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DVD - Tristana e la maschera

Pubblicato il 8 dicembre 2008 da Alessandro Izzi


DVD - Tristana e la maschera

Una nave all’ancora del porto dell’isola di Pago Pago. Un’imbarcazione proveniente da Los Angeles col suo carico umano di persone che sanno di dover presto cominciare una nuova vita. Un ufficiale della nave cerca tra i passeggeri affacciati verso l’avvenire, persone che abbiano qualcosa da scrivere sul libro degli autografi prima di lasciare per sempre l’imbarcazione sulla quale hanno viaggiato giorni e giorni. Massime proverbiali, semplici riflessioni e firme si affollano sulle pagine bianche del taccuino. La macchina da presa ne sceglie, per noi, quattro e ne fa oggetto di visione e riflessione. Le scrivono personaggi che ancora non conosciamo, ma che tanta parte avranno del film che sta appena cominciando.
La prima è a firma di un pastore protestante e recita: “La lama della riforma è l’unica speranza di un mondo senza peccato” (Alfred Davidson).
La seconda, vergata di proprio pugno dalla moglie dell’uomo sembra essere una diretta prosecuzione del discorso avviato dal marito: “L’uomo retto non esiterà nel denunciare il male” (Signora Alfred Davidson).
La terza scompagina, invece, le carte in tavola: “La tolleranza è una virtù davvero magnifica; è un peccato che così pochi tra noi la posseggano” (Dottore e Signora Angus McPhail).
L’ultima introduce nel novero delle colte citazioni un lato più spiccatamente popolare: “Sorridi, zuccone, sorridi: ché per quanto dura sia stata oggi, domani andrà sicuramente anche peggio” (Sadie Thompson).
Ed ecco che, nello spazio di appena poche inquadrature e mediante l’uso accorto di sole quattro didascalie, Raoul Walsh, regista di Tristana e la maschera (incomprensibile titolo italiano che va a sostituire il più semplice Sadie Thompson dell’originale) ci presenta, senza infingimenti e senza inutili preamboli il suo poker d’assi.
Il film sta tutto qui, in questi brevi fotogrammi di luminosa semplicità. La composizione dell’immagine fa il resto.
Due coppie di coniugi definiscono, sin dall’inizio, lo spazio sociale nel quale si disegnano i contorni del destino atroce della povera Sadie. Entrambe esponenti di un’intelighenzia non certo provinciale, le due coppie hanno modi diversi di affrontare il mondo come è reso evidente sin dalle professioni dei due uomini: pastore il primo (e, quindi, dedito alla cura delle anime dei suoi fedeli), medico il secondo (tutto legato al fisico della carne e del corpo).
Nero il pastore (con la sua divisa d’ordinanza composta sull’assoluta morigeratezza) e bianco il medico, i due uomini rappresentano, di fatto, i colori dello scacchiere di una battaglia tra bene e male in cui i colori della casacca delle diverse squadre si rivela invertito come nella battaglia sui ghiacci di Aleksandr Nevski. Il predicatore è, infatti, sin dall’inizio legato alla dimensione assoluta del nero, un non colore maligno che parla per assoluti, come assolutistiche sono le massime che l’uomo e la moglie vergano sul taccuino della nave. Sono il segno di un modo di concepire la religione che è avvizzito come l’albero di fico sul quale si è impiccato Giuda, un trionfo di precetti da rispettare e regola da salvaguardare che tengono conto più dell’apparenza che della sostanza.
Il dottore è, invece, figura solare di una tolleranza a suo modo quasi laica, fondata sul buon senso tanto bello a parole quanto difficile da attuare. Che siano due facce della stessa medaglia ce lo dice il fatto che i personaggi condividano lo spazio di una sola inquadratura, che vivano nella prosecuzione di un solo movimento di macchina.
Dall’altro lato (o meglio, giù, dopo una breve scalinata che ci dà anche il senso di un abbassamento della gerarchia sociale) c’è Sadie Thompson una ballerina cantante losangelina dal torbido e dubbio passato che porta, all’isola, un bagaglio fatto di carnalità insistita e di sessualità imperante. La donna che tutti i marinai dell’isola stavano aspettando per nutrire le loro non certo caste fantasie.
Sadie, esponente di un proletariato sfruttato e dolorante, è donna senza mezze misure. Non si vergogna del proprio passato, ma neanche lo fa materia di vanto. Ad inizio film ci consegna la sua massima che è il proclama di tutti i poveri diavoli del mondo: domani sarà sempre peggio di ieri. La storia della sua vita e di quella di tutti.
Raoul Walsh la guarda con simpatia e ce la tratteggia (complice una superba Gloria Swanson) senza lasciarsi andare a facili moralismi. Figlia del peccato, Sadie è pronta alla redenzione se le si concede l’occasione. Famelica di futuro non ha gli strumenti per affrontare il proprio passato ed annaspa nelle sue contraddizioni mentre il pastore le propone un avvenire di contrizione e il medico la lascia vivere incapace a darle una direzione.
Sadie è un angelo azzurro ante literam che obbliga il mondo borghese a scendere a patti con la sua abiezione. Lei è semplicemente se stessa, ma al suo contatto, il pastore non riesce a non scoprire il proprio bigottismo e il tollerante non riesce a non confrontarsi con la sua incapacità ad agire.
Il regista non offre soluzioni ad un problema che non si dichiara mai tale. Compone semmai uno spaccato da melodramma, fiammeggiante come gli occhi della Swanson, e figlio di un cinema muto che era arrivato alla massima padronanza dei suoi mezzi.
Da vedere in ogni caso!

La qualità audio-video

L’ultima parte del film, purtroppo non è arrivata fino ai giorni nostri. Il finale di uno degli estremi capolavori del muto si affida così solo alla nostra immaginazione. La Ermitage risolve l’impaccio di presentare un’opera monca con un artificio utile, ma limitato: aggiunge, in conclusione, dopo tutto il materiale proiettabile (non sembre in buone condizioni, come attestano bruciature, graffi e salti), qualche foto di scena e le didascalie tratte dallo scenario originale. Capiamo come va a finire la storia, ma ci resta arcana la progressione psicologica che porta Sadie dal dolore provocato dall’ultimo inganno del pastore alla serenità non esente da nubi del finale. Ad ogni modo il riversamento del film è buono e tutto il salvabile è stato certamente salvato.
L’audio mono fa il suo dovere nel restituire la musica di scena del film.

Extra

Qualche scheda scritta non ci ripaga dalla delusione di non aver trovato qualcosa sul difficile lavoro di recupero della pellicola. Nella media, comunque, dei dvd della Ermitage che valgono l’acquisto soprattutto per l’eccellenza della proposta editoriale.


(Sadie Thompson); Regia: Raoul Walsh; interpreti: Gloria Swanson, Raoul Walsh, Lionel Barrymore, Blache Friderici; distribuzione DVD: Ermitage
formato video: 1.33:1; audio: Italiano Dual Mono; didascalie: Inglese; sottotitoli: Italiano

Extra: 1) Biografia e curiosità su Raoul Walsh 2) Sinossi, note e curiosità inedite sul film 3) Biografia e Filmografia di Gloria Swanson 4) Biografia e influenze di Somerset Maugham 5) Dal proibizionismo al codice Hays


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