Festa del cinema di Roma 2007 - Have dreams, will travel

Ben è un tredicenne biondo che vive nella mesta provincia americana del mid-west in uno stato aleatorio: i genitori lo trattano come se fosse un fantasma, troppo presi dalle rispettive compulsioni, e a lui non rimane che sognare ad occhi aperti il magico mondo della Major League. Ma un giorno la sua vita cambia. Di fronte al bar gestito dai genitori, un terribile incidente uccide marito e moglie ma non loro figlia, Cassie, anch’essa bionda tredicenne. Accolta in casa di Ben, la giovinetta, piena di cultura ma anche di difetti, suscita gli interessi del maschietto di casa: tra i due inizia ad instaurarsi un legame basato sul bisogno reciproco che li porterà a fuggire di casa, alla ricerca di un futuro migliore. Di un progetto per la loro vita. Viaggiando per il mid-west giungeranno, dopo un lungo percorso costellato di incontri ed eventi, a Baltimora, luogo deputato per il nuovo progetto di vita. Ma le cose non si rivelano essere così semplici: Cassie è turbata dalla morte dei genitori, in particolare dall’incidente e dalle sue cause. Incubi continui la rincorrono nei sogni, lasciandola turbata e trascinandola sull’orlo del baratro psichiatrico. Toccherà allora a Ben tentare di tirarla fuori dal suo limbo, per riportarla sulla retta via dei loro progetti...
Have dreams, will travel, opera prima di Brad Isaacs, autore e produttore di numerosi show televisivi, è un film che parla di adolescenti attraverso il loro punto di vista, costantemente sottolineato dal taglio delle riprese che, spesso, elimina teste e piedi degli adulti, rendendoli incompleti, metaforicamente mutilati.
Ben, attorno cui ruota la storia, guarda dal basso verso l’alto gli adulti, non comprendendoli appieno (tanto nel campo visivo quanto in quello emotivo), come ad esempio avviene nel caso dell’incontro con Val Kilmer, dove un primo tentativo di comunicazione con il mondo dei grandi non si risolve in illuminazioni folgoranti ma serve solo ad accrescere i dubbi. Dubbi che costellano questa road-story di crescita ed involuzione, di distacco dalla realtà: si parla di sogni nel titolo ma, spesso, essi non sono altro che chimere, mezzi per distaccarci dalla vita reale, per dimenticare eventi che tornano a ferirci ma che dobbiamo somatizzare.
Nel complesso il film risulta ben fatto ed anche piacevole, supportato da una ottima colonna sonora e da attori ben scelti (esclusa forse Laura Flynn Boyle, poco adatta per il ruolo di madre anni ’60). Unica pecca reale si rivela essere la ricerca eccessiva, in determinati momenti, di una forte componente melodrammatica, forse un tentativo di accattivarsi le simpatie (e le attenzioni) del pubblico cercando la facile emozione. Ma non è un gran dramma, a conti fatti; in fondo Have dreams, will travel è un film diretto agli adolescenti e, forse, non è poi così sbagliato tentare di richiamare la loro attenzione. Anche barando, a volte.
(Have dreams, will travel) Regia, soggetto, sceneggiatura: Brad Isaacs; fotografia: Steve Mason; montaggio: Dede Allen, Robert Brakey; musica: Glen Ballard; scenografia: Bryce Perrin; costumi: Mary Malin; interpreti: Anna Sophia Robb (Cassie), Cayden Boyd (Ben), Val Kilmer (Henderson), Matthew Modine (padre di Ben), Lara Flynn Boyle (madre di Ben), Heather Graham (zia di Cassie). ; produzione: Reliant Pictures, Wolfgang Cinema; distribuzione: Reliant Pictures International - 5-11 Mortimer Street 3rd Floor London UK ; origine: USA, 2007; durata: 85’.

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