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Il Truffacuori

Pubblicato il 4 febbraio 2011 da Annalaura Imperiali


Il Truffacuori

Ora tutto è possibile! Anche stroncare in men che non si dica la relazione consolidata, lunga e felice di una coppia prossima all’unico grande passo mancante per il coronamento del rapporto amoroso: il matrimonio.

Juliette vive piena del proprio senso di superiorità, del proprio orgoglio che si manifesta in ogni momento nel rapporto conflittuale con il padre; è intelligente, economicamente emancipata, ama il lusso, vive nell’agio, detesta le ingiustizie. Sta per sposarsi con Jonathan, bello, ricco, generoso e di classe.
Il quadretto idilliaco aspetta solo che vengano colorati il cielo di blu e un arcobaleno variopinto e cangiante, quando irrompe nella loro vita Alex.
Non si tratta di una “guardia del corpo” qualsiasi: questo fulmine a ciel sereno è un professionista, un mercenario che di mestiere si occupa del sabotaggio di coppie usando come arma rigorosamente invincibile la propria seduzione, a cui nessuna donna pare riesca a resistere.
Senonché Juliette si dimostra l’eccezione che conferma la regola: davanti ai suoi occhi severi e penetranti, Alex arriva al punto di pensare che non ci sia nulla da fare. Ma non dandosi per vinto di fronte alla “modica” cifra di 50.000 euro, il Truffacuori senza macchia e senza paura comincia a giocare tutte le proprie carte, con i dovuti effetti speciali…

Nonostante la trama fondamentalmente classica, in linea con il genere della commedia sentimentale, Il Truffacuori reclama una maggiore attenzione ai suoi dettagli alquanto sofisticati: l’apprendimento da parte di Alex del ballo di Dirty Dancing, il finto operaio polacco, Marc, che zoppicando, anziché riparare l’aria condizionata, allaga la stanza di Juliette; l’aiutante del truffacuori, Melanie, che impersona al contempo la cameriera, l’autista, la segretaria, la barman dell’albergo dove Juliette stessa passa l’ultimo periodo della sua vita di ragazza, prima di diventare moglie; le finte lacrime di Alex volte a toccare e commuovere la sensibilità femminile. Andando più a fondo? Alex è l’esponente di uno status sociale inferiore a quello di Juliette. Tra le righe si legge uno scontro di classe che si appiana gradualmente solo attraverso il messaggio stesso che la pellicola contiene: seguire i propri istinti, mettendo da parte le convenzioni sociali e il proprio giudice interiore che chiude nell’omologazione concettuale di una scelta fatta nei soliti schemi precostituiti.

Quello che rende indubbiamente riuscito il film è il ritmo giusto: per provocare comicità, l’azione, gli sguardi e l’intreccio dei momenti devono intersecarsi in maniera veloce e serrata. Tutto si articola su questa Salsa per la cui armonia è necessaria la perfetta sincronia e complementarietà tra i partner.
Non è solo la coppia Alex-Juliette a dare la spinta, ma anche e soprattutto la coppia Melanie-Marc, la quale deve assumersi il compito di sostenere la comicità di cui si fanno promotori, appunto, più gli aiutanti che i protagonisti.
Pascal Chaumeil esorta alla vita di squadra, al non darsi per vinti, al raggiungere scopi e mete che sembrerebbero troppo complessi da realizzare e troppo distanti da avvicinare, per essere trasformati in realtà. In questo continuo mutamento di giochi di ruolo, si scorge l’idea di una vita da prendere alla leggera, così come si presenta, impiegando di volta in volta la quantità di energie di cui necessita il singolo caso, senza sprechi e senza riserve.

C’è naturalezza nello scoprire il proprio lato più oscuro e razionalmente castrato di fronte alla forza trainante della passione e del coinvolgimento che non permette di tirarsi indietro, e c’è la volontà di guardarsi allo specchio per ammettere che giunge per tutti il momento in cui l’emisfero destro, preposto all’emotività e all’irrazionalità, prende il sopravvento.

Qualche imperativo categorico per lo spettatore nell’era della crisi (di tutto e del lavoro in primis): CREATIVITA’. E’ questa la parola chiave. CREATIVITA’. Laddove nessuno offre più né certezze né possibilità, diventa fondamentale il costruirsi il proprio piccolo spazio di vita grazie all’originalità di qualunque piano nuovo e, proprio per questo, forte della sua unicità.


CAST & CREDITS

( L’Arnacœur); Regia: Pascal Chaumeil; sceneggiatura: Laurent Zeitoun, Jeremy Doner, Yohan Gromb; fotografia: Thierry Arbogast; montaggio: Dorian Rigal-Ansous; musica: Klaus Badelt; interpreti: Romain Duris (Alex Lippi), Vanessa Paradis (Juliette Van Der Becq), Julie Ferrier (Mélanie); produzione: Quad Productions, Script Associés, Focus Features, Chaocorp, Cinémage 4, A Plus Image, Banque Populaire Images 10, Orange Cinéma Séries; distribuzione: Lucky Red; origine: Francia 2010; durata:105 min.


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