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DVD - Un uomo da bruciare

Pubblicato il 13 ottobre 2008 da Alessandro Izzi


DVD - Un uomo da bruciare

Salvatore è un Cristo laico. Peggio: è un Cristo comunista, una figura salvifica che, dopo la quaresima nel deserto rappresentato dall’Italia continentale delle tentazioni, torna in Sicilia, nel pieno degli anni Sessanta, a portare la buona novella della lotta di classe. L’isola di Pirandello non è, però, molto cambiata durante la sua breve assenza. I contadini sono sempre i miseri braccianti di un meccanismo di sfruttamento del lavoro cui non è possibile opporsi. L’ignoranza dilaga per ogni dove senza che nessuno riesca a porvi un rimedio. L’intervento statale è nullo e si limita alla mera applicazione di quelle leggi che fanno comodo ai mafiosi di turno mentre tutte le altre sembrano essere state depennate dal codice civile. I paeselli, poi, sembrano sempre costruiti con calce, sudore, sangue e sin troppo sole. Ovunque si guardi intorno, Salvatore scorge solo la solita povertà e una folla di miseri che non riesce a farsi gruppo organizzato, che non riesce a rendersi conto per davvero che, uniti, potrebbero costruire molto.
La Sicilia resta ancora la terra dei limoni: aspra ed assolata, fondata sugli opposti del bianco e del nero, dolente e al tempo stesso indolente. Soffre nel suo dolce far niente e, al tempo stesso, resta incapace all’azione, inabile ad ogni tipo di cambiamento radicale. Per ogni contrada, tra le case e la polvere dei selciati, su ogni volto, dentro ogni sguardo si annida la massima gattopardesca che “bisogna che qualcosa cambi perché tutto resti com’è”.
Per Salvatore, che ha studiato nelle scuole del continente e che ha visto che un modo di vita diverso (magari non poi tanto migliore, ma comunque diverso) è possibile, il ritorno alle abitudini di casa è impraticabile. Ora che sa come vanno le cose nel gran mondo non riesce più ad accontentarsi del solito tozzo di pane annaffiato da un bel bicchiere di Nero d’Avola. Salvatore vuole che tutto cambi e che nulla resti com’è. La parola d’ordine è Rivoluzione. Il passaggio obbligato è l’occupazione delle terre i cui frutti devono andare, d’ora in poi, a chi le coltiva col sudore sulla fronte e non alla mafia o ai potenti di turno.
Il problema è che l’occupazione, Salvatore, non la può certo portare avanti da solo. Ha bisogno dell’aiuto degli altri; gli servono le altre braccia e gli altri corpi perché ogni cambiamento reclama un numero, una massa.
Così Salvatore tenta di conquistare le menti dei suoi compaesani. Li seduce con la forza delle idee. Dimostra la giustezza delle tesi come un maestro che per insegnare ai bambini ricorre alla favola colorata e fascinosa. Si fa cantante, Salvatore, e tutti gli altri contadini rispondono come un coro in una messa di passione. Ed ecco che si forma, per la prima volta nel cinema dei Taviani (che qui firmano la pellicola insieme con Valentino Orsini) quella contrapposizione tra singolo e società che diverrà, col tempo (Un uomo da bruciare è solo il primo film di una filmografia esemplare fino a qualche titolo fa), la spina dorsale di tutta una poetica.
Ma le menti dei contadini sono refrattarie a tanta novità. Le idee son belle, ma vivono nel lungo termine, mentre i mafiosi continuano ancora ad abitare a cento passi dalla casa di tutti. E nottetempo lucidano le pistole per Dio solo sa quale sparatoria.
Così Salvatore, che non è riuscito a far proprie le menti dei suoi compagni, tenta la strada dei cuori. Canta le canzoni che parlano di cose semplici e giuste, usa le parole che suscitano, immediate, i sentimenti. Ma il cuore dei siciliani è duro. L’ha fatto tale l’abitudine al sopruso e il continuo avvinghiarsi come ostriche agli scogli del passato contro i marosi di un avvenire che pure si continua a sognare migliore.
Odiato dalla mafia, inviso dai suoi stessi compagni, impossibilitato a far ritorno a quel continente dal quale era giunto con una valigia nuova e i vestiti che lo tenevano tutto in tiro, Salvatore è destinato alla morte a tradimento. Ma come il Cristo risorge dalla tomba, anche il feretro di questo personaggio esemplare diventa per i contadini una bandiera di riscatto. La scena finale del film è su un corteo funebre che passa sotto i balconi dei mafiosi. Con passo frettoloso, ma fermo, ed una marcia scandita dalla banda.
Martire ed eroe, Salvatore è, e resta per tutto il film, un personaggio profondamente siciliano. Contraddittorio ed incomprensibile, alterna momenti di eroismo consapevoli a ripiegamenti strani. Gli autori scavano nel suo ritratto alla ricerca non dell’icona, ma dell’uomo. E sta proprio qui il motivo del fascino del film. Un uomo da bruciare è un film politico che non invecchia con l’invecchiare delle idee che l’hanno generato. Forse perché prima di essere politico è, appunto, un film e i due termini non vanno mai in contraddizione.
I Taviani, insieme con Orsini, firmano una pellicola ancor oggi incredibilmente necessaria. Un film classico nella forma e nella struttura (con quella sceneggiatura divisa in blocchi che diverrà una cifra distintiva del cinema dei due autori toscani), ancorato alla lezione del neorealismo, eppure già lirico nella sua adesione ai paesaggi e ai più segreti moti dell’animo. Un film la cui visione andrebbe imposta in parlamento un giorno sì e l’altro pure.

La qualità audio-video

Non proprio eccellente la qualità del riversamento della pellicola. Il bianco e nero del film, pur rispettato nei suoi contrasti, pare un poco appiattito e limitato nella profondità in particolar modo nelle scene più buie e notturne. I neri, in particolare sembrano essere privi di sfumature e di passaggi graduali con conseguente perdita di dettaglio per tutte le cose che sono in ombra e quasi invisibili. Inoltre, in alcuni momenti, si ravvisano palesi segni di compressione con l’apparizione di fastidiosi aloni violacei che rovinano la pulizia del quadro. Nel complesso, comunque, la riproduzione del dvd si attesta su livelli accettabili.
È presente una sola traccia audio monofonica abbastanza pulita. Nessun sottotitolo. Un disco, nel complesso, di scarsa appetibilità per il mercato estero.

Extra

Solo il trailer che resta pur sempre un pregevole documento d’epoca.


(Un uomo da bruciare); Regia: Valentino Orsini, Paolo e Vittorio Taviani; interpreti: Gian Maria Volontè, Didi Perego, Spiros Focas, Lydia Alfonsi, Vittorio Duse, Alessandro Sperli, Turi Ferro; distribuzione DVD: Surf Video - Cecchi Gori
formato video: 16/9; audio: Italiano Dual Mono; sottotitoli: assenti

Extra: 1) Trailer


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