Il grido di angoscia dell’uccello predatore

Il grido di angoscia dell’uccello predatore è un corto di ventisette minuti costituito da immagini inedite tagliate dal film Aprile del 1998 e suddiviso in venti episodi. Il regista Nanni Moretti ha scelto di riproporre queste immagini girate dal 1994, anno in cui governava Berlusconi, al 1996, anno in cui vince il centrosinistra in Italia, per dimostrarne la sconcertante attualità. In tal senso assume un particolare significato inquietante il primo episodio Premio Strega. Il mio voto. Protagonista assoluto: Silvio Berlusconi. Moretti guarda la televisione e ascolta Berlusconi che parla agli italiani e dice: “..A tutti garantiremo la libertà, la libertà anche di esprimere fino in fondo le proprie idee, anche se saranno idee contrarie alle nostre”. Dopo 7 anni Berlusconi ha così messo in atto i propositi enunciati: è padrone delle televisioni private più importanti e controlla indirettamente, essendo Presidente del Consiglio, anche le televisioni di Stato e cerca con tutte le forze politiche ed economiche che ha a disposizione, contro ogni principio liberale antitrust, di ottenere il controllo totalitario dei mezzi mediatici. Ha cacciato dalla televisione un giornalista moderato come Enzo Biagi tacciandolo di fazioso e un giornalista impegnato come Santoro, tacciandolo di comunista. Non si capisce però perché Emilio Fede e Giuliano Ferrara, suoi fedeli portavoce, possano parlare dalle sue televisioni senza essere considerati faziosi. Ha cacciato addirittura un comico, Daniele Luttazzi, quando anche nei regimi monarchici medievali era concesso al buffone di corte di attaccare il Re. Berlusconi quindi non solo attenta ai principi di eguaglianza, libertà e democrazia, conquiste secolari dell’Europa Democratica, ma fa di più: con Berlusconi torniamo indietro alla barbarie precedente la nascita delle monarchie. Ora pretende l’immunità come i sovrani medievali appunto, perché non sa come difendersi dai numerosi processi che gli incombono contro; urla disperato che è tutto un complotto dei “comunisti” (che ormai sono solo un fenomeno archeologico) e che c’è un “regime dell’opposizione”(??!!). Berlusconi, da abilissimo conoscitore dei meccanismi che regolano il consenso mediatico ha capito con chiarezza di avere ormai perso la fiducia degli italiani e perciò si scatena con la disperazione di un animale ferito che si sente finito. Il grido di angoscia dell’uccello predatore analizza in modo ironico e disincantato la realtà sociale e politica italiana di quegli anni, che è poi quella di oggi, ritraendola come una commedia agrodolce. Una realtà che offre suo malgrado numerosi spunti comici, un’Italia da macchietta: l’episodio Siamo usciti dai canneti ritrae un comizio di leghisti guidati da Umberto Bossi che sbercia: “Viva la Padania! Siamo usciti dai canneti, noi, generazioni di padani, per marciare contro Roma ladrona!”. Il linguaggio e il contesto si commentano da soli. Oggi Umberto Bossi è Ministro al Governo insieme a Silvio Berlusconi. Un montaggio veloce e un ritmo complessivo vivace rendono l’opera in questione molto più divertente di Aprile. I riferimenti al mondo politico italiano, presenti in gran parte degli altri episodi, a distanza di anni risultano molto più interessanti e incisivi di allora proprio perché brechtianamente straniati “con il senno di poi”. Per il resto si ripropongono temi classici morettiani. Nell’episodio Il loro linguaggio Moretti esprime ironicamente la sua consueta incomprensione nei confronti dei giornalisti e soprattutto per il loro linguaggio: lo vediamo riflettere assorto e stupito su alcuni loro neologismi come cerchiobottismo e doppiopesismo. L’episodio più lirico e romantico è I Nostri ministri: Moretti all’annuncio della vittoria del centrosinistra del 1996 parla con il figlioletto neonato ed esprime tutte le sue perplessità sulla sinistra, i suoi rappresentanti e le sue alleanze con le forze del centro e moderate. Il bebè grazioso, bellino e tenerino, però ancora debole, vulnerabile e bisognoso di cure, è il simbolo speranzoso di questa neonata sinistra piena di vita. Il corto è abbinato al film Bell’amico.
[maggio 2003]
regia: Nanni Moretti interpreti: Silvio Orlando, Nanni Moretti, produzione: Sacher Film distribuzione: Sacher Film origine: Italia 1998
