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Far East 2008 - The Guard Post

Pubblicato il 25 aprile 2008 da Antonio Valerio Spera


Far East 2008 - The Guard Post

A volte ritornano. O meglio, sono sempre loro a tornare. Gli zombie rappresentano un topos narrativo che, da Romero in poi, non ha più abbandonato il panorama del cinema horror. Si presentano in forme diverse, ma sono sempre loro. Assumono sembianze vampireggianti, quelle di mutanti, di lupi mannari, o semplicemente quelle di uomini affetti da un virus che li rende aggressivi. Gli zombie insomma non sono mai scomparsi dal cinema di genere, hanno solo cambiato costantemente forma. Non saranno più propriamente morti viventi, ma il concetto filmico è sempre lo stesso: uomini che regrediscono ad uno stato comune di macabra aggressività animalesca.
Negli ultimi anni, inoltre, questo topos è tornato prepotentemente: da 28 giorni dopo a I Am Legend, per non parlare della resurrezione dello stesso Romero. Anche alla decima edizione del Far East Film Festival gli zombie (o simil tali) non potevano mancare. The Guard Post, film del sudcoreano Kong Su-chang, già regista dell’apprezzato R-Point, rielabora questo elemento narrativo inserendolo in un contesto politico-bellico. L’ambientazione infatti è un fortino di guardia sul confine tra le due Coree, luogo pesantemente armato ed ancora intrappolato nella Guerra Fredda.
Per chi ci lavora (e ci vive) l’atmosfera in questi posti di guardia è tesa e massacrante, nonché isolante e claustrofobica. Molto spesso avvengono morti misteriose e si è anche verificato il caso di un soldato che è impazzito ed ha massacrato i suoi commilitoni. Kong Su-chang parte da questi dati reali per costruire un horror sovrannaturale che tende verso lo splatter.
Nel fortino di guardia 506 un virus infetta tutti i soldati e li spinge verso un automassacro. Questo è sostanzialmente il plot dell’opera, ma è evidente che all’interno della confezione horror è presente una fitta rete di simbologie che richiamano ad una critica socio-politica. L’inutilità delle armi, l’alienazione della guerra, l’egoismo dei soldati sono tutte tematiche che affiorano pian piano dai litri di sangue e dai brandelli di carne che vediamo sullo schermo.
The Guard Post non è dunque solamente un furbo horror che sfrutta la violenza con l’unico scopo di attrarre gli amanti del genere. Il film propone un’estetica della violenza che riesce sia ad intrattenere sia a criticare. Inoltre, la struttura che alterna per tutta la durata della pellicola il presente narrativo con i flashback, sebbene nel finale rallenti leggermente il ritmo, non danneggia per niente la compattezza del racconto, rendendolo anzi ancora più affascinante ed avvincente.
Proiettato al Far East all’interno dell’horror day, The Guard Post è sicuramente stato il film della giornata più apprezzato dal pubblico. Diciamolo, gli zombie, in qualunque forma si presentino, funzionano sempre.


CAST & CREDITS

(GP506); Regia: Kong Su-chang; sceneggiatura: Kong Su-chang, Pil Young-woo; montaggio: Shin Min-kyung; interpreti: Cheon Ho-jin, Jo Hyun-jae, Lee Byung-hun; musica: Choi Seung-hyun; produttori: Kong Su-chang, Im Jeonghwa, Kim Wan-shik; origine: South Korea, 2008; durata: 122’.


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