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Il compleanno

Pubblicato il 4 febbraio 2008 da Giovanna Vincenti


Il compleanno

Roma, Teatro Quirino – Si anima ancora una volta la piccola locanda sul mare popolata dai suoi bizzarri personaggi e, ancora una volta, prende vita quella festa di compleanno a cui nessuno vorrebbe trovarsi mai a partecipare. Dopo circa trent’anni d’assenza dai palcoscenici italiani ritorna ad essere rappresentata Il compleanno prima commedia in tre atti del premio Nobel anglosassone Harold Pinter. A portarla in scena è il giovane Fausto Paravidino, acclamato dalla critica come vera e propria rivelazione del teatro italiano, che interrompendo momentaneamente il suo spasmodico flusso creativo (ha al suo attivo già una decina di commedie e un film), sceglie di rendere omaggio come regista, come interprete e, addirittura, come traduttore, al drammaturgo che più di tutti sembra averlo ispirato nella sua produzione. E’ lampante come tale omaggio sia fatto all’insegna di una profonda ammirazione ed una pressocchè totale dedizione al testo e questo è un bene (del resto come dargli torto?). Traspare, infatti, un religioso rispetto per questa partitura scenica che viene riprodotta (fin troppo) fedelmente senza rilevanti tagli o rielaborazioni – la scelta più ‘azzardata’, è quella di presentare un Goldberg giovane e filiforme, che oltre ad avere l’immediata funzione di ribaltare la tradizionale immagine del gangster imponente e minaccioso, va letta, probabilmente, come un ulteriore omaggio, tutto personale, che Paravidino vuol fare al maestro, scegliendo di essere proprio lui a interpretare il personaggio chiave dell’opera che, tra l’altro, in una versione televisiva era stato interpretato dallo stesso Pinter - .

Si intravede il tentativo di restituire al pubblico quel linguaggio fortemente ammiccante ed evocativo celato dietro un apparentemente solido attaccamento alla realtà, di svelare, per utilizzare le stesse parole con cui l’Accademia di Svezia conferiva il premio Nobel al drammaturgo anglosassone, ‘il baratro nascosto sotto le chiacchiere di ogni giorno e costringe ad entrare nelle chiuse stanze dell’oppressione’. Così come, ancora, sembra accarezzare l’occhio dello spettatore la deliziosa, minuziosissima scenografia di Laura Benzi. Ma al di là di tutti questi buoni presupposti, a cui è d’obbligo aggiungere la bravura dei singoli interpreti, da Ariella Reggio, una teneramente morbosa Meg, a Beppe Chierici, un dimesso e pacifico Petey, o ancora Paolo Zuccari, l’aggressivo emissario irlandese che fa da spalla al misterioso Goldberg, e lo straordinario Giuseppe Battiston perfetto nel ruolo di Stanley, qualcosa sembra, tuttavia, non tornare. Del resto ricreare una convincente messa in scena di quest’opera così complessa non è, di sicuro, impresa facile e questo Paravidino sembra saperlo bene poiché afferma nella sua nota di regia: ‘C’è una storia teatrale che convive con una trama poetica. La storia teatrale è una storia d’azione e la fanno gli attori, quella poetica è fatta di associazione la fa il pubblico. Naturalmente se gli attori gli permettono e suggeriscono di farlo’. La riuscita di uno spettacolo del genere presuppone, dunque, una profonda sinergia tra chi ‘fa il teatro’ e chi lo fruisce. Sinergia che, in questo caso, però, non si è venuta a creare. Il pubblico si ritrova a seguire questo, per certi versi, assurdo susseguirsi di eventi, senza che gli venga data la possibilità di attribuire loro un senso che vada al di là dell’immediatezza della rappresentazione. Nella speranza che col tempo la compagnia possa affiatarsi ulteriormente, perfezionare il ritmo dell’azione scenica e, soprattutto, approdare a una maggiore consapevolezza che, mai come in questo caso, ogni gesto, ogni parola, ogni silenzio è foriero di significati altri, profondi, soggettivi e non facilmente accessibili, questo ‘Il compleanno’ rimane un complesso di buone intenzioni minate, però, nel risultato finale.


Autore: Harold Pinter; Traduzione: Fausto Paravidino e Alessandra Serra; Regia: Fausto Paravidino; Interpreti: Beppe Chierici, Ariella Reggio, Giuseppe Battiston, Valentina Cenni, Fausto Paravidino, Paolo Zuccari; Scene e disegno luci: Laura Benzi; Costumi: Sandra Cardini; Aiuto regia: Flaminia Caroli; Assistente alla regia: Daniele Muratore.


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