I racconti dell’orso

I Racconti dell’orso è un abbagliante piccolo (ma già grande) film italiano firmato da due giovanissimi cineasti romani, che molto lontano dal Cupolone, addirittura in Finlandia, hanno trovato di che riempirsi gli occhi con paesaggi e dimensioni dell’anima. Restituire il tutto attraverso una lirica avventura sul filo del sogno di una sorta di Teletubbie e di un marzianino hi-tech che lo accompagna per lande, laghi, foreste, fiordi e campi di spaventapasseri in un viaggio a ritroso verso un’infanzia primaria, radicale, inconsapevole, libera di staccare i tempi che vuole per riuscire a rintanarsi nel grembo di una Madre Terra che non sembra chiedere a nessuno di voler crescere per forza, assecondando le interminabili giornate di luce dell’estate scandinava.
Emanuele Sestieri e Olmo Amato, rispettivamente 26 e 29 anni, il primo già autore di una decina di cortometraggi, il secondo invece, fotografo e videomaker alla sua prima regia, hanno trovato i finanziamenti con la formula del crowdfunding per recarsi non più di una quarantina di giorni nell’incontaminata natura dei paesi più a nord dell’Europa, che, zanzare a parte, li hanno accolti nel loro vasto e placido abbraccio suggerendogli giorno per giorno lo sviluppo di questa fiaba nata on the road, e per nulla pianificata a tavolino, lasciando appunto che il cinema nascesse spontaneo dallo sguardo dei due cineasti direttamente suggestionato dagli spazi e dalla luminosità di paesaggi poco consueti sul grande schermo.
Visivamente incantato, il film danza e procede con modalità decisamente inedite per il nostro cinema nazionale, al quale sembra consigliare, senza alcuna arroganza e anzi con il candore dei ragazzini, di provare ad abbandonare ogni tanto la strada dell’impegno sociale e del mélo ormai inevitabilmente contaminato dalla fiction televisiva, per inventarsi mondi e orizzonti nuovi dove ambientare storie dal respiro forse più universale, e soprattutto ritrovare l’innamoramento per le immagini, per la loro dirompente e rivoluzionaria potenzialità di scatenare nei nostri sguardi annoiati e ingrigiti dalla cronaca nuovi contorni di forme e colori in grado di riaccendere un immaginario sbiadito e appiattito.
Manteniamole, ora, queste (giovani) promesse: se ne accorgano il servizio pubblico e gli illuminati produttori del nostro cinema, per incoraggiarli e aiutarli a realizzare, in tempi celeri, almeno un altro paio di miracoli simili.
(I racconti dell’orso); Regia: Samuele Sestieri, Olmo Amato; sceneggiatura: Samuele Sestieri, Olmo Amato; fotografia: Samuele Sestieri, Olmo Amato; montaggio: Samuele Sestieri; musica: Riccardo Magni; interpreti: Samuele Sestieri, Olmo Amato; produzione: Samuele Sestieri, Olmo Amato; origine: Italia, 2015; durata: 67’
