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Il grande mago

Pubblicato il 26 gennaio 2013 da Monia Manzo


Il grande mago

Il grande mago in scena al Teatro dei Conciatori a Roma fino al 3 febbraio, è uno spettacolo vincente grazie ad una triade di addetti ai lavoro molto ben assortita: scritto da Vittorio Moroni, diretto da Giuseppe Marini e interpretato da un etereo Luca De Bei.
Il testo dalla evidente levatura letteraria, si presenta come coacervo di domande cui è difficile dare risposte: un’ambiguità naturale, la metamorfosi innocente dei sessi, la mutazione che genera inevitabilmente sofferenze atroci nel contesto delle relazioni sociali.
Individuare solo l’omosessualità come tema centrale dell’opera equivarrebbe a denigrare il faticoso lavoro portato a termine da questi tre artisti: un monologo dalla solida struttura linguistica, ricco di metafore senza però perdere i contatti con il realismo del testo, interpretato con grazia e con molta umanità -che De Bei cerca di limitare con la tecnica- e che inevitabilmente straripa come un fiume in piena fino a trasformarsi in alcune fasi della messinscena in un vero e proprio melodramma. Sono queste, in fondo, le scelte stilistiche adottate per poter scorrere e scandagliare una vita doppia di un uomo che sceglie di essere donna pur essendo padre.
Il nostro protagonista, Andrea, indossa in scena una camicia bianca, con pizzi che ballano ogni qualvolta le sue braccia si muovono per esprimere un’emozione, in un alternarsi di movimenti pacati o febbrili disegnandone l’esistenza.
Adolescente solo, sbigottito di fronte alla consapevolezza che la sua omosessualità sia tanto visibile da diventare oggetto di crudeli scommesse, cerca di affrontare la vita seppur in salita.
Il suo tortuoso percorso verrà solo in parte agevolato dall’incontro, durante il suo periodo di obiettore di coscienza, con una donna emotivamente instabile e bisognosa di affetto, che lo amerà incondizionatamente e perdutamente, ma in una fase che potremmo definire un "limbo" dove le anime perdute si incontrano, si riconoscono e si amano sollevandosi al di sopra dei loro corpi.
Il frutto di questo amore anomalo sarà un bambino, un miracolo per uomo che sta definitivamente cambiando identità; la sua vita di padre dalle sembianze femminili avrà un costo altissimo che saprà sopportare solo pensando al passo definitivo: quello di estirpare dal suo corpo un sesso che non ha mai riconosciuto.
Andrea ora diventato Aurora incontrerà la solidarietà e l’amore di altre donne della sua vita: la madre, la sorellina ed Eliana un ex-uomo. In questo circolo di amore femminile Aurora rafforzerà la sua nuova personalità e attenderà con pazienza il giorno in cui potrà spiegare al suo piccolo cosa può accadere quando il "grande mago" commette degli errori nella divina creazione.


(Il grande mago); tratto da una storia vera; testo di Vittorio Moroni; regia di Giuseppe Marini; con Luca De Bei


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