Ex Amleto

Dopo ben 10 anni di tournée il longevo Ex-Amleto si è confermato, anche alla sua ultima ripresa al “Teatro Lo Spazio” di Roma, un acclarato successo per Roberto Herlitzka, che ha dimostrato ancora una volta di essere un grande interprete nonché un acuto regista di uno dei più inflazionati monologhi del teatro mondiale.
Il tormentato principe di Danimarca, si allontana un po’ da Shakespeare per raggiungerci nella sua forma più esistenzialista, Amleto potrebbe essere definito come uno spettacolo in cui si è rimasti fedeli al Bardo pur "tradendolo" per nobili motivi di resa artistica: in maniera consapevole e ironico Herlitzka è protagonista di un monologo fedele al testo shakespeariano nelle parole, ma non nella struttura. L’attore-Amleto smonta, rimodula e ricompone le battute, restituendo al pubblico solo le frasi del principe danese ed escludendo quelle degli altri protagonisti dell’opera.
Si potrebbe parlare di un Amleto/attore visto che su un palcoscenico nudo le azioni sceniche e il monologo evocano inevitabilmente uno sdoppiamento (non brechtiano) tra artista e personaggio, consapevoli entrambi del proprio ruolo: una sorte di dissimulazione recitativa, in cui la celeberrima figura shakespeariana porta spesso a riflettere su quanta vita d’artista si potesse celare dietro la dirompente filosofia di cui Amleto ne è il simbolo.
Ex-Amleto però non è solo uno spettacolo ma una sorta di rito spirituale in cui tutte le sere da lungo tempo Herlitzka non finisce mai di stupire un pubblico, sempre più commosso e convinto che di veri attori come questo giovane vecchio, siano in estinzione.
Il monologo più rappresentato al mondo si trasforma così in una celebrazione dell’arte recitativa, quella in cui le competenze attoriali e una grande esperienza vengono sublimate da un indiscussa sacralità del ruolo dell’attore, diventato ormai ironico demiurgo del palcoscenico.
