I film più belli del 2007-2008

È Il divo il film dell’anno secondo la redazione di Close-up. L’ultima fatica di Sorrentino racimola, infatti, la bellezza di 45 punti dopo un lungo, estenuante testa a testa con l’ottimo Gomorra di Garrone che si accontenta, alla fine, del secondo posto totalizzando 37 punti.
Al terzo posto si posiziona, anche un po’ a sorpresa, l’uomo pipistrello de Il cavaliere oscuro che, coi suoi 28 punti, ha dato davvero filo da torcere al secondo in classifica.
Quarto posto per Paranoid Park (ancora ad un solo punto di distanza dalla posizione precedente) l’ultimo toccante capolavoro di Gus Van Sant. Quinto Into the wild di Sean Penn.
Mai come quest’anno i molti titoli selezionati dai nostri redattori e collaboratori si sono dati battaglia in maniera così aspra. Segno questo di una stagione cinematografica particolarmente ricca di opere importanti e di segnali positivi. Anche per il cinema italiano.
Di seguito la classifica dei film vitati:
1) Il divo di Paolo Sorrentino (45 punti)
2) Gomorra di Matteo Garrone (37 punti)
3) Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan (28 punti)
4) Paranoid Park di Gus Van Sant (27 punti)
5) Into the wild di Sean Penn (26 punti)
6) Non è un paese per vecchi (23 punti)
7) Juno (19 punti)
8) Il petroliere (10 punti)
9) (a 9 punti): Alexandra, Io non sono qui, 12, Redacted
10) (a 8 punti): Cous Cous
11) (a 6 punti): In questo mondo libero, Onora il padre e la madre, Un’altra giovinezza
12) (a 5 punti): 4 mesi, tre settimane e due giorni, Go go tales, Ratatouille
13) (a 4 punti): Cargo 200, Changeling, Gone baby gone, Halloween – The beginning, Irina Palm, Lo scafandro e la farfalla
14) (a 3 punti): Colpo d’occhio, Il resto della notte, Il treno per , Lo spaccacuori, Persepolis
15) (a 2 punti): E venne il giorno, La ragazza del lago, La promessa dell’assassino, La zona, Lake Tahore, Nella valle di Elah
16) (a 1 punto): 24 city, Cloverfield, Cover boy, Il cacciatore di aquiloni, La terza madre, Lars e una ragazza tutta sua, Rec, The kingdom
Di seguito le cinquine dei votanti in rigoroso ordine alfabetico:
Matteo Botrugno
1) Gomorra + Il divo: due film grandiosi. Speriamo che aprano un
nuovo ciclo.
2) Alexandra + Cargo 200 + 12: tripletta eccezionale per il cinema russo.
3) Persepolis: semplicemente delizioso.
4) La zona: grande esordio.
5) Rec: uno degli horror migliori degli ultimi cinque anni.
Fuori cinquina Redacted. In Italia la censura comincia a diventare davvero preoccupante...
Sara Ceracchi
Anno magro per quanto riguarda visite al cinema, per cui non sono riuscita ad accumulare cinque film degni di essere annoverati tra i cinque migliori dell’anno: cercherò comunque di esprimermi.
1) Ratatouille: Fusione mirabile di ispirazione artistica, ricerca scientifica, passione, poesia, comunicatività.
2) Gomorra: Un neorealista, un po’ sui generis, ma di certo simile a quei Pasolini e Rossellini che si strusciavano sul mondo per raccontarne l’epidermide, nella speranza di vedere qualcosa di più profondo.
3) Colpo d’occhio: buonissima prova registica per Sergio Rubini, un film dall’ingranaggio perfetto, studiato e goduto sotto ogni aspetto. Un esperimento che senz’altro spicca sul resto delle produzioni italiane più facili.
4) E venne il giorno: (avevo detto di essere a corto di titoli) Dopo opere buone e meno buone ma perdonabili, il nostro preso da furia autoriale (produzione, sceneggiatura, regia, forse pure servizio catering) si invischia in una sceneggiatura che fa acqua come uno scolapasta, confezionando un film che indeciso tra serio e faceto precipita nel ridicolo.
5) Il cacciatore di aquiloni: ha la grande colpa di essersi retto su una pubblicità che definirei irrispettosa e vigliacca: un film dato per sensazionale, solo per i temi che tratta.
Marco Di Cesare
1) Paranoid Park: il Cinema in quanto unione di astrazione e vita che,
insieme, innervano uno dei più grandi capolavori del decennio, sospeso fra Antonioni, Godard e Lynch, ad opera di un nuovo genio il cui nome suona «Gus Van Sant».
2) Gone Baby Gone: anche grazie al romanzo di Lehane, Ben Affleck
dimostra di possedere ben altra levatura rispetto a quella di attore e dà
vita a una piccola (?) rivoluzione all’interno del Noir, che d’ora in avanti
vorremmo fosse tutto come Gone Baby Gone, perché possa apparire ogni volta diverso.
3) 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni: perché nella Romania del 1987
l’alienazione dell’individuo può giungere fino alla espropriazione del
corpo; il tutto, però, raccontato come se ci si trovasse fuori dal tempo,
tanto che potremmo pensare di avere visto un futuro che sta divenendo la nostra realtà.
4) Non è un paese per vecchi: grandioso (non) western di poche parole, freddo più della morte, gelido quanto la Fine incastonata nel Nulla, insensibile quanto la perfezione.
5) Into the Wild: quelli che per alcuni sono difetti, appaiono invece
funzionali a rappresentare il Cinema Classico americano (compresa
l’indifferenza verso la natura), reincarnatosi in un ragazzo alla ricerca di
una metamorfosi che lo conduca a quell’Oltre che si chiama spiritualità e
che gli permetta di ritrovare l’innocenza perduta.
Carlo Dutto
1) Il divo
2) Onora il padre e la madre
3) Juno
4) Non è un paese per vecchi
5) Il petroliere
La delusione: Il treno per Darjeeling
Viviana Eramo
1) Il divo (perché dimostra che il cinema italiano sa ancora raccontare le nostre Storie).
2) Cous Cous (perché è un inaspettato, meraviglioso orgasmo mancato).
3) Irina Palm (perché la disperazione e l’amore sono macigni leggeri).
4) Paranoid Park/Nella valle di Elah (perché il lato B del mainstream hollywoodiano continua a rivelarsi migliore del lato A).
5) Cloverfield (perché con un espediente enunciativo quasi elementare ci porta a riflettere sul Cinema e sullo sguardo, sul Genere e sul dispositivo e, soprattutto, su come le immagini dalle quali siamo bersagliati cambiano il nostro modo di vedere, percepire e riprendere la realtà).
Ivano Forte
1) Paranoid Park
2) Into the wild
3) Gomorra
4) Non è un paese per vecchi
5) Il divo
I titoli non hanno bisogno di molte motivazioni
Giampiero Francesca
1) Into the wild: Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi.
2) Juno: La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta.
3) Il divo: Il potere va impugnato con mano leggera. Aggrapparsi al potere con troppa forza significa farsi sopraffare da esso, diventando così le sue vittime.
4) Non è un paese per vecchi: Non ci sono fenomeni morali, ma solo un’interpretazione morale dei fenomeni.
5) Il cavaliere oscuro: In un’epoca di pazzia, credersi immuni dalla pazzia è una forma di pazzia.
Simone Isola
1) Il cavaliere oscuro: Nolan oltrepassa il semplice concetto di sequel per comporre un mosaico sfaccettato dell’animo umano.
2) Gomorra + Il Divo: due film cardine del nuovo cinema italiano. Due stili di regia opposti, due talenti che scrutano le contraddizioni della nostra società.
3) Redacted: un’importante riflessione sul ruolo della comunicazione nei conflitti.
4) Non è un paese per vecchi: un testo molto profondo, complesso, che tocca le radici della cultura americana.
5) Juno: una commedia scritta con intelligenza e che affronta con ironia un tema vivo nel dibattito culturale.
Alessandro Izzi
1) Paranoid Park: il trionfo del cinema in libertà.
2) Into the wild: perché il cinema americano quando è d’autore sa esserlo sul serio.
3) Il Divo + Gomorra: Segni di vita nell’industria italiana.
4) Non è un paese per vecchi: uno sguardo allo stato puro.
5) Juno + Irina Palm: due ritratti femminili straordinari.
Luca Lardieri
1) Il cavaliere oscuro: semplicemente perchè non è solo un film su Batman, ma un trattato di filosofia sull’esistenza umana. Dialoghi da standing ovation.
2) Gomorra + Il Divo: due film necessari, estremamente diversi (soprattutto nello stile) e al contempo simili, poichè fanno riflettere sulla situazione di perenne immobilità del nostro povero Paese.
3) Redacted: il vero vincitore del festival di Venezia. Importante, crudo e bellissimo! Scandalosa la decisione di non passarlo nelle nostre sale.
4) Non è un paese per vecchi: non i Coen migliori, ma pur sempre di gran lunga superiori alla media di molti dei loro colleghi.
5) Juno + Lars e una ragazza tutta sua: due commedie intelligenti, ben scritte, interpretate alla grande e che mettono in luce il grande potenziale di due giovani registi.
Nicola Lazzerotti (che evidentemente conta a mo’ di gambero… )
5) The Kingdom – Il quinto film è una scelta molto personale e forse ai più controcorrente, ma decisamente in linea con la mia idea di cinema.
4) La Ragazza del Lago – E’ l’anno di Toni Servillo, della sua consacrazione, probabilmente l’attore più talentuoso dell’odierno cinema italiano.
3) Il Petroliere - Evviva P.T. Anderson!!!
2) Juno – E’ stata la sorpresa più inaspettata della Festa del Cinema di Roma: fresco e giovane, un gran bel film.
1) Il Cavaliere Oscuro- Ho deciso di aspettare a dare i miei cinque e l’attesa è stata ripagata. In assoluto il miglior film dell’anno.
Gaetano Maiorino
1) Into the Wild: libertà, ma a che prezzo? Immerso nel silenzio, accompagnando Alexander Supertramp nella scoperta dell’essenza del mondo, del senso della vita, della solitudine della morte, Sean Penn parla di felicità e di sacrificio realizzando il miglior film dell’anno!
2) Gomorra: facile paragonare l’opera più matura di Garrone al miglior cinema italiano di impegno civile. Cinque episodi terribili che guardano dalle viscere il sistema camorristico: cinque mani sulla città, cinque sfide. Meritatissimo il premio a Cannes.
3) Juno: evviva la commedia americana quando si propone in maniera intelligente! La cinica ma dolcissima Juno conquista con la naturalezza dell’adolescenza, impossibile non innamorarsi.
4) Il Cavaliere Oscuro: mai l’uomo pipistrello fu più vicino alla sua vera natura. Oscurità visiva e morale, scontri fisici e psicologici contro un avversario incontrollabile interpretato da un attore che rimpiangeremo in molti. Nolan crea un mostro e un eroe ma, fedele al tema dell’ambiguità onnipresente nella sua opera, mischia le carte e confonde i ruoli.
5) La promessa dell’assassino: carne, corpi e violenza come nella migliore tradizione di Cronenberg. Londra come e peggio della provincia americana, Viggo Mortensen diventa il nuovo feticcio di un regista che riesce a spingere le sue tematiche sempre più all’estremo.
Salvatore Salviano Miceli
1) Il Cavaliere Oscuro: Difficile trovare una rilettura
di un personaggio tratto dal mondo dei fumetti così personale ed al
contempo filologicamente corretta. Film splendido in ogni sua parte.
Il punto più alto della cinematografia di Christopher Nolan.
2) Il Divo: Sorrentino esaspera il suo linguaggio costruendo un film di assoluto valore soprattutto per le sue qualità estetiche.
3) Redacted: Che dire? La distribuzione italiana, in questo caso più che codarda, ha perso l’occasione di portare in sala un film importante e molto bello. Ma in fondo a chi interessa dell’Iraq?
4) Non è un paese per vecchi: Strepitosa trasposizione cinematografica di un testo assai complesso. Grande la regia dei Coen, grande la prova di tutti gli attori.
5) La promessa dell’assassino: Ancora più profondo di A History of Violence, qui Cronenberg concentra il suo sguardo sul corpo di Mortensen firmando una pellicola che resta negli occhi e nella mente.
Fabiana Proietti
1) Il cavaliere oscuro: il colpo di coda della stagione ormai morente. Un film che riesce contemporaneamente a porsi come summa teorica del miglior cinema americano degli ultimi anni (Munich, The Departed, Inside Man), a raccontare un paese e le sue ossessioni senza per questo rinunciare alla formula dell’entertainment puro. Superficie e profondità nel segno del postmoderno.
2) Paranoid Park / I’m not there-Io non sono qui: un ex aequo per i grandi Van Sant e Haynes, impegnati in un cinema di ricerca, cerebrale, interessato ai meccanismi del racconto e alla sua incessante decostruzione, in modo mai banale, sempre stimolante.
3) Il treno per Darjeeling: la miglior commedia della stagione. Wes Anderson racconta la sua generazione confusa alla ricerca di sé, e il conflitto generazionale tra padri e figli – anche cinematografici – che sembra indicare nel sorpasso l’unica sopravvivenza. Slapstick e malinconia. Con stile.
4) Halloween The Beginning: Rob Zombie si confronta con il mito e dimostra di non essere un fuoco di paglia. Il suo Halloween rientra in una poetica coerente, dolente riflessione sull’America e la sua violenza. Tra i migliori già solo per la sequenza in montaggio parallelo tra madre e figlio sulle note di Love Hurts.
5) Il Divo: Sorrentino racconta il nostro ‘cavaliere oscuro’. Il motto del film di Nolan “o muori da eroe o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo” calza benissimo all’Andreotti mefistofelico divo sezionato dall’autore napoletano con un montaggio ejzenstejniano che dimostra quanto il coraggio dell’operazione non risieda solo nei contenuti ma sia anche e soprattutto un fatto di stile.
Sergio Sozzo
1) Go go tales: “ci toccherà continuare a giocare...”
2) Un’altra giovinezza: One from the heart
3) Lo spaccacuori: down at the end of lonely street, heartbreak hotel
4) Halloween - The beginning: Love Hurts...
5) La terza madre: (Sodoma &) Gomorra?
Giovanni Spagnoletti
1) Il petroliere + Io non sono qui: (L’avanguardia americana).
2) Changeling: (Il classicismo americano) Cannes 08.
3) Gomorra + Il divo (Italia, eppur si muove... ).
4) Lake Tahore (Mexico, mon amour) Berlino 08.
5) 24 City: (Le contraddizioni della Cina hic et nunc – un capolavoro). Cannes 08.
Alessia Spagnoli
1) 12 + Alexandra: Prezioso dittico di antiretorici spaccati sulla società russa odierna svolti in forma di allegoria. Ma la realtà è troppo dolorosamente presente per starsene a osservare da fuori ed entra, a tratti, pericolosamente in campo. Un campo di battaglia.
2) Gomorra + Il divo: Quasi una risposta tutta italiana al precedente “caso russo”. Con altrettanto coraggio, finalmente i registi nostrani (diversi da Bellocchio) mirano in alto e fanno fuoco senza paura di mancare il bersaglio grosso.
3) Into the wild + Paranoid Park: La migliore America guarda ai giovani. Alle loro ansie e inquietudini e alla desolante assenza di guide.
4) Onora il padre e la madre + Un’altra giovinezza: L’altra America, quella dei vecchi leoni che non deludono mai (diverse spanne sopra agli “sterilizzati” Coen).
5) In questo mondo libero: Loach ritrova motivazioni e precisione, nella sua lucida e impietosa istantanea di denuncia sociale.
Dall’Italia passando per la Russia, fino all’Inghilterra, quella del 2007/2008 è parsa la stagione dei grandi film europei di impegno civile come non avveniva da tempo. Un’annata da ricordare.
Antonio Spera
1) Non è un paese per vecchi
2) Cous cous
3) Paranoid park
4) 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni
5) Juno
Edoardo Zaccagnini
1) In questo mondo libero
2) Into the wild + Lo scafandro e la farfalla
3) Gomorra + Il divo + Il resto della notte
4) Non un paese per vecchi
5) Juno + Cover Boy

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