In una lapalissiana dimostrazione di intenti il satanismo delle messe nere viene, quindi, associato al comunismo allo stesso modo con cui la realtà hippie della Londra del ’68 veniva vista, nei due film Hammer testé citati, come culla ideale per il figlio del demonio. Tony Jugg capisce sin da subito quanto sia pericolosa la sua posizione, ma da baldo soldato al servizio di sua maestà, riesce a sgominare la banda di malfattori e a riportare giustizia sulla terra.
Questo non certo incandescente materiale narrativo, nelle mani del regista Chris Durlacher subisce trasformazioni radicali. Scompaiono, infatti, tutti i riferimenti ai riti satanici e ai comunisti mangia bambini, mentre l’orrore assai concreto del romanzo si fa sfumato e tutto interiore. Nel protagonista, afflitto da visioni terribili di ragni neri che sgambettano nel cuore della notte, si insinua prepotente un senso di colpa del tutto estraneo al protagonista delle pagine di Wheatley: l’orrore per la guerra e la pietà per le sue vittime innocenti.
Tony Jugg, pilota di bombardieri, è un soldato che ha ascoltato le note del War Requiem di Britten e che ha letto le poesie di Owen. Della guerra si porta dentro un ricordo terribile ed un senso di colpa che invano il dottore che lo ha in cura cerca di mitigare. Il suo essere costretto sulla sedia a rotelle è la sublimazione di una paralisi interiore e del bisogno di una catarsi impossibile.
Il regista sceglie, per il suo racconto, un punto di vista interno. La macchina da presa aderisce allo sguardo del personaggio in cerca, almeno all’inizio, di un’ambiguità jamesiana che si vuole debitrice di The turn of the screw. Non si capisce mai fino in fondo quanto quel che vediamo sia vero o semplicemente frutto della mente malata del protagonista. La narrazione procede per associazioni incerte, per dissonanze pervicacemente ricercate che precipitano il tutto in un clima espressionistico con venature kubrickiane (ogni riferimento a Shining è puramente voluto)-
La stessa costruzione dello spazio segue direttive quasi astratte con una messe di raccordi deboli e di campi e controcampi impossibili che uniscono lo sguardo a scene di guerra tutte interiori.
L’intenzione è buona, il risultato, purtroppo, debole perché la cifra stilistica appare per lo più cerebrale ed incapace a farsi motivo poetico reale. Il pubblico delle ragazzine accorerà a comprar copia di questo TV movie di appena un’ora e dieci (durata televisiva) perché nella parte del malcapitato Tony Jugg c’è l’idolo Robert Pattinson che addirittura, leggenda pubblicitaria grida, compare in una scena nudo. La delusione, per loro, sarà doppia: la scena di nudo è, in realtà, un breve campo in una vasca da bagno che lascia tutto all’immaginazione e il film decisamente non è Twilight, né una sua pallida fotocopia.

La qualità audio-video

Il blu è il colore dominante di questa piccola opera televisiva. Un colore facile, ma spesso contiguo al più insidioso nero che chiede sempre, a gran voce, profondità e sfumature. Qui la tavolozza è piatta, ma non per questo inefficace. Forte dell’eccezionale brevità del film, il dvd sfodera una resa video buona, ma un pochino al di sotto di quello che sarebbe stato lecito aspettarsi.
Buono anche l’audio. Tra le tre tracce è preferibile, paradossalmente, l’originale bifonico, più chiaro, aperto e dinamico. E anche Robert Pattinson ci fa più bella figura con la sua vera voce.

Extra

Non uno che sia uno! Per un film così corto è un peccato capitale.


(The haunted airman); Regia: Chris Durlacher; interpreti: Robert Pattinson, Julian Sands, Rachael Stirling, Melissa Lloyd; distribuzione DVD: Dall’Angelo
formato video: 1.78:1 - 16/9; audio: Italiano Dolby digital 5.1 e 2.0, Inglese Dolby Digital 2.0; sottotitoli: Italiano

Extra: Assenti


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