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Il Cuore Grande delle Ragazze

Pubblicato il 1 novembre 2011 da Annalaura Imperiali


Il Cuore Grande delle Ragazze

L’ormai nota e riconoscibile firma di Pupi Avati si è fatta sentire anche in questo caso: Il Cuore Grande delle Ragazze narra la storia, tra il comico, il tragico e il grottesco, di una famiglia allargata, abbracciando la calda realtà di una cittadina dell’Italia centrale nella prima metà degli anni ’30.

La famiglia contadina dei Vigetti che ha tre figli - il piccolo Edo, Sultana e Carlino, giovanotto molto ambito dal panorama femminile – vuole “sistemare” quest’ultimo una volta per tutte. La possibilità si profila all’orizzonte in breve tempo dal momento che le due figlie di Sisto Osti, padrone degli stessi Vigetti, sono libere e senza pretendenti da sempre; per cui, facendo sposare Carlino con una di loro, si stipulerebbero di conseguenza dei trattati di convenienza che prevedrebbero la sistemazione assicurata ai Vigetti per altri dieci anni e la possibilità, senza che la cosa sia ovviamente pubblicizzata, che Carlino continui comunque a frequentare le sue numerose amanti pur rispettando la propria “facciata sociale”. Senonché, quando fa improvvisamente irruzione nel paese la bella Francesca da Roma, figlia della moglie del signor Osti, le carte in tavola cambiano e si accetterà, dopo molti travagli, che siano Carlino e Francesca a sposarsi. Tutto sembra procedere fin quando la carrozza della sposa arriva davanti alla chiesa di paese nel giorno delle nozze…

Si è parlato di “rivelazione cinematografica” a proposito di Cesare Cremonini il quale, reduce da un passato nel mondo della musica e famoso agli occhi dell’Italia per aver trovato il proprio successo in qualità di cantante della pop-band “I Lunapop”, pare dimostrarsi un buon talento anche sul set.

Si è detto ancora che Micaela Ramazzotti, la quale ha collaborato fin da quand’era bambina con Pupi Avati partendo da alcune particine in certe serie televisive, ha confermato la propria impressione di attrice non di livello alla quale si affibbiano ruoli né potenti né carismatici in cui la stupidità sembra essere quasi sempre la costante del personaggio da lei interpretato, a prescindere dal background in cui ci si muove.

Onestamente in questo caso le voci di corridoio si possono ben ribaltare: Cremonini non è una rivelazione ma, “sanza infamia e sanza lodo”, dà proprio l’idea di un cantante che veste per la prima volta nella sua vita i panni di un attore; la Ramazzotti invece, forse perché perfettamente consona al suo essere “romana bella e ignorante” come il soggetto del film voleva che fosse, dà brio ed energia alla pellicola che altrimenti, salvo per una regia sempre di livello, manca di verve e di originalità.

Quello che colpisce sicuramente è la scelta di Avati di ambientare il tutto come se si trattasse di una fiaba surreale, di una favola lontana nel tempo, negli usi e nei costumi della nostra società. Ed è proprio lei la vera protagonista, la società. Una società che rivive, grazie alla maestria di un autore che ha saputo rendere piacevolmente attraverso la propria innegabile bravura un’epoca ormai morta e sepolta, un tempo in fondo vicino, se si pensa al lungo arco temporale della Storia, ma a guardar bene lontano, se si considera il cambiamento quasi radicale che l’Italia e il resto del mondo hanno subito durante quello che il famoso storico inglese Hobsbawm ha definito “il secolo breve”.


FOTOGALLERY


CAST & CREDITS

(Il Cuore Grande delle Ragazze) Regia: Pupi Avati; soggetto e sceneggiatura: Pupi Avati; fotografia: Pasquale Rachini; montaggio: Amedeo Salfa; musica: Lucio Dalla; scenografia: Giuliano Pannuti; costumi: Catia Dottori; interpreti: Cesare Cremonini (Carlino Vigetti), Micaela Ramazzotti (Francesca Osti), Gianni Cavina (Sisto Osti), Andrea Roncato (Adolfo Vigetti), Erica Blanc (Eugenia Vigetti); produzione: Pupi Avati; distribuzione: Medusa Film; origine: Italia, 2011; durata: 85’.


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