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Il programma del Torino Film Festival 2015

Pubblicato il 12 novembre 2015 da Anton Giulio Onofri


Il programma del Torino Film Festival 2015

Puntuale ogni novembre, dopo che Roma sembra portarsi via tutte le festività cinematografiche dell’anno, torna il Festival di Torino, a ricordarci, con la sua competente serietà e indubbia simpatia, che il cinema non conosce stagioni, ed è una fontana inesaurubile e inesausta di creatività un po’ dovunque nel mondo. Grazie alla sua capillare presenza in città (tornano a 11 le sale a disposizione, ridotte lo scorso anno per via dei tagli al budget, per questa edizione risalito a 2 milioni e quattrocentomila euro), per un’abbondante settimana la 33ma edizione, "dedicata", come da manifesto, a Orson Welles, offrirà ai torinesi, ai giornalisti e ai cinefili accreditati oltre duecento titoli tra i quali 47 lungometraggi, 50 anteprime mondiali, 20 anteprime internazionali, 8 anteprime europee, e 71 anteprime italiane.
L’altra mattina alla Casa del Cinema di Roma una vulcanica Emanuela Martini (rossi e arricciati i suoi capelli sembrano davvero i lapilli di un vulcano in attività), dall’anno scorso direttore del Festival dopo il breve interregno di Paolo Virzì che seguì il quadriennale incarico di Gianni Amelio, ha presentato con la consueta passionalità un programma che promette scintille. E’ d’obbligo citare, per una sorta di bonario campanilismo che sempre ci contraddistingue, i quattro (anzi cinque) autori italiani nel concorso dei 15 lungometraggi, da Elisabetta Sgarbi a Mario Balsamo, dal documentarista Salvo Cuccia impegnato nel suo primo film di finzione, alla coppia dei giovani Samuele Sestieri e Olmo Amato il cui I racconti dell’orso, promosso da qualche mese in rete con una manciata di minuti a dir poco abbaglianti, potrebbe regalare grosse sorprese. Guest Director sarà quest’anno lo stralunato Julien Temple con il suo The Ecstasy of Wilko Johnson e un personale miniciclo di suoi film del cuore intitolato Questioni di Vita e di Morte, mentre il Gran Premio Torino andrà a Terence Davies, presente al Festival nella sezione Festa Mobile con il suo ultimo film, Sunset Song. Il Premio Cipputi, tradizionalmente consegnato da Altan ad un’opera in concorso di tutte le sezioni del Festival dedicata al tema del lavoro, celebra il suo ventennale con un "Cipputi alla carriera" a Francesca Comencini. Nell’appena citata Festa Mobile, ricca di novità e anteprime come il film d’apertura diretto da Sarah Gavron Suffragette con Carey Mulligan e Meryl Streep, il pubblico avrà modo di recuperare alcuni titoli già apparsi qui e là in altri Festival internazionali, come Le Mille e una Notte di Miguel Gomes, il nuovo capolavoro di Apichatpong Weerasethakul, l’ottimo Comoara di Corneliu Porumboiu, e addirittura The Assassin, premio per la miglior regia all’ultimo Cannes. Nientemeno che Nicolas Winding Refn verrà a presentare una sua mania personale, Terrore nello Spazio di Mario Bava, inserito nella sezione dedicata ai Restauri insieme al West and Soda, il capolavoro animato di Bruno Bozzetto uscito esattamente 50 anni fa, Giulietta degli Spiriti di Fellini e un film del 1950 letteralmente scomparso, ovvero mai uscito perché ostinatamente censurato da Giulio Andreotti, dato per perso, e forse uno dei titoli più ghiotti dell’intera manifestazione: Tragica Alba a Dongo di Vittorio Crucillà, che racconta le ultime ore da vivo di Mussolini. Il Mediterraneo come luogo di produzione di un immaginario sempre vitale è il tema centrale di TFF DOC, la sezione dedicata ai documentari, che riserva un piccolo omaggio a Chantal Ackerman, scomparsa lo scorso ottobre. E poi ancora Onde, la sezione più misteriosa, concentrata sugli sguardi più sperimentali e liminari del cinema contemporaneo; After Hours, eccentrico ciclo di titoli horror che spesso e volentieri esondano nel surrealismo, come ben 3 nuovi film (dei 5 che ha girato quest’anno!) di Sion Sono, e February, esordio nella regia di un figlio d’arte che un destino horror se lo ritrovava già nel nome: Osgood Perkins, rampollo di Anthony...
Infine la retrospettiva, "Cose che verranno. La Terra vista dal Cinema", curata personalmente da Emanuela Martini, che analizza attraverso un percorso a partire da Things to come di Cameron Menzies per fermarsi al Crash di David Cronenberg, la fantascienza sugli schermi del XX secolo, prima che il crollo delle Torri Gemelle ci costringesse tutti a rimeditare sui concetti di Utopia e Distopia... E ancora Corti, inediti, e tante altre cose che è impossibile riassumere in una sola paginetta.


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