Exodus: Tales form the enchanted kingdom

Ospite costante del Far East Film Festival di Udine, Erik Matti propone quest’anno il suo film più epico: Exodus: Tales from the enchanted kingdom. Dopo gli horror (Pa-siyam, 2004), i drammi a sfondo sessuale (Prosti, 2002) e le commedie di supereoi (Gagamboy, 2003), Matti ci propone questa epica economica in stile Signore degli anelli, ispirata al parco tematico filippino Enchanted Kingdom.
Exodus è un mercenario che combatte al fianco del re Biseo, signore degli umani e reggente di Bantayan, contro il malvagio Bagulbol, signore del male che vuole annientare la razza umana. Dopo un primo momento di rifiuto, Exodus si convince a combattere il malvagio signore delle tenebre per salvaguardare la sua razza: per sconfiggerlo dovrà cercare nelle terre incantate gli elementali di Acqua, Aria, Terra e Fuoco, a cui dovrà aggiungere un misterioso (ma non troppo per lo spettatore sopra i dieci anni) Quinto Elemento, lo spirito di una tribù distrutta in passato da Bagulbol. Grazie al loro aiuto riuscirà, infine, a sconfiggere il perfido nemico.
Commistione di grandi titoli, si parte dal Signore degli anelli per passare a Matrix e La tigre e il Dragone, Exodus sembra seguire un filone molto particolare: il remake in stile filippino dei grandi blockbuster americani. Matti si era infatti già cimentato con Spiderman in Gagamboy, l’uomo ragno delle favelas interpretato dal divo Vhong Navarro, con risultati esileranti ma nel contempo mediocri. Sembra che anche con questa epica Matti segua la falsariga di un remake: la divisione netta tra buoni e cattivi, l’eroe che si riscopre re, le tenebre come simbolo del male e l’amicizia basilare in un gruppo eterogeneo, sono un riferimento sin troppo evidente al già citato Il Signore degli Anelli. Del resto anche la magniloquenza delle immagini ce lo ricorda: i campi lunghi di paesaggi solcati da schiere di soldati umani e non, sono alternati con momenti di montaggio forsennato e caotico, indebitamente usato per coprire i limiti economici del film. Vera pecca del film sono i personaggi, molto approssimativi, ripetitivi e, in un caso, imbrazzanti: l’elementale dell’aria è un rappresentante della stirpe dei vampiri che, secondo il re umano, dovrebbe spaventare solo con la sua apertura alare... Il problema è che le ali in questione sembrano quelle di un putto... senza contare poi il look da passeggiatrice che la vampira esibisce anche in pieno giorno! Ma non bisogna biasimare troppo in questi casi: Matti ha fatto un film per bambini, come dimostra anche il prologo, pieno di buoni sentimenti e sottotesti edificanti. Che gli si chiedeva di più?
(Exodus: Tales from the Enchanted Kingdom) Regia: Erik Matti; sceneggiatura: Dwight Gaston; fotografia: Lyle Sacris; montaggio: Alecks Estrada; musica: Von de Guzman; interpreti: Ramon "Bong" Revilla Jr. (Exodus), Jay-R (Bagulbol), Benjie Paras (Terra), Tolits Forbes (Fuoco), Ilya Villania (Acqua), Aubrey Miles (Aria), Paolo Beiones (Biseo); distribuzione: Reality Entertainment; origine: Filippine, 2005; durata: 106’.
