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DVD - Why we fight vol. I

Pubblicato il 28 giugno 2005 da Alessandro Izzi


DVD - Why we fight vol. I

Il film

Alla base del progetto di Why we fight esiste una vera e propria contraddizione in termini, un puro ossimoro culturale senza precedenti nella storia del cinema che cerca incessantemente il punto di fusione tra le categorie estetiche del documentario nella sua adesione disperata al Vero storico, al fatto e le logiche del film di propaganda che quello stesso Vero deve piegare, forgiare definire entro un piano discorsivo sempre volto alla dimostrazione di un assurto che preesiste ad ogni tipo di documento. Se lo scopo ultimo di ogni documentario è sempre informare, porre all’attenzione del pubblico elementi nuovi possibilmente sconosciuti, la serie di cui stiamo parlando aveva, invece, fin dalle sue contingenze produttive, una funzione puramente didascalica nel senso che serviva per portare l’audience a fare e, soprattutto, a pensare determinate cose. La serie, proposta dal governo degli Stati Uniti per convincere l’elettorato della necessità dell’entrata in guerra durante il secondo conflitto mondiale di un’America appena colpita dallo shock di Pearl Harbour e immediatamente posta sotto l’egida produttiva di Frank Capra che era stato individuato come il regista che meglio era riuscito ad esprimere l’ottimismo di una nazione avviata verso il New deal roosveltiano, segna quindi il primo consapevole tentativo di utilizzare la carica realistica dell’immagine documentaria per indirizzarla verso un afflato spettacolare più affine al film vero e proprio che non ad altro. Ne viene fuori un prodotto ibrido, linguisticamente affascinate, che colpisce ancora oggi per la sua inesausta capacità di coniugare il dato storico con quella precisa manipolazione della realtà che è tipica del film di genere. E non bisogna aspettare di vedere il quarto documentario della serie (quello dedicato alla battaglia d’Inghilterra: il più decisamente narrativo, condito com’è da tutta una serie di piccoli siparietti familiari tutti volti a mostrare l’eroismo quotidiano degli inglesi sotto il bombardamento il cui way of life appare, incredibilmente, nell’orrore della situazione, fin troppo yankee) per rendersi conto di quanto la storia venga manipolata (seppure quasi mai veramente violentata) al fine di dimostrare l’importanza strategica dell’entrata in guerra degli Stati Uniti. Oggi come oggi, esaurita la funzione storica della serie, non ci resta che prendere atto della forte carica teorica che sostanzia il tutto. Perché i vari film non sono altro che una numinosa dimostrazione della possibilità della “macchina cinema” di piegare le immagini obbligandole ad assumere sensi sempre diversi in virtù della posizione che occupano all’interno di precisi contesti. Sicché le immagini di folla girate dai teorici del Terzo Reich per dimostrare al mondo la potenza della nazione tedesca nonché l’enorme carica di adesione popolare al regime possono tranquillamente, con l’aggiunta di qualche suono e di una voce fuori campo, essere trasformate in una precisa denuncia al fanatismo e alla codardia dell’uomo che abdica dalla propria stessa intelligenza (che è sempre assimilata al modo di vivere medio americano) per abbracciare il fanatismo e la violenza. L’apertura della serie è, in questo senso, assolutamente straordinaria nel suo contrapporre le ordinate file dell’esercito americano che parte in guerra e le fazioni non meno ordinate delle truppe nemiche. In entrambi i casi abbiamo certo a che fare con imponenti scene di folla, ed entrambe le immagini potrebbero essere un’ennesima dimostrazione di quanta parte abbia l’uomo massa nella costituzione di ogni forma di regime, ma la voce narrante e l’accorto uso delle musiche non tardano a farci distinguere il Bene dal Male, l’espressione della Libertà da quella dell’Asservimento. I due assi di sempre, a pensarci un momento, della realtà politico sociale americana per cui la scelta editoriale della RHV assume, nella prospettiva dalla recente guerra al terrorismo che si avvale di strumenti comunicativi non dissimili anche se esteticamente meno interessanti di quello che stiamo analizzando, un preciso valore politico.

La qualità audio-video

Per documentari così datati non ci si poteva certo aspettare molto. Eppure incredibilmente il master di questa edizione in cofanetto che unisce all’indiscutibile interesse della proposta e all’eleganza del cofanetto anche un prezzo incredibilmente basso, è quanto di meglio potevamo desiderare. L’immagine è sempre nitida e pulita, il bianco e nero discretamente preservato e i salti di tono tra le sequenze evidentemente girate appositamente per il film (una su tutte la bellissima sequenza della vetrata della chiesa infranta a mostrare, subito dietro, nella strada, i manifesti dell’incombente regime nazista: un raro esempio di retorica cinematografica asciutta e composta) e quelle tratte da traballanti documentazioni in loco della realtà storica sono meno violenti di quanto avremmo potuto aspettarci. Anche le sequenze animate da Walt Disney con l’intento di vivacizzare la statica rappresentazione di mappe e cartine necessarie ad ogni documentario di guerra mantengono inalterato il loro discreto fascino figurativo. Sul fronte audio le opzioni sono due: un ben preservato audio originale, nitido e brillante e un più cupo, ma non inefficace audio italiano con una voce narrante che si inserisce nello spazio sonoro del documentario appiattendo solo di poco l’efficace equilibrio della pellicola.

Extra

Comprensibilmente nessun extra arricchisce il già notevole cofanetto se si eccettua il sontuoso booklet accluso nel primo dei quattro dischi contente una fedele cronistoria della produzione dei documentari, il breve, ma pregnante saggio scritto da Bazin all’uscita francese dei film e una buona presentazione del secondo e ultimo cofanetto su cui torneremo nelle prossime settimane.

(Why we fight vol. I); regia (editing): Frank Capra; distribuzione DVD: Ripley home video

formato video: 1.33:1; audio: Dolby digital 2.0 (Italiano, inglese); sottotitoli: Italiano.

Extra: 1) Booklet

Piano dell’opera:

Disco 1:

Prelude to war, The Nazis strike

Disco 2:

Divide and Conquer, The battle of Britain

Disco 3:

The Battle of Russia

Disco 4:

The battle of Cina, War comes to America

[giugno 2005]


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