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Incontro con Charlie Sistovaris, nipote di Charlie Chaplin

Pubblicato il 16 ottobre 2014 da Filippo Baracchi


Incontro con Charlie Sistovaris, nipote di Charlie Chaplin

Nella lobby dell’Hotel Moderno di Pordenone, dopo la serata dedicata a Benshi, avviene un incontro con il nipote di Charlie Chaplin, Charlie Sistovaris, figlio di Josephine, sorella del grande attore inglese. Vestito con una sobria felpa grigia e pantalone nero, Sistovaris risponde alle domande poste dai giornalisti.

Quali sono i ricordi maggiori che hai di tuo nonno?
Non ho avuto modo di conoscere molto mio nonno, ma il ricordo che ho di lui è quando avevo sei anni, una sera dopocena. Lui era sulla sedia a rotelle e malgrado l’handicap aveva sempre quella forza e senso di giustizia che lo ha caratterizzato fin da giovane.

E’ stato difficile far parte di una famiglia con un’eredità importante come quella di tuo nonno?
Non ho mai sentito la pressione, ma semmai è stata una grande opportunità per la mia vita.
Specialmente perché mi ha dato la possibilità di far uscire la figura di mio nonno dai luoghi comuni che si sono creati. Sono infatti diventato un suo fan e il legame con la famiglia ha reso questo rapporto con lui più intimo. Forse sono stati i suoi figli a sentire il peso dell’eredità del nonno. Geraldine ha affermato più volte di avere “un dono di bellezza”...

Scusa ma tu invece che professione svolgi?
Sono un programmatore di database.

Quale è il rapporto dei tuoi famigliari nei confronti dell’eredità di tuo nonno?
Ogni componente della famiglia ha una percezione diversa rispetto all’eredità di mio nonno, il rapporto tra la grande personalità che possedeva e il lavoro che faceva . Ci sono alcune persone che sono interessate all’aspetto pubblicitario della sua figura, mentre un’altra parte che è invece interessato ai film. Io personalmente difendo l’aspetto cinematografico perché questa è l’eredità più importante che abbiamo.

La famiglia ha avuto però un ruolo determinante nella conservazione e il restauro delle sue opere?
Sì, dal 1918 sono proprietari dei diritti dei suoi film, anche grazie alla collaborazione con la Cineteca di Bologna, è stato possibile restaurare i suoi film.

Il tuo film preferito?
Sono due: Luci della città e Il circo, un film che meriterebbe più attenzione.

Quale è stata la magia di tuo nonno?
Il pathos dei suoi film, in particolare dei primi cortometraggi in cui l’efficienza comica ha raggiunto il suo apice e l’infanzia traumatica che è contenuta nei suoi lungometraggi.

C’è secondo te qualcuno oggi che ricorda le sue doti attoriali?
Ehm... non mi viene mente nessuno.

C’è qualcosa che non conosciamo di lui, che non ci è stato rivelato?
Credo che leggere l’ultimo libro di David Robinson, Chaplin. La vita e l’arte , sia una buona occasione per scoprire un ulteriore pezzo della sua vita privata.
Comunque credo che come Sheakespeare si studia da secoli, la sua vita e il suo cinema possano sviluppare ulteriori spunti di ricerca.
Personalmente tra i due preferisco il suo cinema.


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