X

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicit‡ in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di pi˘ o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Chiudendo questo banner, invece, presti il consenso allíuso di tutti i cookie



Far East Film 8 - Festival del Cinema Orientale di Udine

Pubblicato il 30 aprile 2006 da Andrea Di Lorenzo


Far East Film 8 - Festival del Cinema Orientale di Udine

Che i cineasti asiatici fossero in grado, senza freni, inibizioni o condizionamenti, di raccontare quello che l’Occidente non sa più raccontare (sentimenti, sogni, storie universali), costruendo la propria forza su un universo espressivo autonomo, un’industria fiorente, un pubblico vivace e appassionato, lo si era già capito quasi una decina di anni fa iniziando a frequentare il capoluogo friulano per il suo grande Festival cinematografico. Questa capacità inventiva tutta orientale si rispecchia, infatti, in quella ricca, stratificata e complessa galassia di reciproche contaminazioni che porta il nome di Far East Film (Udine - Teatro Nuovo e Visionario - 21/29 aprile 2006). L’Asia e il cinema dell’Estremo Oriente sono diventati, via via, una tradizione e una salda conferma. All’ottavo anno di esistenza, Far East Film si presenta come il più importante e ricco appuntamento festivaliero occidentale rappresentativo delle nuove tendenze della produzione cinematografica asiatica contemporanea e capace di inaugurare inediti percorsi retrospettivi. L’ampia selezione dell’edizione 2006 comprende ben 73 film, cinquantaquattro dei quali contemporanei: da Hong Kong alla Thailandia, dalla Corea del Sud alle Filippine attraversando il Giappone e la Cina continentale. C’è posto per tutti e per tutto.

Diamo uno sguardo più da vicino al programma di questa attesissima manifestazione.

Si parte il 21 aprile con la serata di apertura affidata al regista di culto Miike Takashi che, ospite speciale del Museo del Cinema di Torino per una retrospettiva e un volume a lui dedicati, raggiungerà Udine in tempo per l’inizio della proiezione in HD del suo discussissimo - e invisibile fino ad ora - episodio della trasmissione televisiva americana Masters of Horror. Autentico maestro del cinema giapponese, autore del cult Audition, Miike in questo episodio intitolato Imprint, bandito dalla TV americana Showtime perché troppo violento, supera se stesso. Carico della lezione di Nakagawa e di Oshima, Miike racconta la ricerca di un amore abbandonato e rimpianto. Una ricerca che porta alla luce l’atrocità e il sangue dell’incubo quotidiano delle nostre vite. Senza redenzione finale, il film della lunghezza canonica di 60 minuti, descrive un mondo agonizzante fatto di tortura, sadismo e ferocia. Nella stessa giornata verranno presentati inoltre due film molto interessanti: il coreano Rules of Dating di Han Jae-rim, regista esordiente e (in prima visione assoluta) la black comedy Trouble Makers di Cao Baoping che, per l’audacia della concezione politica (il tema è quello della corruzione) e per l’inedito stile nervoso e concitato della regia, si conferma come uno dei miglior film dell’intera selezione udinese. Sempre nello stesso giorno il Festival, per la prima volta, presenterà una panoramica di musical provenienti dall’Asia che spaziano dalla fine degli anni Trenta agli inizi degli anni Settanta. In particolare verrà dato spazio all’opera del regista giapponese Inoue Umetsugu, di cui verrano presentate 5 opere tra le quali il suo film più riuscito Hong Kong Nocturne del 1967, interpretato da Cheng Pei Pei (La tigre e il dragone) in un raro ruolo musicale.

La notte del 25 aprile il Far East Film punta nuovamente i riflettori sul fenomeno pink (dopo una prima retrospettiva nell’edizione 2002) con una mini-monografia dedicata al regista Meike Mitsuru, ospite del festival assieme alla protagonista del suo bizzarro The Glamorous Life of Sachiko Hanai, cioè la sensualissima Emi Kuroda. Tappa cruciale per la formazione dei registi nipponici, i pink rappresentano un vero e proprio “caso” fin dagli anni Sessanta: realizzati a basso costo, a carattere erotico, non smettono di entusiasmare il pubblico e contribuiscono a mantenere in ottima salute l’industria cinematografica giapponese...

Il 27 aprile, infine, sarà la volta del tradizionale e attesissimo Horror Day. Il simbolo stesso, forse, della vocazione autenticamente popolare di Far East Film. Primissimo domicilio occidentale di The Ring (l’intera trilogia, ricordiamo, fu presentata da Far East nel 2000) o, ancora, di The Grudge, l’Horror Day quest’anno offrirà a tutti gli appassionati 7 nuove pellicole ad alta tensione e un cortometraggio: dal mattino a notte fonda si snoderà una vera e propria maratona panasiatica del brivido, un’inedita mappa geografica - e stilistica - del new horror, capace d’indagare a 360 gradi su tutti i colori del buio: quelli scelti dall’hongkonghese The House, dal coreano Voice, dai filippini Cogon e Aquarium (il corto), dai tailandese Ghost of Valentine e Art of the Devil 2, infine, dal taiwanese The Heirloom.

Oltre a queste giornate a tema, il Far East Film proporrà molti altri titoli interessanti. Si parte dai due film recentissimi, in cui la musica la fa da padrona, Nana di Otari Kentaro (tratto dal popolarissimo fumetto di Ai Yazawa e presentato a Udine in prima assoluta) e Linda Linda Linda di Yamashita Nobuhiro, che racconta, sotto forma di commedia, la nascita di una school rock-band dominata dalla presenza della star coreana Bae Doona in un insolito ruolo da singer. A seguire troviamo l’ultima fatica del noto Pang Ho-cheung, Isabella, in concorso al recente Festival di Berlino ed anche il romantico I’ll Call You di Lam Tze Chung, già attore in Kung Fu Hustle. Ancora: dalla commedia delirante Bangkok Loco(azzeccatissima per la fascia notturna del festival), si potrà spaziare nel campo del melo con Dear Dakanda, fino ad arrivare al musical rurale e coloratissimo Hello Yasothorn e alla spy-comedy intessuta di action chiamata M.A.I.D.. Sul versante filippino da segnalare il ritorno di Erik Matti, vero aficionados del Far East Film, con il fantasy epico-avventuroso Exodus: Tales from the Enchanted Kingdom(una sorta di Signore degli anelli in versione povera di mezzi ma ricca d’inventiva).

All’interno della selezione giapponese uno spazio importante è dedicato al regista Jissoji Akio, autore assieme a Sato e Takeuchi, Kaneko del film ad episodi, tratto dai racconti di Edogawa Rampo, Rampo Noir . Edogawa Rampo (classe 1894), che tanto ha influenzato i cineasti giapponesi ha scritto racconti del mistero modellati sull’opera di Edgar Allan Poe da cui dichiaratamente aveva tratto il suo nome d’arte. Due dei film di Jissoji tratti da Rampo, andranno a costruire all’interno del Festival di Udine un piccolo tributo all’autore giapponese che interverrà al Far East Film come ospite speciale. Si tratterà dei mistery-erotici: A Watcher In The Attic del 1994, e Murder On D Street del 1997, entrambi i film compaiono per la prima volta in un festival internazionale.

Insomma, in nove giorni di proiezioni (un’intera giornata in più rispetto al passato), Far East Film offrirà ancora una volta la possibilità non solo di vedere i più grandi successi dell’Estremo Oriente, i film più popolari e più attesi, ma anche di seguire la retrospettiva, di dialogare con i maggiori protagonisti di queste cinematografie e di assistere ogni pomeriggio ad un incontro a tema sulla realtà del cinema asiatico, rendendo così merito a una scena di celluloide in continua trasformazione e evoluzione di cui il Far East offre un’immagine complessiva corposa e rivelatrice.

Articolo estrapolato dal comunicato stampa del 5 aprile 2006

Ufficio Stampa Far East Film 8 Gianmatteo Pellizzari e Ippolita Nigris Cosattini Centro Espressioni Cinematografiche / Via Villalta 24 / 33100 Udine tel. 0432.299545 / fax 0432.229815 / cec@cecudine.org / www.fareastfilm.com


Enregistrer au format PDF