Giffoni 2011 - Incontro con Paola Cortellesi

Dopo un David di Donatello, un Nastro d’argento, milioni di euro incassati al botteghino (Maschi contro femmine, Femmine contro maschi, Nessuno mi può giudicare, C’è chi dice no) e grandi ascolti in televisione con Zelig, Paola Cortellesi è arrivata al Giffoni Film Festival e ha risposto alle domande dei giornalisti e dei giovani giurati. "E’ la prima volta che vengo qui a Giffoni – dice l’attrice – ma il festival lo conosco di fama. Ce ne vorrebbero molti di Giffoni. Riesce a convogliare tantissimi artisti. Sono felice di vedere in programmazione film bellissimi come In un mondo migliore di Susanne Bier. Pensare che i ragazzi vedano film del genere è straordinario".
Quest’anno hai ottenuto grandi risultati al cinema e sul piccolo schermo, ma negli anni passati sei riuscita anche a raggiungere straordinari successi anche a teatro…
Mi fa piacere che questo venga ricordato ma non tanto per il record di biglietti staccati e di repliche ottenuto dalla piece Gli ultimi saranno gli ultimi. Quello spettacolo l’ho portato in scena dal 2005 al 2007. Era uno spettacolo tragicomico, scritto da Massimiliano Bruno, era la storia di una precaria incinta silurata dalla società per cui lavora. Sia a me che a Massimiliano piace molto mescolare i registri. Le grandi emozioni non arrivano con un registro solo. E’ stato uno spettacolo molto fortunato. E’ stato bello, il teatro è meraviglioso ed è la cosa che conosco meglio.
Quest’anno Zelig anche grazie a te ha ottenuto ascolti record….
Zelig va benissimo ma andava bene anche senza di me. In realtà è Bisio l’unico mattatore, ma dietro c’è anche un lavoro straordinario di Gino e Michele. Zelig è un varietà un po’ lontano dal genere, perché è più che altro una rassegna di comici. In questa stagione abbiamo voluto portare un pochino di varietà in più, di varietà puro. Gli autori mi hanno proprio chiesto questo. Il varietà all’italiana è un genere televisivo che va sostenuto.
Tu hai una grande voce, sei un’ottima cantante. Mina ti ha eletto sua erede. Hai anche fatto un’apparizione nella fiction musical Tutti pazzi per amore. Ti piacerebbe interpretare un musical, magari al cinema?
Di cinema musicale in Italia se n’è sempre fatto poco. Tutti pazzi per amore è un esempio di fiction innovativa. Io sono una grande fan del musical, sarei molto felice di interpretarne uno. Uno dei miei film preferiti è Funny Girl, la protagonista è Barbra Streisand, cantante straordinaria e grande attrice; io non credo di essere ai suoi livelli ma a qualcuno bisognerà pure ispirarsi.
Hai in cantiere altri progetti cinematografici insieme a Massimiliano Bruno?
Ci stiamo pensando. Massimiliano sta ancora scrivendo per cui non sappiamo nulla. Speriamo di farlo insieme. Se non sarà questo film, sarà il prossimo.
Ti piacerebbe un bel ruolo drammatico?
Di ruoli drammatici ne ho fatti tanti, in televisione ma anche al cinema, vedi Piano, solo, dove il mio ruolo era molto drammatico anche se non ero protagonista. Comunque sì, mi piacerebbe perché amo cambiare sempre registro. In ogni caso la cosa più importante rimane sempre la storia che vai a raccontare.
Hai interpretato una precaria in C’è chi dice no e una escort in Nessuno mi può giudicare, a volte purtroppo la figura della donna italiana sembra riassumibile in queste due “categorie”…
Forse all’estero passa questa immagine, perché la stampa riporta solo questo. Ma sono felicissima che molte donne si sono indignate e ci hanno tenuto a precisare che le donne italiane sono anche altro. Nessuno mi può giudicare non è la storia di una ragazza che vuole fare successo o scalare il potere. Fare l’escort per lei è semplicemente il peggiore dei ripieghi per andare avanti. C’è chi di dice no invece parla di un gruppo di 35enni che sono costretti a farsi aiutare dai genitori. Questo non accadeva qualche generazione fa, è una caratteristica dell’Italia contemporanea. E noi non abbiamo la soluzione per questi problemi, noi possiamo solo raccontare storie, parlare di questi problemi e quindi dargli risalto, poi chi è al potere deve fare qualcosa.
