X

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicit‡ in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di pi˘ o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Chiudendo questo banner, invece, presti il consenso allíuso di tutti i cookie



In amore niente regole (Conferenza stampa)

Pubblicato il 12 aprile 2008 da Carlo Dutto


In amore niente regole (Conferenza stampa)

Roma. Nella lussuosa cornice dell’hotel St.Regis di Roma, si è svolto l’incontro con la stampa per il film “In amore niente regole”. Presenti l’attore-regista George Clooney e l’attrice Renée Zellweger. George Clooney come sempre scherzoso con la stampa, anche se piuttosto svogliato, non si sforza molto nel rispondere alle domande, a dir la verità non sempre acute, che gli vengono poste. Così, quando gli viene segnalato l’evidente omaggio a un certo cinema americano e a film quali Accadde una notte, risponde che: “Più che a quello mi sono ispirato a Scandalo a Filadelfia, cercando di fare del mio meglio, anche se è difficilissimo avvicinarsi a capolavori del genere!”. Un attore che ama ironizzare sull’età che avanza, che non nasconde i capelli bianchi e che si imbarazza del continuo parallelismo con un attore del calibro di Clark Gable: “forse – dichiara - avrebbe qualcosa da obiettare”. La scelta di un genere quale la commedia sofisticata per la terza regia risulta un approdo quasi obbligato, dopo le prove da regista impegnato: “mi offrivano solamente copioni di film seri, volevo sperimentare anche in un genere più leggero e divertente e qui ho sostenuto in più la recitazione oltre alla regia, un compito che non mi è risultato affatto difficile, anche grazie all’apporto fondamentale dei miei colleghi”. Si può parlare di fascinazione verso il glamour del periodo degli anni Venti-Trenta? “Ciò che mi affascina – sottolinea Clooney – sono il glamour e le atmosfere dei film di Hollywood degli anni Venti, non della realtà di vita in sé, dato che al tempo si moriva anche di poliomielite".

Interessante l’aspetto dell’insofferenza alle regole come filo conduttore delle tre regie finora firmate: “Abbiamo tutti bisogno di regole per vivere, ma mi piace l’idea che alcune persone riescano a violarle di continuo!”.

Renée Zellweger sottolinea del suo personaggio di giornalista la particolarità della “risposta sempre pronta, dell’ironia pungente in ogni situazione” e sul ruolo dei giornalisti così si esprime la protagonista di Bridget Jones: “Vorrei poter essere capace di fare il vostro lavoro, ma non sarei in grado di prendermi la responsabilità di negoziare cosa e come divulgare l’informazione. Mi risulterebbe troppo difficile la responsabilità di avere un impatto sulla vita di qualcuno o l’idea di dover accettare compromessi nella mia professione". Se da una parte l’attore di Ocean’s Eleven ricorda le tre lezioni a settimana di italiano, dall’altra, pur dichiarando di conoscere e amare il cinema italiano di un certo periodo d’oro, non cita nessun regista o film che lo abbia ispirato. Molto criptico infine sui progetti futuri: Clooney scherza parlando della prossima regia di un musical in italiano (su un pasticcere trotskista? ndr), quindi rivela il progetto di un film basato su un’opera teatrale che narra del “dietro le quinte” di un comitato elettorale di un candidato alla presidenza Usa. Parlando di personaggi interpretati, Clooney ricorda quello per Out of Sight come il più vicino alla sua personalità, anche se “pur essendo stato finora molto fortunato a ricevere proposte per ruoli tutti molto belli, non credo che riuscirei mai a trasformarmi veramente in loro, non riuscirei a diventare un agente della Cia come in Syriana. Vita vera e vita su grande schermo nel mio caso non si sono mai incontrate!”.

Sulle presidenziali americane, la domanda di rito colpisce i due astanti con la noia usuale: se da una parte Clooney, amico sia di McCain che della Clinton, è fan sfegatato di Obama (“ha una ottima oratoria e sa parlare con vivacità di intelletto, proprio come Veltroni quando instilla speranza nei giovani”- e Walter ringrazia il giorno dopo), l’attrice Renée, dichiarandosi subito texana di nascita, non nasconde la preferenza verso McCain, definito un vero eroe nazionale, per poi dichiarare che “ho passato otto anni trattenendo il fiato: gli Stati Uniti hanno bisogno di cambiare strategie in politica estera e la scelta non può che cadere su un democratico”.

Fondamentale infine l’impegno umanitario profuso dall’attore del Kentucky, che recentemente si è dimesso, per un’altra protesta, dall’associazione degli sceneggiatori statunitensi. L’emergenza del Darfur resta sempre al centro: “pochi giorni fa ho incontrato il premier inglese Gordon Brown, con la speranza di riuscire a riunire per un dialogo i leader ribelli. Intanto sono stati acquistati alcuni elicotteri da dare in gestione alle Nazioni Unite proprio per il Darfur”. Un pensiero anche alle recenti proteste dei monaci in Tibet, sfociate nel sangue: “bisogna tenere viva l’attenzione su quella parte del mondo, come pure sulla situazione del Chad per esempio, anche se sono contrario al boicottaggio dei giochi olimpici”.


Enregistrer au format PDF