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DVDimport - Cashback

Pubblicato il 20 novembre 2008 da Alessandro Izzi


DVDimport - Cashback

In principio c’era (e c’è ospitato tra gli extra di questo dvd) un conrtometraggio di una quindicina di minuti ad opera dello stesso regista: Sean Ellis.
In esso venivano raccontate le disavventure del turno di notte di un gruppo di impiegati di un grande magazzino, con le loro crisi esistenziali e i loro modi di passare il tempo e di ingannare l’attesa di un’alba sempre troppo lontana. Aperto dall’immagine di un soffitto di supermercato con le sue luci al neon e il rumore a distanza del ticchettio monotono di una cassa automatica, il breve esperimento di Ellis dichiarava la sua intenzione palese di giocare sui meccanismi della messa in immagine del Tempo. Gli stessi scaffali del negozio, ad esempio, sorvolati com’erano da lunghe panoramiche laterali, venivano letteralmente trasformati in veri e propri moduli ripetitivi che si susseguivano, nel piano di un’unica inquadratura, a scandire un ritmo preciso ed inesorabile. Allo stesso modo l’affollarsi di acquirenti tra i corridoi del supermercato, con i loro movimenti bruscamente accellerati giocavano sul movimento incessante dell’immanenza di un attimo privato di ogni significato ulteriore contro l’eternità immutabile delle pareti fisse per sempre al loro posto: lancette all’interno di un quadrante prigione.
La logica del corto era quella dell’abolizione di ogni forma di luogo/spazio e tempo ulteriori rispetto a quelli messi in immagine. Secondo una logica concentrazionaria, il montaggio durativo finiva per abolire ogni connotazione lineare del tempo sostituendola con una logica circolare e ripetitiva. Tutte le notti diventavano, insomma, un’unica grande notte. Il supermarket stesso diventava, così, una sorta di grande prigione dantesca, dove i vari dipendenti come pure gli acquirenti, non potevano far altro che muoversi ingabbiati come criceti in una ruota. L’unica possibile via di fuga da questo meccanismo era attraverso la fantasia, mediante la capacità di ingannare le lancette dell’orologio, creando realtà ulteriori. E i vari personaggi avevano tutti un loro modo per superare i confini della prigione temporale: Sharon (l’unica cassiera di un gruppo solidamente maschile) ingannava l’impasse rifiutandosi di guardare ogni tipo di orologio quasi che l’abolizione di ogni forma di misurazione del tempo ne annullasse la presenza, Barry ne assecondava la logica percorrendo il negozio con un monopattino liberandosi in parte dai movimenti incessanti e claustrofobici della macchina da presa. La linea di fuga più originale era, comunque, quella ideata da Ben, il vero protagonista del racconto, che con le sue fantasticherie creava un mondo alternativo a quello contingente entro cui lui, signore del tempo, poteva accellerare, decelerare o anche stoppare il movimento circolare delle lancette dell’orologio.
Adeguandosi al suo punto di vista eccentrico, la macchina da presa scopriva di colpo un movimento elastico del Tempo, fatto tutto di sospensioni e di contrazioni fino ad inverare un vero e proprio lungo flash-back che diventava un vero e proprio nocciolo narrativo.
Ora questo gioco narrativo, codificato nel pieno di un racconto non racconto (nulla di fatto accade di realmente importante nell’arco di tutto il corto) funzionava già abbastanza blandamente nello spazio ristretto di un breve esperimento. Non capiamo fino in fondo, quindi, la necessità evidentemente sentita dall’autore di prolungare lo spazio della narrazione nel corpo ben più problematico di un vero e proprio lungometraggio.
Le linee guida dell’operazione di gonfiaggio del corto sono quasi tutte nell’evoluzione del personaggio centrale che da studente d’arte annoiato ed obbligato al turno di notte si trasforma, inesorabilmente, in un insonne per pene d’amor perduto. In fuga da una relazione finita malissimo, il giovane protagonista (uno Sean Biggerstaff con la faccia perfetta per il ruolo) entra nel microcosmo del supermercato portandosi già dietro problemi col Tempo e con la sua diretta percezione. Il suo universo parellelo, poi, sembra essere una realtà più concreta di quella del corto, governato com’è da regole tutte proprie e con personaggi ambigui che possono opporsi alla sua volontà e possono muoversi anche quando lui decide di arrestare il movimento del tempo.
Per seguire il suo percorso evolutivo, il regista è costretto a costruire, quindi, un antefatto e ad elaborare un lungo e complesso epilogo che sostituisca lo sberleffo finale che concludeva, invece, il corto. Nel far questo egli è costretto a uscire fuori dal supermercato e ad avventurarsi nello spazio aperto. Perdendo le coordinate di uno spazio assolutamente definito e concentrazionario, il regista finisce per abbandonare la parte più originale della sua riflessione sui meccanismi della percezione del Tempo per sostituirli con una più trita e convenzionale commedia amorosa.
Privati di una loro funzione esmplare, anche gli stessi comprimari della pellicola finiscono per perdere una vera ragion d’essere e finiscono per dover contare sulla sola simpatia che riescono a suscitare nello spettatore. Poca in verità.
Il film finisce quindi per apparire alla fine piuttosto squilibrato e dà l’impressione di girare un po’ troppo a vuoto. Ancora legato alla logica astratta del corto dove non doveva succedere nulla di davvero importante, la narrazione procede impacciata affastellando episodi incongui e spesso inutili se guardati nell’ottica di una narrazione lineare e non più circolare. Il film così appare troppo vuoto narrativamente per essere una commedia adolescenziale e troppo pieno per essere una vera riflessione filosofica. Se, poi, sul piano dell’immagine abbiamo alcune intuizione di rilievo, esse vengono sminuite dall’eccesso di voce fuori campo che troppo spiega e ogni cosa invade.
Peccato, perchè il corto era carino e Sean Ellis ha un certo talento. Forse alla seconda prova nel lungomentraggio questo regista inglese riuscirà a trovare la giusta misura dell’originalità.

La qualità audio-video

Buona la resa del DVD. I colori sono nitidi e brillanti come da copione e il formato, amplissimo, della schermata rispetta appieno le intenzioni del regista. Sporadici artifici digitali non inficiano il piacere di una visione che scorre via senza intoppi reali.
Più modeste le ambizioni del riversamento audio che si avvalgono appena di una codifica 2.0 pulita, ma non certo avvolgente. Non condivisibile la scelta di sottotitolare il film solo in spagnolo. Certo il prodotto nasce per il mercato statunitense, ma potrebbe aspirare ad una distribuzione più ampia.

Extra

Del corto abbiamo già detto nelle righe precedenti. Merita la visione forse anche più del film stesso. Il making of è carino, ma "piccolo piccolo".


(Cashback); Regia: Sean Ellis, interpreti: Sean Biggerstaff, Emilia Fox, Michael Dixon, Shaun Evans, Michelle Ryan, Stuart Goodwin; distribuzione dvd: Magnolia Home Enterteinment
formato video: 2:35:1; audio: Inglese Dolby Digital 2.0; sottotitoli: spagnolo

Extra: 1) Cortometraggio: Cashback 2) Making of


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