Incontro con il pubblico: Oscar Grillo

Roma. Oscar Grillo è un fiume in piena: parla, gesticola, presenta, si scusa, racconta. Il tutto passando instancabilmente dall’italiano all’inglese: senza sosta. Un personaggio carismatico che, spesso, durante l’incontro, interpella anche i suoi colleghi e amici.
Il workshop di cui è stato protagonista oggi, al Cinecittà Campus per I Castelli Animati, è stato però scevro di troppe parole: lui, vignettista ed animatore, piuttosto che parlare se stesso, ha lasciato parlare i film di animazione portati per l’occasione.
Il primo film che viene proiettato reca la data 1934: intitolato La Joie de Vivre (cliccare qui per vederne un estratto) , è stato realizzato in Francia da due animatori, uno americano, Hector Hoppin, ed uno inglese, Anthony Gross. Sullo schermo scorrono, in bianco e nero, le immagini melliflue e sognatrici di due giovani fanciulle che, in preda alla joie de vivre, danzano per la strada, sui fili dell’alta tensione, in riva ad un lago. Questa situazione gioiosa viene meno quando, sulla scia di una giravolta, una delle due ragazze perde una scarpetta: a raccoglierla ci pensa un uomo (ironicamente indicato con la parola danger) che tenta, a cavallo della sua bicicletta, di raggiungere le due ragazze per rendere loro la scarpa perduta. Impaurite però dalla mascolina figura dell’uomo (che nell’inseguimento mima in parte le movenze delle giovani) si danno ad una bucolica fuga, tra fiori, insetti, boscaglie e rimandi alla poesia di Prevert (gli insetti che celebrano il funerale di un fiore colto dalle ragazze). Al termine di questa rincorsa, si incontreranno tutti e tre in una stazione ferroviaria dove, concitatamente, daranno il via ad un balletto orgiastico di treni, liberi da ogni costrizione.
A seguire è stato proiettato un cortometraggio avente come protagonista Betty Boop, dal titolo Minnie the Moocher, derivato dal titolo della famosa canzone di Cab Calloway inserita nel cartoon (disponibile alla visione su YouTube): realizzato nel 1932 da Grim Natwick, questo talkartoon (letteralemente un cartone animato parlato, è una serie di 42 episodi prodotti dai Flescher Studios a cavallo tra il ’29 ed il ’32) è la definitiva affermazione, come personaggio, di Betty Boop, finalmente definito in ogni sua parte.
La storia vede Betty Boop scappare di casa in seguito ad un litigio con i suoi genitori. Ad accompagnarla c’è il suo fidanzato, Bimbo. Durante la loro fuga, i due si ritrovano, di notte, in una caverna infestata da fantasmi, tra i quali spicca un tricheco canterino, le cui movenze sono ricalcate su quelle reali di Calloway (tramite una tecnica chiamata rotoscoping). Spaventati da queste presenze spettrali (impegnate in una coreografia decisamente surreale, à la Magritte per usare parole di Grillo), i due ritornano, di corsa, nella loro sicura home sweet home.
A conclusione di questa ora in compagnia di Oscar Grillo, l’animatore argentino ha presentato un suo animatic (un corto realizzato utilizzando i disegni dello storyboard, dunque privo di animazione), un lavoro che prosegue oramai da molti anni e che si intitola Parker’s Mood. Il tema al centro di questo lavoro è la famosa suite del sassofonista jazz Charlie Parker che, attraverso una serie di quadri, viene "vissuta" da Grillo. Come ammette lui stesso, alla base di questo lavoro non voleva esserci un fulcro drammatico, una storia definita, una narrativa standard, bensì un sentimento: le immagini, correlate alle struggenti note di Parker, dovevano creare un senso estraneo alla drammaturgia, più legato ad un concetto di sinestesia e ci riescono pienamente. I meravigliosi disegni di Grillo, dai contorni ruvidi, a volte imprecisi, e dai colori saturi, con prevalenze di rosso e blu, svolgono splendidamente il loro ruolo di catalizzatori sinestetici: il risultato è un viaggio animatico nel sound di Parker. Se poi si considera che il tutto è stato realizzato con mezzi molto poveri, in casa, per volontà dell’autore che lavora tenendosi il più al di fuori possibile dai dettami commerciali di ipotetici produttori, quest’opera si riveste di ulteriori significati: semplicità e spontaneità sono i motori principali della creatività, la tecnica e le possibilità economiche, troppo spesso causano una involuzione delle doti artistiche dell’animatore (ma può essere un discorso allargabile a molti altri ambiti). E’ un po’ come scoprire l’acqua calda, ma avere una conferma ogni tanto sicuramente aiuta e, se poi, a confermarci queste "ovvietà" ci pensa un tipo come Oscar Grillo, beh, allora il piacere è doppio.
