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IL GOURMET DEL PERFETTO CINEFILO

Pubblicato il 16 dicembre 2003 da Alessandro Izzi


IL GOURMET DEL PERFETTO CINEFILO

Il cinefilo è sempre più una strana bestia. Come il Nosferatu eternato da Murnau si rinchiude in strani buchi (altrove chiamati cinema) invocando il buio e, cosa strana in tempi di grevi film panettone, il silenzio degli sporadici vicini che non si sono fatti spaventare dal pezzo del biglietto. Negli ultimi tempi il cinefilo ha, comunque, qualcosa in comune con il suo parente linguistico più stretto: il cinofilo. Come quest’ultimo, infatti, l’ultima generazione di aficionados del cinema ha preso ad allevare un piccolo amico, amato, coccolato, vezzeggiato, idolatrato come lo erano i gatti in Egitto. Stiamo parlando, ovviamente del lettore dvd: uno strano animaletto domestico che certo non si può portare in giro legato al guinzaglio, magari per un bisognino notturno, ma che non da meno ha bisogno di tantissime cure. Il periodo natalizio è, per il cinefilo, probabilmente il più duro. Mentre, come qualsiasi altra persona, si ingozza tra cenoni di Natale e pranzi di inizio anno, mentre scarta un panettone con una mano sola perché l’altra è impegnata a sorreggere una fetta di pandoro, il pensiero dello sventurato che ha acquistato un lettorino pigolante va sempre al suo povero nuovo amico. Come interrompere la sua non certo precaria dieta fornendogli una serie di prelibatezze capaci di gareggiare con le nostre lasagne di Natale? Beh, non temete! Perché le case di distribuzione (quelle benemerite che non chiedono di meglio che succhiare ogni goccia del nostro sangue monetario da quella giugulare asfittica e polverose che ci piace chiamare portafogli) non si sono certo lasciate certo sfuggire l’occasione per rifilarci una serie di titoli anche troppo golosi. Tanto per cominciare si potrebbe partire da un simpatico antipasto con il bel DVD che Synger ha fatto impaginare per il suo X-men 2: un bel doppio disco (vale a dire: mari e monti) che promette faville prima di tutto sul versante della qualità del riversamento (a dir poco esemplare). Gli extra numerosi e stuzzicanti non aspirano alla qualità della piena portata, ma sono abbastanza variegati come il carciofino sottolio messo a fianco della fetta di buon prosciutto crudo. Per primo piatto consigliamo un trittico sfizioso: la saga di Indiana Jones riportata al massimo splendore audiovisivo da un’accorta operazione di restauro. Il gusto della portata è intrigante per l’inusuale accostamento (si apprezzano in particolare i toni rustici della portata centrale dal gusto più forte e dal profumo più speziato) mentre un apparato di extra (quelli del quarto disco) sebbene non sempre fondamentali (lo specialino sulla musica è abbastanza discutibile) aspirano all’esaustività (bello lo special, che è anche di una certa lunghezza). Per secondo piatto suggeriamo un pregevole Venerdì 13 possibilmente al sangue tanto per prepararsi la bocca ad un’auspicata, ma quanto mai lontana, riedizione del mitico Non aprite quella porta. Mentre per contorno... beh, conserviamo dell’insalata solo il verde per un buon Hulk che consigliamo nell’edizione normale perché la limited (che è in nostro possesso) vanta una confezione atroce che già da sola è un pungo nello stomaco. Un ottimo dessert potrebbe essere la pregevole edizione di Terminator 3, dove sia l’altissima qualità del riversamento che la messe di materiali extra sembrano voler fare a pugni con la relativa pochezza artistica del film per cui sono impiegate. Ovviamente Capodanno conta su un’unica portata, la monumentale edizione estesa di Le due torri, che non abbisogna di alcun commento. Quattro dischi di assoluta goduria per ciascun lettore. Se temete per la linea del vostro piccolo amico... non abbiate paura: non ingrassa mai.

[dicembre 2003]


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